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Spettacoli

Anche il teatro fa i conti con il Coronavirus

di Mara Pedrabissi -

29 febbraio 2020, 05:05

Anche il teatro fa i conti con il Coronavirus

 Potranno riaprire senza problemi scuole e attività culturali la prossima settimana? La conferenza, ieri sera in diretta Facebook, del nuovo assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini rimanda il responso a oggi. Un passaggio dell'intervento sembra aprire uno spiraglio per le attività culturali, annunciando l'intenzione di «allentare la presa delle precauzioni per musei, cinema e teatri». Sapremo oggi in quale misura.

Intanto, il teatro piange, e non per ragioni di scena. La chiusura delle sale disposta fino al 1°marzo dall'ordinanza anti-Coronavirus, ha un prezzo, economico e di immagine. A dirlo sono le voci dei due principali centri produttivi cittadini, Teatro Regio e Teatro Due, poli creatori di spettacoli dal vivo, con generi differenti e un ragionamento comune: è doveroso contenere il contagio, evitando grandi aggregazioni, ma questo stop lascia un segno. Nei teatri come nelle altre attività produttive.

Il direttore Anna Maria Meo parte delle attività cui il Regio ha rinunciato: «Sospese le visite guidate, un'attività marginale ma non ininfluente nelle nostre entrate. Cancellate le attività per le scuole e sospeso al momento, nella speranza di poterlo riprogrammare, il concerto di Martina Filjak con i Solisti di Zagabria originariamente fissato per domenica 1° marzo, realizzato con la Società dei concerti di Parma».

LA «PRIMA» AL REGIO

Dietro l'angolo c'è il prossimo appuntamento della stagione lirica: sabato 14 marzo è fissato il debutto di «Pelléas et Mélisande» su musica di Claude Debussy, titolo raro nei cartelloni e perciò ricercato, qui diretto da Marco Angius e nell'inedito progetto dei franco-canadesi Barbe & Doucet (regia, scene e costumi). «Abbiamo continuato a lavorare, non c'è ragione per interrompere il processo produttivo: sono già state fissate le prove antegenerale e generale, lo spettacolo è stato venduto al botteghino. Rimborsare tutto avrebbe un impatto devastante, specie con l'aspettativa che c'è sul nostro programma per il 2020. Ragioniamo per andare in scena». Poi c'è la proiezione sul Festival Verdi, che proprio in questi giorni mette in vendita gli abbonamenti: «In questa situazione vi sono elementi di pericolo oggettivo e altri, solo percepiti, che ci possono danneggiare. Ad esempio, se trasmettiamo l'immagine di un luogo non sano, chi deve decidere di prenotare in questi giorni potrebbe orientarsi su altre scelte. Il pubblico da fuori Parma per il Festival incide al 65%; di solito a maggio dagli abbonati e, soprattutto, dagli stranieri, abbiamo già incassato un milione di euro che vanno a coprire parte degli investimenti sostenuti in attesa dei finanziamenti ministeriali, cioè il saldo Fus dell'anno precedente e l'anticipo di quello in corso».

A Teatro Due sono al lavoro «giorno e notte» per trovare soluzioni alternative. La chiusura causa forze maggiori del sipario si è abbattuta sulle recite di «Peggy Guggenheim» con Fiorella Ceccacci Rubino che, dopo il debutto di sabato 22 febbraio avrebbe dovuto proseguire fino al 4 marzo: 420 persone erano prenotate, ma le recite sono state posticipate dal 15 al 23 aprile.

«THE DEEP BLUE SEA» SALTA

Saltano le due serate con Luisa Ranieri protagonista del dramma sentimentale «The Deep Blue Sea» per la regia del marito Luca Zingaretti: «Abbiamo dovuto annullare questa ospitalità che aveva già registrato il tutto esaurito - è il rammarico del direttore Paola Donati - Non riusciremo a riproporla in altra data perché la tournée era già tutta definita. Dobbiamo trovare un'alternativa da offrire agli abbonati». Sono rinviati a data da destinarsi i debutti di «Und» di Howard Barker e «The Letter of last resort» di David Greig; si è interrotto il laboratorio «Così vicino così lontano», l'esito posticipato dal 6 al 9 aprile. Sono stati sospesi i classroom play e le attività laboratoriali con le scuole superiori: il conto parla di «oltre 3000 spettatori che Fondazione Teatro Due non ha potuto accogliere per l'emergenza».

Ragiona Donati: «Il teatro è un'attività produttiva a tutti gli effetti, con sue particolarità. Lo stop di una settimana non si esaurisce in quella settimana ma ha ripercussioni nella riprogrammazione, nella fiducia del pubblico. Per le regioni fermate dalle ordinanze, l’Agis ha calcolato 10,1 milioni di euro persi al botteghino, la cancellazione di 7.400 spettacoli. La regione Emilia Romagna è tra quelle più attive nel settore, mi aspetto che la politica ci aiuti».

 

MARA PEDRABISSI Potranno riaprire senza problemi scuole e attività culturali la prossima settimana? La conferenza, ieri sera in diretta Facebook, del nuovo assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini rimanda il responso a oggi. Un passaggio...

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