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VANDALI

Via Venezia: tornano i graffiti sui muri appena ripuliti

03 marzo 2020, 05:02

Via Venezia: tornano i graffiti sui muri appena ripuliti

ANNA PINAZZI

Gli imbrattatori seriali colpiscono ancora. Dopo aver passato in rassegna gran parte dei muri del centro e dell’Oltretorrente - di cui già la Gazzetta aveva parlato, raccogliendo le testimonianze e lamentele di cittadini, negozianti e venditori ambulanti - hanno pensato di dare nuovamente sfogo alla loro, non proprio artistica, volontà espressiva.

Un gruppo di questi graffitari, per la seconda volta, ha scelto come suo «atelier» il quartiere San Leonardo. «Stilisticamente parlando, sembra la stessa mano dei murales dell’Ospedale Vecchio. Sta imbrattando tutta Parma - segnala un residente, Fabrizio Fanfoni -. Nel mio quartiere le scritte con lo spray sono comparse una prima volta lungo via Venezia, nel tratto che va dall’incrocio con via Trieste fino a via Zacconi e sabato scorso, dopo che il Comune ha subito rimediato ai danni, il vandalo ha colpito nuovamente sui muri delle case e nel sottopassaggio».

Situazione anche questa, riportata dalla Gazzetta nei giorni scorsi: decine di metri di scritte prive di significato e macchie di colore. Metri di pura trasgressione e mancanza di rispetto. Questi graffiti non comunicano un messaggio, non abbelliscono il grigiore dei palazzi, delle strade e dei sottopassaggi: sono sigle pressoché incomprensibili, linee, scarabocchi, macchie di vernice.

I murales, per definizione, sono qualcosa di completamente diverso, sono una manifestazione sociale e culturale basata sull’espressione della creatività e dell’immaginazione. Nessuno, oggi, si immaginerebbe di accusare Bansky - famoso artista e writer inglese, considerato uno dei maggiori esponenti della street-art - di vandalismo. Questo perché i suoi disegni sono vere e proprie opere d’arte che fanno riflettere sulla società attuale e permettono di ragionare sugli spazi che ci circondano. In questo senso i murales, in alcune città, sia in Italia che all’estero, sono stati al centro di progetti di riqualificazione urbana.

Anche a Parma, per esempio, nella zona dietro l’Efsa, qualche artista di talento ha voluto usare positivamente la tecnica dei graffiti per contrastare il grigiore della massicciata ferroviaria fra via Reggio e via Giulio Cesare, con degli splendidi disegni dai colori brillanti e vivaci.

Purtroppo, i disegni apparsi in Oltretorrente e in Leonardo non fanno parte di questa categoria di espressione artistica, per questo è stato necessario intervenire al più presto per rimuoverli. Nonostante i tinteggi avvengano tempestivamente e con frequenza, questi vandali «non aspettano altro che il Comune pitturi nuovamente per farne di nuovi, sempre più grandi - si sfogano gli abitanti della zona colpita –. Non c’è il minimo rispetto per il bene comune».

Si cerca di porre rimedio ai danni estetici e non, recati agli edifici e alla cittadinanza, come afferma l’assessore alla sicurezza Cristiano Casa infatti: «Dispiace che nella nostra città ci siano persone incivili che vogliono imbrattare i muri e i monumenti. Quello che possiamo fare è analizzare gli impianti di videosorveglianza per rintracciare questi vandali. Sono gesti inaccettabili. Per questo - conclude l’assessore - chiedo alla cittadinanza di continuare a raccogliere e inviare, come è successo in questi giorni, le proprie segnalazioni. Sono un aiuto validissimo per contrastare queste forme di mancanza di rispetto nei confronti della città e di chi la abita».

 

ANNA PINAZZI Gli imbrattatori seriali colpiscono ancora. Dopo aver passato in rassegna gran parte dei muri del centro e dell’Oltretorrente - di cui già la Gazzetta aveva parlato, raccogliendo le testimonianze e lamentele di cittadini, negozianti e...

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