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GIOCO

Anche il fantacalcio contagiato dal coronvirus

04 marzo 2020, 05:01

Anche il fantacalcio contagiato dal coronvirus

PIETRO RAZZINI

È stato contagiato anche il gioco più bello del mondo. Stiamo parlando ovviamente del fantacalcio, passione che coinvolge milioni di italiani, ora in tilt a causa del Coronavirus e… del governo del pallone.

Già perché è facile immaginare come due settimane fa, quando per la prima volta è stato ufficializzato il rinvio di 2 gare di serie A, i cellulari di tantissimi parmigiani siano diventati roventi: telefonate tra membri di leghe private, gruppi Whatsapp improvvisamente colmi di messaggi, confronti accesi, duri, da cartellino rosso, a colpi di vocali ed emoticon. Tutto per decidere se attendere (forse per mesi) il recupero dei match o scegliere di dare un voto politico (6) ai giocatori delle squadre che non sarebbero scese in campo.

«Ma non è tutto», racconta Marco, presidente della Lega dei fantasisti: «Tra venerdì e sabato erano già state giocate 4 partite: la domenica, all'ufficialità dei rinvii, sarebbe stato impossibile modificare gli undici scelti. Avrei preferito lavorare 12 ore piuttosto che gestire 9 fantallenatori inferociti».

C'è chi, come Giulio, non è rimasto coinvolto fortunatamente nel vortice degli sms: «La mia è una vita tranquilla: moglie, gite in moto, lavoro e fantacalcio. Avevo messo il cellulare in modalità silenziosa ed ero partito con la Ducati. Quando ho ripreso in mano lo smartphone, all'arrivo, ho trovato 180 notifiche. Ho pensato a una tragedia. In effetti era così: ma solo fantacalcistica».

Anche Andrea l'ha presa sul ridere, questa settimana: «Io ho scherzato con il mio avversario mettendo in campo Pinsoglio, terzo portiere della Juventus: il 6 politico l'avrebbe preso anche lui. E invece il regolamento della nostra lega prevede che ciò non vale se i recuperi vengono giocati entro 15 giorni dalla data dei rinvii».

E con la recente scelta della Lega-Figc di giocare nel prossimo weekend, ecco che Andrea si ritrova senza portiere. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso: questo proverbio è sempre attuale, anche per chi ha rovinato rapporti di lunga data a causa di un gioco considerato estremamente serio da tutti i suoi partecipanti: «Solo la tripletta di Zapata contro il Lecce e il gol di Kluivert al Cagliari mi hanno ridato serenità”, ricorda Francesco che poi conclude: «Nei giorni precedenti sono stato intrattabile al punto da litigare con il mio migliore amico, nonché direttore sportivo della “Manzo Team”, la nostra squadra di fantacalcio».

Ma c'è anche chi ha tratto beneficio da questa situazione a dir poco caotica. Racconta infatti Mattia: “I miei sei attaccanti sono: Dybala, Higuain, Sanchez, Muriel, Ilicic ed Edera. Ho inserito Muriel, Edera e Ilicic avendo due 6 sicuri come Sanchez e Higuain in panchina. Senza il Coronavirus non avrei potuto schierare il tridente e gioire per tre gol».

Magra consolazione diranno i più che hanno cercato in questa loro passione un valido diversivo dallo stress quotidiano legato a una situazione difficile da controllare: «È impossibile sapere quando finiranno le restrizioni», conclude Nicolò: «È la prima volta che vivo momenti di così grande allarmismo: l'unica gioia del momento è Ciro Immobile che con i suoi “più tre” mi ha fatto vincere per la prima volta il fantascudetto. E pensare che mi sono sempre piazzato negli ultimi posti in classifica».

Ma la paura per il Coronavirus ha colpito anche lui: all'invito di Nicolò di andare a casa sua a brindare con mogli e figli, quasi tutti hanno rifiutato. Un altro segno che anche il più bel gioco del mondo è stato contagiato.

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PIETRO RAZZINI È stato contagiato anche il gioco più bello del mondo. Stiamo parlando ovviamente del fantacalcio, passione che coinvolge milioni di italiani, ora in tilt a causa del Coronavirus e… del governo del pallone. Già perché è facile...

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