Sei in Gweb+

OSPEDALE

Coronavirus, rivoluzione al Maggiore: «Grande sforzo, nuovi percorsi per i pazienti»

04 marzo 2020, 05:06

Coronavirus, rivoluzione al Maggiore: «Grande sforzo, nuovi percorsi per i pazienti»

ANDREA VIOLI

Ospedale Maggiore, ieri mattina. Due persone vanno al punto di pre-triage allestito per valutare i pazienti in arrivo in base ai sintomi. Agli operatori sanitari chiedono il tampone per individuare il Coronavirus. Ma bisogna dire che non è così che funziona, l'ospedale non è una sorta di distributore. «Siamo il punto in cui comincia una cura a 360 gradi, non siamo dispensatori di tamponi», sottolinea Sandra Rossi, direttore del dipartimento di Emergenza-Urgenza. I tamponi si fanno quando i medici lo ritengono necessario, all'interno di un percorso di cura articolato e allestito con modalità inedite per il Maggiore. Un grande sforzo in corso, organizzativo e umano, che sta già dando risultati positivi. Sandra Rossi, Nicola Sverzellati, direttore dell’unità operativa di Scienze radiologiche del Maggiore, e Tiziana Meschi, direttore del Dipartimento geriatrico riabilitativo, illustrano come funziona l'innovativo percorso di cura. Da sabato, 150 persone sono passate dal pre-triage sotto al Pronto soccorso. Restano valide le indicazioni generali: per avere informazioni e indicazioni su come comportarsi in caso di sintomi sospetti c'è il numero verde regionale 800-033033. In caso di sospetti, chiamare il proprio medico di base o il 118. Ma quando si arriva al Maggiore, con mezzi propri o in ambulanza, le primissime valutazioni ora si fanno al pre-triage. «L'Azienda ospedaliero-universitaria ha creato questi locali con attrezzature e personale propri - sottolinea la Rossi -. La Croce Rossa ci ha supportato con tende che servono come locali di cambio barelle e sale d'attesa».

SINTOMI E DOMANDE
Al pre-triage avviene il primo contatto del paziente con il Maggiore. È vicino al Pronto soccorso ed è indicato dalla cartellonistica. L'infermiere pone una serie di semplici domande («Ha febbre? Ha tosse? Fatica a respirare?» e così via). Se non ci sono problemi tali da instillare sospetti, il paziente va al pronto soccorso «normale». In alternativa viene indirizzato al triage respiratorio. Dopo l'attesa nella tenda c'è la visita in un ambulatorio ad hoc, dove lavorano 24 ore su 24 un medico, un infermiere e un operatore socio-sanitario. Se la situazione clinica lo richiede, il paziente viene inviato al padiglione Barbieri, dove i medici possono eventualmente decidere per una tac toracica ad alta risoluzione. Il padiglione Barbieri è il fulcro di questo percorso, è totalmente dedicato all'emergenza in corso. In caso di sintomi di malattie respiratorie si passa da qui, indipendentemente dall'età del paziente. Se il rischio di un'infezione grave appare più vicino, il medico può decidere per la tac. E se quest'ultima è positiva (se insomma un grosso problema di salute è confermato) il paziente - senza uscire dal Barbieri - viene ricoverato in un reparto dedicato. In attesa di conoscere l'esito del tampone. È l'ultimo passaggio. Se il tampone conferma il Coronavirus, scatta il ricovero in un'area destinata ai pazienti infetti. Se il tampone è negativo si continuerà con altre terapie.

«UN GRANDE SFORZO»
Sandra Rossi e Tiziana Meschi rimarcano che in ospedale è stato fatto «uno sforzo organizzativo incredibile, fisico e mentale». D'altronde il Coronavirus ha generato una situazione inedita e si testano le novità organizzative sul campo. Sverzellati puntualizza che anche per tutte le Radiologie c'è «una riorganizzazione interna finalizzata a studiare i pazienti con sospette infezioni in sicurezza, in una struttura dedicata». Al padiglione Barbieri sta lavorando al massimo il macchinario per la tac al torace ad alta risoluzione, con un'apparecchiatura molto sensibile, capace di mostrare molti dettagli. Non è detto che chi fa la tac debba essere contagiato, anzi non bisogna dimenticare che comunque si registrano polmoniti «classiche» e altre malattie invernali. Ma con questa tac, aggiunge Sverzellati, «forniamo una probabilità diagnostica che dovrà essere confermata o smentita dai successivi esami chimico-laboratoristici». La riorganizzazione anche consente di fronteggiare l'aumento di casi «sospetti» mantenendo gli altri esami programmati, nei limiti del possibile, all'interno del sistema-ospedale. I medici fanno notare che questo percorso è stato impostato per essere veloce, limitando i tempi di attesa per i pazienti. Momenti di rallentamento possono esserci ma, in generale, i medici assicurano che tutto sta funzionando in maniera snella. Anche dal punto di vista della soddisfazione dei pazienti.

FATICA E SODDISFAZIONE
Nei reparti più esposti all'emergenza medici, infermieri e operatori sono costretti a un superlavoro. Parma non fa eccezione. Tiziana Meschi racconta come si vive questa situazione da dentro: «È profondamente estenuante dal punto di vista fisico e mentale. Ma questo evento ci fa recuperare il senso profondo della nostra professione, che spesso si perde nella routine quotidiana. Vedo una collaborazione enorme fra colleghi». Dagli oculisti agli ortopedici, ai gastroenterologi, tanti hanno fatto sapere ai colleghi più in prima linea che «noi ci siamo». «In cinque giorni questa azienda è stata capace di creare nuove strutture e di lavorare sul Barbieri - concludono i medici - grazie al lavoro straordinario di tutti, compreso il comparto infermieristico, e della Direzione delle professioni sanitarie».

ANDREA VIOLI Ospedale Maggiore, ieri mattina. Due persone vanno al punto di pre-triage allestito per valutare i pazienti in arrivo in base ai sintomi. Agli operatori sanitari chiedono il tampone per individuare il Coronavirus. Ma bisogna dire che...

Abbonati per leggere l'articolo integrale pubblicato sulla Gazzetta di Parma in edicola e accedere alle altre notizie esclusive del giornale di oggi

Costo: 6€/mese

Se sei già un utente abbonato a Gweb+

L'abbonamento a Gweb+ consente l'accesso alla versione integrale degli articoli più interessanti del quotidiano oggi in edicola.Il costo è di solo 6 euro al mese Iva inclusa (invece di €8) utilizzando come modalità di pagamento PayPal