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LUTTO

Addio a Rita, la vedova dell'ex sindaco Lauro Grossi

13 marzo 2020, 05:04

Addio a Rita, la vedova dell'ex sindaco Lauro Grossi

ANTONIO BERTONCINI

Se ne è andata ieri, a 88 anni, Rita Acquistapace, moglie di Lauro Grossi, per un decennio amato e stimato sindaco di Parma. Tanti che le sono stati amici ricordano in lei la donna aperta, sorridente, a suo agio in tutte le situazioni.

Rita era nata a Borgotaro, dove ha vissuto la sua giovinezza e dove è nato l’amore con Lauro. Dopo il matrimonio, celebrato l’1 gennaio 1959, Rita lasciò il suo lavoro da impiegata presso una ditta che distribuiva bevande per trasferirsi a Parma con il marito, al quale è rimasta accanto fino all’improvvisa morte di Lauro, durante la drammatica riunione del Psi alla sezione Matteotti, che cambiò per sempre la sua vita. Rita aveva allora 56 anni.

Dal suo arrivo a Parma ha sempre fatto la casalinga, dedicando il suo tempo alla famiglia, con una breve parentesi: l’apertura di un negozio di stoffe provenzali in borgo del Parmigianino, che aveva coronato un suo piccolo sogno.

La figlia Graziella tratteggia volentieri il ritratto della mamma, «anche perché – puntualizza - aveva un rapporto bellissimo con il giornale e con la città».

«Di mia madre – dice Graziella – vorrei mettere in evidenza il suo tratto popolare, inteso nel senso migliore del termine. Amava stare in mezzo alla gente, mostrava la stessa disinvoltura alla sagra di paese come al Dinner and Dance a Londra. Questa sua straordinaria propensione alla socialità l’ha sempre resa molto popolare. Ha vissuto trent’anni al fianco di mio padre, con discrezione ma anche con la massima disponibilità a sostenere il suo ruolo, e poi si è trovata improvvisamente sola a 56 anni. Una tragedia che le ha sconvolto la vita. Ma sola in realtà non la è mai stata, perché quando è venuto a mancare Lauro, è stata letteralmente “coccolata dalla città”: la invitavano ad ogni festa, ad ogni manifestazione, non aveva una sera libera. Si è riempita la vita nel ricordo degli anni felici».

Della socievolezza e del sorriso aperto di Rita conserva un bel ricordo anche Gianni Cugini, che fu vicesindaco nella prima legislatura di Grossi: «Sapeva che fra me e Lauro c’era un rapporto privilegiato, una stima che andava anche oltre le vicende dei partiti. Anche dopo la fine della Giunta di sinistra Rita non mancò mai di farmelo notare, e quando passavo da via Garibaldi mi salutava festosamente dalla finestra di casa». Rita per molti rimase la “first lady” anche quando Lauro non c’era più, tanto che il sindaco Lavagetto le chiese di rappresentare Parma a Worms nel decimo anniversario della firma del patto di gemellaggio, anche per l’amicizia che la legava ad Hans Joachim Ruhl, che aveva lavorato instancabilmente per tessere il rapporto di amicizia che legava le due città.

Negli ultimi anni, prima di ammalarsi, la si incontrava spesso con le carte da briscola in mano al circolo Argonne.

Rita Acquistapace lascia i tre figli, Graziella, Cristina e Marcello, 5 nipoti e 4 pronipoti. Le esequie saranno celebrate in forma strettamente privata, come previsto dai provvedimenti adottati per limitare il contagio del Coronavirus.

 

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