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EMERGENZA

Coronavirus: a Sissa tanti casi in pochi giorni, già 5 morti. E accertamenti su altri 4

13 marzo 2020, 05:07

Coronavirus: a Sissa tanti casi in pochi giorni, già 5 morti. E accertamenti su altri 4

ROBERTO LONGONI

SISSA TRECASALI È una partita a carte con il destino quella che si sta giocando a Sissa. In proporzione, sembra che qui più che altrove negli ultimi giorni ci siano stati decessi collegati con il coronavirus. E allo stesso tempo collegati con l'associazione anziani del paese: il circolo è stato chiuso, riaperto e poi richiuso durante le varie fasi di questo periodo convulso e angosciante per tutti. A rendere l'emergenza, almeno a prima vista, più preoccupante che altrove sarebbe lo stesso spirito degli abitanti di questa fascia della Bassa, innamorati dello stare insieme. Fino a quando la lontananza non è stata imposta per legge, soprattutto gli anziani hanno come sempre trascorso in compagnia le loro giornate. Ed è agli innocenti tavoli della briscola che potrebbe aver teso l'agguato il covid-19. Carte che passano di mano in mano, accalorate discussioni per l'asso calato al momento sbagliato, distanze che non sono di sicurezza nemmeno per un raffreddore. In quattro al quadrato di un tavolo: altro che il metro d'ordinanza. Ma allora il distacco non era ancora diventato obbligatorio. Fino a pochi giorni fa l'epidemia sembrava ancora un problema d'altri.

Il primo a morire con il coronavirus è stato un uomo di Palasone di 77 anni, venerdì scorso. Poche ore dopo, in ospedale - positivo al covid-19 - è spirato anche un suo amico di cinque anni più giovane, di Sissa. Entrambi erano storici frequentatori del circolo, che è poi stato chiuso il primo marzo, lo stesso giorno in cui il 72enne veniva ricoverato in ospedale con febbre e problemi respiratori. Il circolo (350 soci, ma i frequentatori abituali sono molti di meno) aveva riaperto pochi giorni prima, il 26 febbraio, in occasione del mercoledì di coppa, dopo una prima chiusura precauzionale. A quel punto, privati del loro spazio, per continuare a incontrarsi e condividere il bicchiere e la briscola di tradizione, gli habitué hanno preso a frequentare i bar della zona.

Domenica 8 marzo, in ospedale intanto è morto un altro pensionato, un 85enne di Torricella, a sua volta per complicazioni collegate al coronavirus. Lunedì, a perdere la vita è stato un 76enne di Gramignazzo di Sissa. E poi, l'altro ieri, un 75enne di Trecasali, l'unico tra le vittime elencate finora a non essere stato frequentatore del circolo.

A ieri, cinque morti sul totale dei 41 dell'intera provincia sono di questo comune. Il sindaco Nicola Bernardi non commenta. Con un Whattsapp ieri mattina ha informato i suoi concittadini che «i casi di positività nel comune a oggi sono otto». Inoltre, ha ricordato che «ci sono nostri concittadini guariti e tornati a casa»; tra loro anche la moglie della prima vittima, dimessa dall'ospedale dopo un breve ricovero. Nemmeno le autorità sanitarie, che comunque confermano i cinque morti del comune «con il coronavirus», commentano. La direttrice generale dell'Asl Elena Saccenti dichiara: «Al Dipartimento sanità pubblica al momento non hanno fatto analisi per rilevare correlazioni di cluster specifiche per Sissa Trecasali».

A commentare, pregando di non fare nomi («perché qui tutti conoscono tutti e tutti in qualche modo sono imparentati») è la gente di Sissa. C'è chi ha stilato liste non proprio coincidenti con quelle ufficiali, magari solo per questioni burocratiche. Con questi elenchi, si passerebbe da cinque a nove decessi di pazienti con il coronavirus. La prima di queste vittime non ancora contemplate dal bilancio dell'Asl è una donna di 72 anni, moglie del 76enne di Gramignazzo di Sissa. Già alle prese con pesanti problemi respiratori (doveva ricorrere alla somministrazione di ossigeno in casa da prima dell'emergenza) è risultata positiva al tampone. Ricoverata in ospedale, ma in un primo tempo non sembra in terapia intensiva, è spirata poche ore dopo il marito.

Il giorno prima, con sintomi sospetti, è morto in ospedale un 86enne sempre di Gramignazzo di Sissa: il riscontro ufficiale potrebbe mancare perché non ci sarebbe stato il tempo di effettuare il tampone. Mentre l'altro ieri è deceduto un altro pensionato sissese, abituale frequentatore del circolo degli anziani. L'uomo aveva la febbre alta e sarebbe spirato in casa. Nulla esclude che sia stato ucciso dall'influenza: non va dimenticato che anch'essa è da sempre concausa di numerosi decessi ogni anno. Come lui - si dice in paese - sono molti gli anziani a letto con la febbre alta.

Infine, ci sarebbe una quarta persona da aggiungere a questo triste elenco. È una pensionata sissese a sua volta positiva al covid-19, ma morta a Milano, dove si era recata per un'operazione alla tiroide. «A questo punto - dice un cittadino - si vive nell'ansia, credo più che in molte altre zone della nostra provincia. Non solo gli anziani sono preoccupati, ma anche i giovani. Stiamo con le orecchie tese, pronti a cogliere l'arrivo di una sirena, cercando di capire dove si fermerà. Si vive nel dolore, perché qui ci si conosce tutti. E i lutti sono di tutti».