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Fidenza piange per la scomparsa del «Nacio» Monnati

13 marzo 2020, 05:03

Fidenza piange per la scomparsa del «Nacio» Monnati

Profondo cordoglio e viva impressione in città ha suscitato la scomparsa di Gianfranco Monnati, storico parrucchiere di piazza Garibaldi e generoso donatore di sangue dell’Avis.

Il «Nacio», come lo chiamavano gli amici borghigiani, aveva 73 anni. Da mezzo secolo gestiva il suo negozio di parrucchiere in piazza Garibaldi, dove era diventato nel tempo, una sorta di vera e propria istituzione. Infatti, ogni giorno, Gianfranco, era lì, pronto ad accogliere i suoi numerosi e affezionati clienti, che gli erano rimasti fedeli nel tempo. Ma il suo negozio era non solo il luogo dove farsi i capelli, ma anche una sorta di salotto borghigiano, dove i tanti amici si recavano per salutare il loro barbiere, ma anche per scambiare due chiacchiere e commentare gli eventi della città.

Monnati era una persona dal fare gentile e cordiale, che aveva saputo farsi stimare e benvolere. Educato, rispettoso, era sempre il primo a salutare, quando lo si incontrava per la città. Adesso la piazza, il cuore del borgo, è rimasta orfana di uno dei suoi figli più fedeli, che in mezzo secolo di attività, non l’aveva mai abbandonata.

Ma Gianfranco aveva anche un cuore grande che batteva per il prossimo. Era stato un generoso donatore di sangue, iscritto sin dalla gioventù, alla locale sezione dell’Avis. Sempre in prima fila quando c’era da aiutare chi aveva bisogno, in tanti di anni di volontariato, aveva effettuato più di ottanta donazioni di sangue.

Si era meritato diversi riconoscimenti, fra cui anche la cittadinanza benemerita da parte dell’amministrazione comunale. Quando lo si chiamava per la donazione, lui, era già lì, pronto a tendere il suo braccio.

«E’ stata una gravissima perdita – hanno sottolineato dirigenti e amici donatori dell’ Avis Fidenza – per tutta la nostra grande famiglia. Gianfranco è stato un volontario dal cuore d’oro, che ha sempre risposto a tutte le chiamate con infinita generosità. Col suo esempio ha lasciato il ricordo di un uomo dall’animo delicato e sensibile. Per lui era un orgoglio fare parte della nostra associazione, che lo ricorderà per sempre».

Come da disposizioni vigenti non si sono potuti celebrare i funerali, vietati in questo periodo, come tutte le altre cerimonie religiose.

s.l

 

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