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Lesignano, l'altruismo del dottor Giordano: nemmeno la malattia l'aveva fermato

14 marzo 2020, 05:04

Lesignano, l'altruismo del dottor Giordano: nemmeno la malattia l'aveva fermato

MARIA CHIARA PEZZANI

LESIGNANO La grande famiglia dell’Assistenza pubblica di Langhirano piange la scomparsa di Davide Giordano, mancato giovedì mattina a causa di una lunga malattia.

AMICO E COLLEGA
Una notizia che in questo momento delicato ha scosso particolarmente i militi impegnati a fronteggiare l’emergenza Covid-19, che piangono un bravo medico dotato di grande umanità e soprattutto un amico, con il quale hanno condiviso tanti turni. Il 42enne, originario di Faviano Inferiore dove risiedeva con il padre Enrico, anch’egli volontario a Langhirano, e la madre Franca, era da pochi mesi direttore sanitario della Croce Verde.

IMPEGNO E UMILTÀ
Un impegno che aveva accettato con qualche remora, figlia dell’umiltà che lo contraddistingueva. Un'umiltà che spesso gli faceva mettere in dubbio quelle che invece erano le sue grandi capacità e conoscenze. Altra remora: la consapevolezza di essere già purtroppo ammalato. Aveva detto sì perché proprio dall’associazione di soccorso di Langhirano era iniziato il suo percorso da medico. Nel 1998 aveva iniziato lì a fare il volontario.

STUDENTE DI CHIMICA
21enne, studiava chimica, ma l’impegno da soccorritore lo aveva a tal punto influenzato che, una volta presa la laurea, aveva iniziato gli studi in medicina. «Ti abbiamo fatto studiare», gli ripetevano sorridendo gli amici volontari. Una volta diventato medico aveva dovuto lasciare la divisa da volontario. Aveva lavorato in varie strutture cittadine, non ultima alla Città di Parma dove ha lasciato un segno indelebile. Ma il suo impegno e la sua vocazione per la medicina di soccorso non si è fermato e Giordano aveva deciso di intraprendere il corso Met per l’emergenza sanitaria territoriale, per poter conseguire l’idoneità all’esercizio dell’attività di medicina d’emergenza-urgenza. Parallelo al suo impegno nella medicina, la passione per gli animali. Nel tempo aveva creato una piccola fattoria, con pollame, conigli, che curava personalmente e faceva crescere. «I suoi animali», li amava definire. Partito volontario, nel giugno 2018 era tornato all’Assistenza pubblica di Langhirano come medico. Il suo volto giovanile, da «ragazzino», ingannava. Spesso faceva sorridere i compagni militi perché raccontava che le persone faticavano a capire che era lui il medico.

TATTO E DELICATEZZA
Colpiva la sua umanità, aveva la grande capacità di approcciarsi ai pazienti con tatto e delicatezza, tanto che nel tempo l’associazione ha ricevuto il ringraziamento di molte persone per il suo operato. La sua priorità era aiutare gli altri. Nonostante la malattia, nonostante anche i colleghi lo vedessero consumato, lui sminuiva la situazione. Le sue condizioni erano note solo a poche persone con le quali si era confidato. Stringeva i denti, pensava solo al suo lavoro, ad aiutare gli altri e fino a qualche giorno prima del suo ricovero era a Langhirano sull’automedica.

IL RICORDO
«Perdiamo una grande persona» ha commentato il presidente dell’Assistenza pubblica Stefano Coppi. «Ci lascia un bellissimo ricordo e un grande esempio - ha sottolineato Federica Piazza, segretaria dell’associazione -. Ci impegneremo per custodirlo al meglio».

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