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CAPITALI DELLA CULTURA

Volterra e Trani: "Bene Parma 2021. Correremo il prossimo anno"

15 marzo 2020, 05:01

Volterra e Trani:

KATIA GOLINI

«E' giusto lasciare il titolo di Capitale italiana della cultura a Parma anche nel 2021». Un via libera inatteso, coraggioso e leale, con un peso specifico importante perché arriva da città in corsa per il titolo di Capitale italiana della cultura del prossimo anno. Parole che suonano come musica quelle che arrivano da Volterra, la prima a scatenare la gara di solidarietà, e Trani. Parole che diventano fatti concreti. Dopo la richiesta al ministro Dario Franceschini partita da Parma, sostenuta dal governatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini e dalla presidente di Destinazione turistica Emilia Natalia Maramotti, anche il sindaco di Volterra Giacomo Santi ha scritto al ministro, al presidente dell'Anci Antonio Decaro e al nostro sindaco Federico Pizzarotti dicendosi disponibile a cedere il passo.

Un esempio di solidarietà ammirevole. Un esempio che fa onore la parola cultura nel suo significato più profondo. E' come se l'intera città di Volterra dicesse: noi possiamo aspettare, perché lo tsunami che ci ha investiti non può distruggere gli sforzi e le energie messe in campo finora da chi è venuto prima di noi.

E' così che, a conferma che cultura è prima di tutto comprensione reciproca, danno speranza le parole scritte in un post su Facebook del coordinatore del piano strategico di Volterra capitale della cultura Ledo Prato. «Il Mibact ha rinviato la data di scadenza per la presentazione dei dossier di candidatura a Capitale italiana della cultura 2021 al 30 giugno. Una decisione presa a 24 ore dalla scadenza prevista per il 13 marzo. Una scelta giusta perché ci sarà il tempo per valutare la possibilità di lasciare il titolo di Capitale alla città di Parma anche per il 2021. Le condizioni eccezionali che stiamo vivendo da settimane, e di cui è difficile prevedere la fine, hanno reso impossibile per Parma attuare il programma, con un danno anche economico non irrilevante. Per questo, come ho avuto modo di dire all'assessore Michele Guerra, assessore alla Cultura di Parma, è giusto lasciare il titolo a Parma e rinviare al 2022 la competizione prevista per 2021, preservando il lavoro delle città che già si sono candidate».

L'assessore Guerra risponde e ringrazia con gratitudine: «Non sai quanto calore ci ha fatto arrivare il tuo messaggio e la vicinanza così concreta di Volterra».

Dello stesso tenore la posizione del sindaco di Trani Amedeo Bottaro: «L'emergenza sanitaria in corso sta avendo gravi ripercussioni economiche e di programmazione a Parma a fronte di ingenti investimenti economici effettuati, Per questo motivo la città di Trani auspica che l'anno di Parma Capitale italiana della cultura venga esteso al 2021 e che le candidature avanzate per il prossimo anno si riferiscano al 2022».

Si associa alla catena di solidarietà l'assessore alla Cultura della Regione Emilia Romagna Mauro Felicori: fare di Parma la capitale della cultura del 2021 «sarebbe un bel modo per garantire a tutto il territorio regionale di non perdere questa straordinaria occasione a cui tantissimi hanno lavorato e dire al Paese che non ci arrendiamo».

Parma ringrazia quindi. E un'altra luce si accende in fondo al tunnel.

 

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