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CORONAVIRUS

Centrale 118: 'Chiamate anche triplicate in un giorno'

16 marzo 2020, 05:05

Centrale 118: 'Chiamate anche triplicate in un giorno'

GEORGIA AZZALI

La telefonata si interrompe più volte. «Mi scusi, devo rispondere», dice con tono trafelato Antonio Pastori, dirigente infermieristico del 118. È il primo fronte dell'emergenza. Ritmi serrati, anche la pausa per un caffè diventa un lusso. Gente tosta, abituata a stringere i denti e a serrare le fila da sempre, ma il coronavirus è «come se fosse un terremoto continuo» anche per loro che hanno vissuto mille catastrofi. Qualche numero, e tutto diventa drammaticamente chiaro: in un giorno qualunque alla centrale operativa arrivano circa 1000 chiamate, lo scorso 24 febbraio gli operatori ne hanno ricevute 2900 e l'altro ieri 2072. Quasi il triplo della media tre giorni dopo l'esplosione dell'emergenza, finché ieri pomeriggio, verso le 15,30, le chiamate erano 718. Il che - con tutta la cautela del caso - fa pensare a un leggero rallentamento.

«È un lavoro incessante: riposi e ferie sono sospesi, in più abbiamo recuperato personale da altri settori, basti pensare che se in centrale ci sono normalmente 7 operatori, in questi giorni siamo arrivati a 14 - spiega Pastori -. Un fiume di chiamate, ma vorrei anche dire che se nei giorni normali l'operatore risponde in media in 5 secondi, nella giornata più critica la media è stata di 16 secondi».

Insomma, il messaggio è: qualche secondo in più, ma si risponde a tutti. È chiaro che a una chiamata non corrisponde necessariamente l'invio di un'ambulanza, ma l'altro ieri solo a Parma gli interventi sono stati il 70% in più della media. E a Piacenza (visto che la centrale parmigiana copre anche la città della Lupa e Reggio Emilia) addirittura il 90% in più. Non solo. Nei giorni normali l'ambulanza interviene nel 35% dei casi per traumi, mentre l'altro ieri i traumi non sono andati oltre il 5%.

Le sirene corrono per il Covid- 19 e anche per tutte le altre urgenze (e non) che restano. Ma in quanto tempo ora arriva l'ambulanza? Si rischia di aspettare ore? «I codici rossi vengono soccorsi in 10 minuti, questo per dire che non stiamo lasciando a casa nessuno - sottolinea Pastori -. I codici verdi (non urgenti) aspettano anche 1 o 2 ore, ma ogni mezz'ora o quaranta minuti l'operatore chiama per verificare la situazione. È chiaro che se poi le condizioni del paziente peggiorano, l'intervento viene accelerato. Per questo, bisogna chiamare solo per esigenze vere».

Operatori pronti a saltare domeniche in famiglia, ma anche un grande esercito di volontari che è diventato il perno insostituibile su cui ruota il sistema. «È un impegno straordinario in condizioni drammatiche, basti pensare - mette in evidenza Pastori - che solo a Parma sono state garantite 15 ambulanze in più. È stato anche acquistato un sistema di sanificazione che consente agli operatori della Protezione civile di "pulire" i mezzi in 5 minuti invece dei 30 solitamente necessari».

Correre. Ma in sicurezza. Contro un nemico che ha dimostrato di saper correre all'impazzata. Mentre il telefonino di Pastori squilla ancora.

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