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Coronavirus

Saccenti dell'Ausl: «Presto 112 nuovi posti letto a Vaio»

16 marzo 2020, 05:08

Saccenti dell'Ausl: «Presto 112 nuovi posti letto a Vaio»

MONICA TIEZZI

L'ospedale di Vaio in difficoltà ad accogliere pazienti, oltre duemila persone in quarantena, servizi territoriali che hanno interrotto le attività programmate per dirottare le forze sulla lotta al virus. La direttrice dell'Ausl Elena Saccenti spiega cosa si sta facendo oggi, e in vista del picco di contagi atteso la prossima settimana.

OSPEDALE DI VAIO

Il pronto soccorso ha chiuso i battenti venerdì sera e ha riaperto sabato pomeriggio, ma la situazione sembra ancora molto critica.
Venerdì ci siamo trovati in un momento di crisi e si è lavorato con l'ospedale Maggiore valutando le ricettività a livello provinciale e interprovinciale per incrementare i posti letto. Alcuni pazienti sono stati accolti al Maggiore. Altri, tre, sono stati dirottati sull'ospedale di Bologna. Vorrei comunque chiarire che tutti i malati sono stati curati e messi in strutture adeguate e l'assistenza non è mai venuta meno.

La situazione non è destinata a cambiare nei prossimi giorni, se non in peggio. Cosa si sta facendo per Vaio negli altri ospedali?
A Vaio già fra domani e dopodomani (oggi e domani per chi legge, ndr) destineremo il «corpo M» dell'ala nuova dell'ospedale ai pazienti Covid-19. Si tratta di tre piani, finora destinati ad attività ambulatoriale specialistica. Parliamo di una potenzialità di 112 posti letto. A Vaio attualmente sono ricoverati 146 pazienti affetti da coronavirus e i posti letto di rianimazione sono passati da sette a 14. I nuovi posti letto sono uno sforzo logistico che dev'essere collegato ad un'adeguata copertura di medici e infermieri. Stiamo cercando personale in modo assiduo dall'inizio dell'emergenza. Abbiamo fatto appello alla disponibilità di pensionati e stiamo scorrendo le graduatorie per incrementare il personale medico.

OSPEDALE DI BORGOTARO

E la situazione a Borgotaro?
Al Santa Maria di Borgotaro abbiamo 55 posti letto per malati Covid, di cui 41 occupati. Quindi al momento ci sono 14 letti disponibili, ma solo per malati non gravi, visto che l'ospedale di Borgotaro non ha terapia intensiva nè rianimazione. Per questo è già capitato di spostare pazienti in condizioni non critiche dall'ospedale Maggiore di Parma a Borgotaro.

Gli spostamenti avvengono anche a livello interprovinciale?
C'è un coordinamento regionale che monitora i dati di occupazione dei posti letto in rianimazione e valuta eventuali spostamenti anche fuori provincia, come è avvenuto nella prima fase del contagio con il trasferimento al Maggiore di pazienti da Piacenza. Ma gli spostamenti avvengono anche per i posti letto per Covid non da rianimazione, come i tre pazienti dirottati sabato da Vaio a Bologna.

SANITÀ PRIVATA

Che ruolo hanno nella gestione dell'emergenza le strutture private accreditate?
Un ruolo importante, e c'è già stata una grande collaborazione quando all'ospedale Maggiore si è liberato il padiglione Barbieri, smistando i malati non Covid anche nel privato. Il fatto nuovo è l'ordinanza regionale di sospensione dell'attività programmabile anche nel privato per accogliere pazienti Covid. E' una disponibilità non immediata ma molto importante per la rete provinciale. Per Parma parliamo di Piccole Figlie, casa di cura Valparma e Città di Parma.

MALATI IN ISOLAMENTO

Al momento a Parma e provincia ci sono circa 2.200 persone in quarantena preventiva per aver avuto contatti con infetti, e poco meno di 60 Covid positivi in isolamento domiciliare. Riuscite a seguirli tutti?
Abbiamo potenziato il personale addetto alle telefonate di controllo, spostandolo dal servizio vaccinazione adulti, che è stato sospeso, e dal servizio vaccinazioni pediatriche, che non è stato sospeso ma ha avuto un calo spontaneo di accessi. Abbiamo chiesto di collaborare a pensionati, medici igienisti e del lavoro, professionisti che seguono il corso di formazione in medicina generale. Così riusciamo a contattarli almeno ogni 2-3 giorni.

Cos'altro si può fare per aiutare i Covid positivi a casa?
Da domani (oggi per chi legge, ndr) faremo il bando per il reclutamento e inizieremo a costituire le «unità speciali di continuità assistenziale», previste da decreto, composte da medici di medicina generale e altri professionisti. Ce ne sarà più di una per ogni distretto Ausl e funzioneranno dalle 8 alle 20 per garantire l'assistenza sul territorio. Medici, infermieri e personale sanitario sta facendo la propria parte. Vorrei ripetere alla gente di Parma e provincia di fare la loro: restate a casa. E' l'aiuto più grande che ci potete dare.