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CORONAVIRUS

Addio ad Ablondi, il medico manager contagiato in corsia

18 marzo 2020, 05:02

Addio ad Ablondi, il medico manager contagiato in corsia

In corsia fino all'ultimo. Con coraggio. Un uomo che ha lasciato un'impronta profonda nel cuore di tutti quelli che hanno avuto la fortuna di incontrarlo. Il Coronavirus si è portato via a 66 anni il notissimo medico Luigi Ablondi. Originario di Corniana di Terenzo e residente in città, era ricoverato da qualche giorno al Maggiore dov'è spirato nel tardo pomeriggio di lunedì, lasciando la moglie Idanna, la figlia Claudia, il fratello Mauro e i tanti parenti e amici che hanno appreso la notizia della sua scomparsa con grandissimo dolore.

Quello che fu un vero medico manager, dopo la laurea in medicina e una specializzazione in epidemiologia, legò il suo nome alla città di Crema dove si fece apprezzare non solo per le capacità di medico, ma anche per quello che riuscì a ottenere per l'ospedale lombardo. Grazie a lui arrivarono, infatti, al Maggiore di Crema finanziamenti per 28 milioni di euro da destinare alla ristrutturazione degli edifici e una decina per rinnovare le apparecchiature. Negli undici anni passati da Ablondi alla guida del nosocomio cremasco, dove rimase fino a due anni fa, per tre volte il Maggiore fu al vertice delle graduatorie della sanità regionale, vantando pure una seconda e una sesta piazza, nelle pagelle che venivano stilate ogni dicembre dalla Regione Lombardia.

Durante il suo mandato, il presidio rischiò anche di perdere l’autonomia, ma Ablondi riuscì a salvarlo, come hanno ricordato in una lettera i sindaci del Cremasco.

«È stato lui - è uno dei passaggi - che ci ha permesso di presentarci davanti ai vertici regionali e con orgoglio e rabbia affermare: “Non potete non riconoscere l’autonomia a un ospedale che negli ultimi cinque anni è stato ai vertici della graduatoria da voi stessi stilata. Per questo caro direttore ti diciamo, con profonda tristezza, un immenso grazie».

Con Ablondi, è un altro passaggio della lettera dei sindaci, «se ne va un manager pubblico che racchiudeva in sé capacità gestionali e abilità politiche, non partitiche, che gli hanno permesso di portare l’ospedale cittadino a livelli di eccellenza».

Dall'ottobre scorso Ablondi era direttore sanitario della clinica Ancelle di Cremona. E anche lì ha continuato la sua missione, con l'abnegazione di sempre. In prima linea ad aiutare gli altri, anche in questi giorni di emergenza. Tanto da restare contagiato.

Professionista di grande livello, Ablondi era rimasto un uomo attaccato ai veri valori come sa bene chi frequenta il paese di Corniana. Durante la sagra estiva, infatti, tra chi portava la statua della Madonna in processione c'era anche lui. «Una persona semplice ed altruista - lo ricorda l'amico Valentino Straser -. Sempre pronto ad aiutare tutti».

M.Cep.