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CORONAVIRUS

L'esercito giallo della solidarietà

18 marzo 2020, 05:03

L'esercito giallo della solidarietà

CHIARA POZZATI

Entrare nelle vite degli altri. In punta di piedi, con le buste sotto braccio. Fermarsi a un passo dall’uscio e scoprire la signora Carla, timida nonnina sugli ottanta che sorridendo increspa la mascherina. «L’ho sentita in pausa pranzo per la lista delle commissioni, e mi è sembrata la tipica nonna italiana: di una dolcezza e un garbo unici». Sarà per questo, sarà perché porta il nome della nipote o forse per quel feeling che si crea inspiegabilmente tra perfetti sconosciuti. Fatto sta che Marianna Corbani, 21 anni, la sente già un po’ sua e affettuosamente l’ha ribattezzata nonna Carla. Studentessa di Scienze Gastronomiche, col pallino per i viaggi e un’inossidabile speranza, è stata la prima volontaria che ha consegnato la spesa a domicilio. Così è ufficialmente decollato il «porta a porta» della solidarietà, ideato dallo studente di Medicina Emanuele Abondio Tassi e coordinato da Parma welFare, che ha visto il prezioso sostegno di Chiesi farmaceutici, Davines ed Erreà. Marianna ha partecipato al primo briefing informativo andato in scena nella sede del Centro servizi per il volontariato Emilia (ex Forum Solidarietà). Nemmeno un paio d’ore dopo ha deciso di contattare una delle due persone di cui si prenderà cura in questi giorni di isolamento. «Nonna Carla abita in quartiere Molinetto, fa dei gran sorrisi dietro la mascherina e mi ha ringraziato di cuore quando le ho portato le buste zeppe di frutti e primizie – spiega la 21enne con piglio soddisfatto –. Onestamente non ho paura per me, anche se anche a casa mia adottiamo tutte le cautele del caso. Mamma, papà ed io siamo tutti e tre sotto lo stesso tetto ma evitiamo di stare troppo vicini. Soprattutto perché anche io ho una nonna di 88 anni, che ormai non vedo da settimane».

Giramondo per natura, Marianna ha stoffa da vendere e un’autoironia che scuce sorrisi: «Sono alta 1,70, con la giubba gialla, le mascherine i capelli raccolti ad ananas - come dicono gli amici - devo aver fatto non poca impressione. Sembravo un semaforo». Scherzi a parte, la 21enne ha le idee chiare: «Insieme ne usciremo. Non dobbiamo lasciarci abbattere. Reimpareremo il valore dei piccoli gesti». Le parole le escono tutte d’un fiato. «Devo dire che siamo una squadra molto affiatata».

Già, perché Marianna è solo una dei primi 41 volontari che ieri hanno ricevuto i presidi per la sicurezza e tutto il necessario per scendere in campo. Una volta recuperate mascherine, gel disinfettante per le mani e le «scartoffie» necessarie (assicurazione, autocertificazione e tagliando per la libera circolazione in auto) hanno ricevuto le prime raccomandazioni «Imbacuccati» a dovere siamo anche riusciti a strapparci qualche sorriso ironico. Siamo soprattutto giovani, sui 20-25 anni, con le dovute eccezioni però: ci sono anche signori sui 50. Ciascuno di noi si occuperà di due anziani che abitano il più vicino possibile alla nostra abitazione. Questo per instaurare con loro un rapporto fiduciario e limitare all’osso gli spostamenti. Possiamo fare le piccole commissioni quotidiane: consegnare la spesa, i giornali e insieme alla Croce Rossa i farmaci necessari. Sono convinta che ce la faremo e sarebbe il regalo più bello per i 22 anni che compirò a maggio. Alla faccia di chi dice che noi giovani siamo bamboccioni e sappiamo solo scappar via». Chapeau.

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