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CORONAVIRUS

Tamponi, nessuno screening di massa a Parma: «Solo chi ha sintomi»

19 marzo 2020, 05:05

Tamponi, nessuno screening di massa a Parma: «Solo chi ha sintomi»

GEORGIA AZZALI

Scordatevi il tampone self service. E le chiamate in ospedale o all'Ausl per chiedere (pretendere) l'esame. Dalla fine di gennaio a ieri tra Parma e provincia sono stati fatti circa 2000 tamponi per verificare l'eventuale positività al coronavirus. Campioni che vengono analizzati a Parma, ma anche nei laboratori dell'ospedale di Cremona e in quelli dell'Istituto zooprofilattico di Pavia. Semplice, il tampone, anche se forse un po' fastidioso: basta che l'operatore inserisca nella bocca della persona un bastoncino cotonato. Un test gratuito, ma non per tutti. «Seguiamo le indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie recepite dal ministero della Salute», chiarisce Paolo Cozzolino, direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell'Ausl di Parma.

Quindi chi viene sottoposto al tampone?

Le persone sintomatiche, ossia quelle che generalmente hanno febbre e tosse. Quando ancora esistevano le zone rosse, anche il fatto di aver avuto contatti con persone di quelle aree o di essere stato in quei luoghi, così come il fatto di essere di rientro dalla Cina, erano elementi fondamentali. Ora che in tutto il Paese ci sono le stesse limitazioni, il tampone viene effettuato alle persone sintomatiche che sono entrate in contatto con pazienti contagiati oppure che sono stati in una struttura ospedaliera Covid, ossia in qualsiasi ospedale, perché ormai i reparti Covid sono ovunque.

Cioè?

Mi spiego: se una persona si è per esempio sottoposta a un accertamento diagnostico in ospedale e dopo qualche giorno accusa sintomi che potrebbero essere riconducibili all'infezione, rientra tra le categorie per il tampone.

E il personale sanitario?

In base all'ultimo decreto è l'unica categoria di asintomatici a cui viene fatto il tampone, quando si tratta di operatori venuti a contatto con pazienti Covid.

Ma dove vengono fatti i tamponi?

Nei reparti di cura oppure nei triage. L'Ausl riceve le risposte dai laboratori.

Ci sono casi in cui il test viene fatto a domicilio?

I nostri servizi seguono le persone in quarantena domiciliare, anche cittadini che hanno avuto contatti con contagiati fuori regione ma che sono in quarantena nel nostro territorio. C'è un monitoraggio di tutte queste situazioni, e quando le persone diventano sintomatiche, su indicazione del medico di famiglia, andiamo a fare i tamponi a domicilio. Certo, bisogna attendere, perché la procedura, considerando la vestizione e la svestizione degli operatori, è un po' complicata. Comunque, riusciamo a farne più di 30 al giorno.

Cosa accade se una persona risulta positiva al tampone?

Dalla quarantena passa all'isolamento. Di fatto non cambia nulla, perché resta a domicilio, ammesso che non abbia sintomi tali da richiedere il ricovero. Sorvegliamo anche i pazienti dimessi dagli ospedali che hanno ancora alcuni sintomi, ma possono stare a casa.

La quarantena dura 14 giorni, ma una persona positiva quanto deve rimanere in isolamento a casa?

Difficile indicare un tempo certo, ma i nostri servizi effettuano il doppio tampone di controllo dopo almeno una settimana dalla scomparsa dei sintomi.

E quando si è dichiarati guariti?

Ci sono due tipi di guarigione: quella clinica, data dalla scomparsa dei sintomi, e quella virologica, quando il paziente viene sottoposto a due tamponi a distanza di 24 ore uno dall'altro che danno esito negativo. Questi tamponi vengono fatti in via Vasari, nella tenda che è stata allestita: diciamo ai pazienti di mettere la mascherina, salire in auto e venire qui per poi tornare direttamente a casa. È una procedura che non espone nessuno a rischi. Finora sono stati fatti 32 doppi tamponi, e 12 sono le persone dichiarate guarite che hanno potuto riprendere il lavoro.

C'è chi propone tamponi di massa: lei cosa ne pensa?

Noi seguiamo le indicazioni scientifiche: l'Oms e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie dicono di fare i tamponi ai sintomatici.