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Next Big On

Coronavirus, piovono libri

20 marzo 2020, 05:01

Coronavirus, piovono libri

RITA GUIDI

Mancava solo un nome e un tempo. Gli scienziati avevano messo in conto quello che chiamavano Next Big One: un nuovo virus, cioè (non un terremoto; peggio di un terremoto?) che dopo l’AIDS (o l’Ebola, o la Sars, o…o…o) si diffondesse fino alla pandemia. Ora quel nome e quei giorni li conosciamo. Sono qui. Li stiamo vivendo. E proprio per questo suonano ancor più profetiche le pagine di David Quammen. Scrittore, divulgatore scientifico e celeberrimo giornalista, nel 2012 scrisse infatti “Spillover”, saggio narrativo pubblicato in Italia da Adelphi, e ora di nuovo sotto i riflettori…“Il mio libro essenzialmente ha predetto, in misura piuttosto precisa, ciò che stiamo vedendo – ha spiegato in un’intervista rilasciata a Wired - ma non sono stato preveggente, mi sono limitato a riportare in una forma composita ciò che alcuni esperti molto affidabili mi avevano preannunciato. In buona sostanza ciò che si diceva era: The Next Big One, la prossima grande pandemia, sarebbe 1) stata causata da un virus zoonotico che 2) viene da un animale selvatico, 3) verosimilmente un pipistrello, 4) probabilmente dopo essersi amplificato in un altro tipo di animale prima di passare agli esseri umani 5) poiché gli umani sono venuti forzatamente a contatto con questi animali, 6) molto probabilmente in un wet market 7) magari situato in Cina, e che 8) il nuovo virus si sarebbe rivelato particolarmente pericoloso se le persone contagiate gli avessero offerto un riparo, diffondendolo, prima di accusare alcun sintomo. Suona familiare?”.

Purtroppo si. Come familiare diventa questa lettura così puntuale nell’analizzare e spiegare i passaggi riassunti in quella risposta dallo stesso autore. Perché Quannam analizza presente e futuro con un occhio al passato; a quanto la scienza ha potuto scoprire e ricostruire per farne, oggi, tesoro. Lo spillover, quindi, e cioè la tracimazione (letteralmente) di un virus che prima ‘abita’ solo una specie animale e che poi riesce a fare il salto e agguantare l’uomo. Un doppio salto, in realtà, perché occorre prima un animale serbatoio e poi un diffusore.

Prezioso, in questo senso, lo scorrere – un capitolo dopo l’altro – delle vicende di epidemie vicine, come Hendra o Ebola, o di pandemie come l’AIDS (originata nel 1908 da contatti di sangue con gli scimpanzè). Tutte provocate da una zoonosi, appunto. Da quel salto, peraltro provocato – e veniamo a un altro punto cruciale di questa lettura – da tanta nostra imperdonabile superficialità. Nel caso dell’AIDS, Quammen parla del ‘cacciatore ferito’: del bracconiere che caccia, ferisce e uccide scimpanzè (un tempo per ritualità, poi per danaro) e nel farlo si ferisce, mischia sangue a sangue. Si infetta. Il dopo lo conosciamo. Il perché, di nuovo, qui è molto chiaro. A vederla con gli occhi del virus – come Quammen ci invita a fare - siamo un enorme, inatteso, succulento banchetto. Numericamente eccessivo (altre pagine impietose) e pure un po’ sciocco. E dunque perché accontentarsi – direbbe Darwin - di vivacchiare in remoti angoli di una qualche giungla, quando arrivano questi curiosi e gustosi soggetti – deforestando, distruggendo, cacciando, mangiando, viaggiando - proprio lì, a meno di un passo? Pensate a un angolo buio della vostra soffitta: se andate a frugarci dentro pensate di non impolverarvi o impigliarvi in qualche ragnatela?

Ci sono templi della natura che abbiamo predato e devastato, equilibri delicati e misteriosi che andavano protetti. Non lo abbiamo fatto pensando di non farne parte. E invece siamo animali. Di una specie che dovrebbe distinguersi per ‘ seguir virtute e canoscenza’. Per ascoltare la voce di una scienza che denunciava il rischio e prevedeva – in un susseguirsi incalzante e ravvicinato nel tempo di ‘spillover’- un Next Big One.

Una pandemia, alla quale mancava solo un tempo e un nome e che ora è qui. E quella che ci troviamo di fronte è “La grande sfida” (Rizzoli, 240 pagg., 15 euro), come titola questo rapido saggio di Roberto Burioni. Non esattamente un instant-book, il saggio al quale il celebre studioso stava già lavorando, ha purtroppo (anche in questo caso) scelto la via dell’urgenza, sia per far comprendere quanto accade da una voce autorevole, sia per offrire il contributo di quanto ricavato alla ricerca contro la pandemia. Scritto con il contributo di Pier Luigi Lopalco, medico, epidemiologo, professore ordinario di Igiene all’Università di Pisa, il volume rintraccia e descrive le grandi emergenze del passato, dalla tragica pandemia di Atene alla ‘spagnola’ del secolo scorso, e poi chiarisce con cura quanto ha portato a ciò che stiamo vivendo oggi. Il tutto con una speranza che è una certezza: ‘come la scienza salverà l’umanità’. Noi aggiungiamo con Quammen che non basta, e che occorre una nuova promessa di umanità, responsabilità, attenzione, buon senso e rispetto per quella Natura di cui facciamo parte. Allora sì, saremo in grado di dare un nuovo nome a questo tempo. Ma di certo la scienza è il primo baluardo, che ritorna nella dedica iniziale ‘Ai colleghi che stanno combattendo in prima linea questa improvvisa, inaspettata e feroce battaglia, con le sole armi del coraggio, del sacrificio e della scienza’. Siamo tutti con loro.

 

In questi giorni di panico e smarrimento, mentre il Paese si trova coinvolto nella durissima battaglia contro il coronavirus, oltre al best seller di David Quammer ''Spillover'' sono disponibili in libreria alcuni instant book di medici, esperti e giornalisti (ma tante sono le pubblicazioni non necessariamente attendibili apparse a tempo di record sul web), utili a fare chiarezza sulla nuova malattia che sta sconvolgendo il mondo intero, dal libro del virologo Burioni a quello della biologa Capobianchi.

''50 domande sul coronavirus. gli esperti rispondono'' (a cura di Simona Ravizza, Solferino Editore, pp.96, 6 euro. Coordinamento scientifico di Sergio Harari) dà la voce a sei autorevoli esperti impegnati nell’attività clinica e di ricerca sul coronavirus sono stati interrogati nel libro «50 domande sul Coronavirus. Gli esperti rispondono» (Solferino) dalla giornalista Simona Ravizza per chiarire alcune questioni centrali per i cittadini durante l’attuale emergenza. Ravizza, che per il Corriere della Sera ha raccontato la cronaca dell’epidemia, ha posto infatti domande legate alla prevenzione, alla cure, alla logica dei provvedimenti di ordine pubblico: il risultato è un volume in cui tutte le tematiche sono affrontate con un linguaggio accessibile. Di Maria Capobianchi, ''Coronavirus. cos’è, come ci attacca, come difendersi'' (Castelvecchi, pp.64, 7 euro. A cura di Benedetta Moro). La biologache con il suo staff del laboratorio di Virologia dell’Istituto Spallanzani di Roma è riuscita a isolare il coronavirus, cerca di fare luce sulla nuova e minacciosa pandemia nel libro «Coronavirus. Cos’è, come ci attacca, come difendersi» (Castelvecchi), a cura di Benedetta Moro. Con rigore scientifico e chiarezza, Capobianchi - che devolverà i diritti d’autore al Laboratorio di Virologia dell’Azienda Ospedaliera Lazzaro Spallanzani in favore della ricerca - spiega rischi della malattia e come possiamo combatterla, anche al fine di contrastare le tante fake news che circolano sul coronavirus creando panico e confusione. Finiamo con Dean Koonts, ''Abisso - coronavirus: il romanzo della profezia'' (Fanucci). Accanto ai libri degli esperti, anche la narrativa segue l’onda del nuovo virus.

E’ il caso dell’editore Fanucci che pubblica per il pubblico italiano «Abisso», thriller best seller di Dean Koonts scritto nel 1981. Nelle pieghe di una storia drammatica, con una madre che perde il proprio figlio, l’autore inserisce la «profezia» di un virus letale creato in Cina e chiamato «Wuhan 400».