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Lutto

Viani, il signore delle dighe diventato socio dell'Incisa

22 marzo 2020, 05:01

Viani, il signore delle dighe diventato socio dell'Incisa

ISABELLA SPAGNOLI

«Ti amo, ci vediamo presto a casa», questo è stato l’ultimo messaggio che la moglie Patrizia ha scritto a suo marito in ospedale. Ma a casa, Aldo Viani, 80 anni, non è mai tornato. In pochissimi giorni ha abbandonato questo mondo. «E’ morto, però, come desiderava lui – spiega Patrizia Stella -. Era lucido, padrone di sé, non è stato consumato da un lungo calvario».

Era un uomo forte, Aldo, un lavoratore instancabile, dalla mente geniale, che durante la sua vita ha compiuto imprese importanti. Nativo di Sondrio si trasferì a Parma dopo aver conseguito il diploma da geometra. «Fu assunto immediatamente dalla Incisa costruzioni della nostra città che ebbe modo di verificare le sue capacità e il suo straordinario talento – continua la moglie -. Negli anni Aldo fece una carriera folgorante, impegnandosi nel lavoro a 360 gradi. La sua vitalità e la voglia di fare lo portarono in Iraq e in Iran dove assunse il ruolo di direttore dei lavori. Fu lui ad essere in prima linea nella realizzazione della diga di Mosul (precedentemente conosciuta come diga di Saddam) la più grande dell’Iraq e la quarta del Medio Oriente. Aveva compiuto grandi lavori in vari Paesi, occupandosi anche di oleodotti svizzeri. Da dipendente diventò poi socio dell’Incisa apprezzato dai suoi superiori e da tutti i colleghi».

Quella di Aldo e Patrizia è una lunga storia d’amore durata 32 anni. «Ci siamo conosciuti nel 1988 al circolo di Mariano e ci siamo sposati nel 2014. Aldo era uno sportivo: giocava a tennis, a golf e a bridge. Mi ha conquistato con la sua signorilità. Gli amici lo adoravano: era sempre disponibile».

Padre premuroso e presente, Viani, lascia le due figlie nate dal precedente matrimonio, Orietta e Alessia, e Chiara «che, pur non essendo sua figlia biologica, l’ha amato come un padre, così come i suoi tre figli (in particolare Iris che lo chiamava nonno)».

«Avevamo iniziato il 2020 nel migliore dei modi – conclude Patrizia -. Abbiamo organizzato cene e momenti di ritrovo con tanti amici. Neanche lo sentisse nel cuore, Aldo, ha voluto salutare tutti: è stato una specie di commiato. Un voler rivedere tutti i suoi affetti per l’ultima volta. Non dimenticherò mai la sua allegria e la sua grande eleganza. Rimarrà sempre nel mio cuore».

 

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