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SORAGNA

Addio al partigiano Angiolino Allegri

23 marzo 2020, 05:01

Addio al partigiano Angiolino Allegri

MICHELE DEROMA

SORAGNA Una delle ultime foto a lui scattate lo ritrae davanti al monumento di viale Verdi, dove il 18 marzo del 1945 vennero fucilati cinque partigiani. Con la mano destra, Angiolino sorregge la bandiera della sezione dell’Anpi di Soragna, il gruppo di cui era convinto presidente: perché libertà e democrazia, gli ideali che hanno sempre guidato la sua vita, per lui si riassumevano nei sacrifici dei compagni partigiani nel corso del secondo conflitto mondiale, una guerra che Angelo amava raccontare con le sue storie di paure e solitudine.

Ma la scomparsa di Angelo Allegri, spentosi proprio lo scorso 18 marzo all’ospedale di Vaio a 92 anni, addolora l’intera comunità soragnese, in cui Angiolino - così era soprannominato - era un volto assai conosciuto, non soltanto per il suo incarico in capo all’Anpi.

Tutto iniziò dalla seconda guerra mondiale, quando, a soli sedici anni, Allegri partì dalla Bassa per unirsi alla 38esima brigata Garibaldi-Divisione Val d’Arda, insieme a numerosi altri giovani. E fu proprio lui, il 25 aprile 1945, ad annunciare la Liberazione entrando nella sua Soragna a cavallo, con un mazzo di rose rosse fra le braccia. Dando la notizia della sua morte, il gruppo soragnese dell’Anpi lo ha celebrato come «un antifascista impegnato per la memoria delle stragi e un uomo leale, disponibile e carismatico, con quell’agire tipico di patriota che amava la sua comunità, la conosceva e lavorava per promuoverne i valori fondanti, quali libertà e democrazia».

Il sindaco di Soragna, Salvatore Iaconi Farina, ha ricordato Allegri come «testimone diretto delle varie dinamiche storico e culturali accadute sul territorio, a partire dal secondo conflitto mondiale. Da lui ho avuto modo di apprezzare la netta convinzione e il costante impegno a favore della libertà e del rispetto dell’uguaglianza di tutti i cittadini».

Commosso il ricordo di Corrado Azzali, ex presidente del gruppo Alpini: «Era un mio amico da cinquant’anni, ma era amico di tutte noi “penne nere”. Amava raccontare le avventure da partigiano: era una persona che ha sempre lottato per sostenere i valori in cui credeva». Angelo Allegri lascia la moglie Anna e la figlia Roberta.

 

 

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