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Coronavirus

Francesco e Halima: «Noi sposi in guanti e mascherina»

23 marzo 2020, 05:07

Francesco e Halima: «Noi sposi in guanti e mascherina»

CHIARA DE CARLI

TORRILE Un matrimonio, si sa, non si organizza in pochi giorni. Ci sono da fare le pubblicazioni, scegliere i vestiti, trovare un locale in cui fare la festa, decidere il menù e invitare gli amici, e il desiderio di tutte le coppie è che sia un giorno «unico nella vita». Ma probabilmente mai e poi mai, quando hanno scelto la data per convolare a nozze, Francesco Faiano ed Halima Elbahtouri avrebbero potuto pensare che sarebbe stato «così» unico.

«Avevamo scelto un ristorante nel reggiano, invitato i colleghi di lavoro e gli amici preparato tutto per fare una grande festa, e invece alla fine ci siamo ritrovati in quattro, sei contando anche il sindaco e l’ufficiale d’anagrafe. Il pranzo di nozze? Abbiamo mangiato un po’ di pollo cucinato in casa, ma alla sera ci siamo fatti portare due pizze» ridono gli sposi. Il loro matrimonio, programmato per il 21 marzo a celebrazione dell’arrivo della primavera, è infatti finito sotto la «mannaia» delle restrizioni per il contenimento del Covid19: niente festa, niente ospiti, niente pranzo e persino niente scambio delle fedi visto che bisognava tenere i guanti in lattice. «Siccome avevamo dei documenti in scadenza, è stata autorizzata comunque la firma dell’atto di matrimonio ma con tutte le protezioni del caso».

E così Francesco e Halima sabato mattina sono usciti di casa vestiti di tutto punto ma con «accessori» decisamente inusuali: guanti e mascherina e una biro per firmare i documenti. «Con noi c’erano solo Stefano e Giovanna, i nostri testimoni: per sicurezza abbiamo lasciato a casa anche i miei genitori - dice Francesco -. Arrivati in municipio però abbiamo avuto una piacevole sorpresa: nella sala consiglio erano stati messi dei mazzi di fiori e delle piante per rendere l’ambiente più festoso». Ad immortalare l’importante momento c’erano solo le fotocamere dei telefonini, ma ci sarà tempo per rifare tutto daccapo quando l’emergenza sanitaria sarà finita. «In viaggio di nozze saremmo dovuti andare alla scoperta della Spagna e invece resteremo in casa a San Polo. Poco male, ci rifaremo più avanti» dicono gli sposi con invidiabile flemma. «E’ stata un’emozione speciale per tutti i presenti ed anche per me perché ha rappresentato una piccola parentesi di normalità in giornate che ci vedono tutti, su vari fronti, in trincea – è stato il commento del sindaco torrilese Alessandro Fadda -. Non c’erano invitati perché non si è trattato di una cerimonia, non consentita in questi tempi, ma di un atto e la festa di Francesco ed Halima è rimandata al dopo emergenza, ma la gioia nei loro occhi è già stata una bella iniziazione di fiducia».