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Dischi

I «Canti rossi» di Rosignoli

24 marzo 2020, 05:01

I «Canti rossi» di Rosignoli

PIERANGELO PETTENATI

«Canti rossi», il nuovo album di Rocco Rosignoli, uscirà ufficialmente il prossimo 20 aprile, nel mezzo di questi tempi strani. Se già la discografia è un settore completamente diverso a com’era solo 5 anni fa (con il boom dello streaming on line), le nuove regole di vita indotte dalla lotta al Coronavirus hanno ulteriormente stravolto le dinamiche e la fruizione della musica. Alcune canzoni di questo disco, infatti, facevano già parte delle scalette dei concerti di Rocco Rosignoli, e ora le sta cantando e diffondendo attraverso i social network per cui non ci sono grosse novità da tenere in riserbo fino all’ultimo anche perché non si tratta di inediti: le canzoni di «Canti rossi» sono state pescate nella tradizione dei canti di guerra, di ribellione e di rivoluzione (non solo italiana). Da tempo parte dell’attività musicale di Rosignoli è dedicata a questi temi con concerti e spettacoli di teatro/musica; proprio grazie a questo lavoro è entrato in contatto la vasta produzione musicale sul tema, come racconta: «Suonando e cantando in determinati contesti, fortemente politicizzati, ho incontrato e approfondito questo repertorio. Io non mi sono mai occupato della ricerca vera e propria, come quella degli etnomusicologi che nel secondo dopoguerra giravano per le campagne e gli appennini, alla ricerca di quelle tradizioni che l’industrializzazione stava spazzando via. Il mio lavoro è stata solo una rielaborazione». Quello discografico è un mondo regolato da edizioni e da diritti d’autore; non in questo caso, però, o almeno non in tutti i casi: «Diverse tra le canzoni che ho inciso non sono mai nemmeno state scritte: sono passate da bocca a orecchio, e la loro origine si perde nella notte dei tempi. Si va dal canto popolare più semplice alle architetture armoniche di Kurt Weill».

«Canti rossi» è un titolo forte, anche se il riferimento è meno politico di quanto potrebbe sembrare. Il rosso, infatti, è anche il colore del sangue di chi ha combattuto per la libertà: «Questi Canti Rossi hanno accompagnato le rivoluzioni, anche se spesso sono rivoluzioni fallite, o tradite. Ma la rivoluzione non si fa per odio, si fa per amore. Anche la rabbia sociale è un atto d’amore per i propri simili, e le emozioni che il canto stimola sono la cosa che ci fa scoprire più simili». Tra le 15 canzoni del disco, alcune senza un autore identificato, c’è posto anche per una sua composizione, «Gappisti»; anche in quasi tutte Rocco Rosignoli è l’unico strumentista, c’è molta varietà di stili e arrangiamento, compresa il trio d’archi e il coro. Questa non è musica da intrattenimento, queste sono canzoni che esigono un animo predisposto e la voglia di riscoprire fatti e racconti più vicini di quanto si creda: non è sempre tempo di rivoluzioni, ma è sempre ora di lottare contro un nemico che non è sempre quello che pensiamo (o che ci fanno credere che sia).

«Canti rossi» sarà disponibile sulle piattaforme on line oppure attraverso il sito www.roccorosignoli.com.

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