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FUNERALI SENZA PARENTI

Dolore e solitudine: dare l'addio ai tempi del coronavirus

25 marzo 2020, 05:07

Dolore e solitudine: dare l'addio ai tempi del coronavirus

GIAN LUCA ZURLINI

Funerali senza cerimonia funebre e defunti che vengono rinchiusi nelle bare senza che nessuno possa dare loro l'ultimo saluto.

Il tempo del Coronavirus è anche questo: quello di uno stravolgimento totale di quello che era il rito del mesto addio ai propri cari. E anche per chi lavora da sempre nel campo delle pompe funebri, questo è un momento difficilissimo in cui al numero elevato di persone morte si aggiunge la necessità di approcciarsi a famiglie straziate dal dolore che però non possono fare altro che scegliere luogo e modalità di sepoltura. E nella tristezza generale di questo tragico periodo c'è solo una (relativa) buona notizia: il costo dei funerali che si è quasi dimezzato, passando da una media di 3500 a 2000 euro per un servizio funebre.

FUNERALI SENZA CERIMONIA

«Da quando sono iniziati i primi decessi a causa dell'epidemia - spiega Enrico Calestani, amministratore unico di Ade servizi - i nostri 15 dipendenti hanno dovuto cambiare totalmente il modo di lavorare. Adesso la presenza 7 giorni su 7 significa non la reperibilità, ma impegno senza sosta sul campo. Da 3 funerali al giorno siamo arrivati a una media di 10». Calestani spiega che, «i vincoli attuali, che vietano ogni cerimonia, fanno sì che con i parenti i rapporti siano molto più complessi. In molti casi dobbiamo fare tutto senza la loro presenza perché sono in quarantena, ma anche chi viene nei nostri uffici è disorientato dal fatto che non ha più potuto vedere il proprio caro dopo il ricovero in ospedale». Un momento difficile già in condizioni normali che diventa in queste circostanze ancor più delicato. «Va detto - conclude Calestani - che però siamo riusciti fin qui a gestire questi problemi grazie alla compostezza e alla dignità dei parenti che comprendono il momento così difficile anche per noi e ai nostri dipendenti che si sono saputi adattare a una realtà quasi fantascientifica se pensata un mese fa».

MODALITÀ STRAVOLTE

«Anche per chi, come l'Assistenza pubblica, da 70 anni questo tipo di servizio, è davvero dura far fronte alle modalità imposte dall'epidemia per lo svolgimento di funerali che in realtà non sono più funerali, ma solo modalità di sepoltura». A parlare è Filippo Mordacci, comandante dei militi ma anche responsabile dei servizi funerari della Pubblica. «La cosa più difficile è dover spesso parlare solo al telefono con i parenti in quarantena, E poi ci sono i casi in cui, se non si possono avere i documenti via mail, ci si deve comunque recare di persona nelle abitazioni per avere il consenso scritto, magari passato sotto la porta». Mordacci sottolinea che «fortunatamente però abbiamo trovato di fronte a noi persone che ci hanno aiutato. Anche se per i nostri addetti in pratica si è trattato di cambiare totalmente in pochi giorni il proprio approccio verso un lavoro che non ha più niente a che vedere con quello che si faceva fino a un mese fa». Mordacci sottolinea però che «viste le condizioni attuali riusciamo comunque a offrire un servizio rispettoso e dignitoso, anche grazie alla collaborazione del Comune, che ha notevolmente semplificato le procedure, consentendoci così di avere tempi relativamente brevi per il disbrigo delle pratiche».

IL PROBLEMA CREMAZIONI

«Siamo stati letteralmente travolti da un uragano inaspettato - dice Jessica Pingani, che con il padre Paolo gestisce le "Onoranze funebri S.Ilario". «In pratica dal mattino fino alla sera siamo alle prese con problemi e situazioni che mai avremmo pensato di dover affrontare fino a poco tempo fa come i "funerali per procura" senza poter mai parlare di persona con i parenti. Davvero è un momento che ci tocca molto anche al punto di vista umano e in alcuni casi dobbiamo anche improvvisarci psicologi per riuscire ad aiutare le persone in un momento che è sempre stato doloroso, ma adesso è diventato drammatico, visto che non c'è neppure la possibilità di vedere per l'ultima volta il proprio caro». L'unico vero problema, al momento, riguarda comunque «le cremazioni, perché per i tanti che scelgono questa strada il tempo d'attesa si allunga di giorno in giorno e siamo adesso ai primi di aprile. Per le sepolture - conclude Jessica Pingani - invece non ci sono grandi difficoltà».