Sei in Gweb+

LUTTO

Massimo Cantarelli aveva 53 anni: addio all'elettricista fidentino

25 marzo 2020, 05:06

Massimo Cantarelli aveva 53 anni: addio all'elettricista fidentino

Se n’è andato appena dopo un mese la morte di suo padre: a 53 anni è scomparso Massimo Cantarelli, molto conosciuto in città per avere fondato, insieme al socio Vittorio Cavalli, la ditta Cavima, specializzata nella installazione di impianti elettrici.

Una grave malattia lo aveva colpito lo scorso anno e purtroppo, nonostante la sua voglia di vivere e il suo grande coraggio, non ce l’ha fatta.

Come ha spiegato con la voce rotta dal pianto il fratello minore Andrea, ha combattuto con tutte le sue forze sino alla fine, perché avrebbe desiderato vivere ancora per vedere crescere Dearla, la sua bambina di cinque anni. Ma un destino crudele glielo ha impedito.

Aveva frequentato una scuola professionale a Parma, conseguendo la specializzazione come installatore nel settore elettronico.

Quindi aveva lavorato per alcuni anni alla Elettroimpianti, fondando poi, trent’anni fa, la Cavima, col socio Cavalli. E proprio Vittorio, che pochi giorni fa, ha perso pure lui il padre, ha ricordato Massimo. «Un dolore immenso, perché per me, Massimo, oltre ad essere il mio socio, era un amico. E' impossibile pensare di non vederlo più, lui sempre così dinamico, intraprendente. Una persona speciale, un grande lavoratore, buono d’animo e per me è stato un grande onore avere lavorato trent’anni con lui. Ciao Massimo».

Anche gli amici del bar Avis, che aveva frequentato in gioventù, hanno ricordato la sua bontà, la sua dolcezza, la sua umanità. «Era un ragazzo d’oro, mite, educato, sempre pronto a dare a una mano a tutti. Abbiamo trascorso tanti momenti spensierati insieme, al bar , in giro col motorino e anche a pescare, la sua passione. Ci stringiamo in un affettuoso abbraccio alla sua famiglia, già duramente colpita dalla recente perdita del padre».

Il fratello Andrea ha ricordato la grande vicinanza che gli hanno dimostrato i tanti amici, non abbandonandolo mai nei mesi del calvario. «I suoi amici si sono visti tutti, in una gara commovente di vicinanza. Quello che più ci fa soffrire, è il pensiero di non avere potuto nemmeno stringergli la mano per l’ultima volta e nemmeno salutarlo. E anche mia madre si sta struggendo per questo. Due perdite in famiglia a distanza di un mese, è un dolore straziante, insopportabile». Massimo oltre alla madre, ha lasciato la moglie, la figlia, il fratello e uno stuolo di amici. s.l.