Sei in Gweb+

Colorno

Se ne è andato Sergio Guazzi, 50 anni dietro al bancone del bar

26 marzo 2020, 05:05

Se ne è andato  Sergio Guazzi, 50 anni dietro al bancone del bar

CRISTIAN CALESTANI

Il caffè o l’aperitivo al bar ristorante «Da Sergio». Un appuntamento irrinunciabile per generazioni di colornesi. Un modo per trovarsi, raccontarsi le ultime novità, ridere e scherzare. È stato così per mezzo secolo, dal 1970 ad oggi. È cambiata la location – prima in via Cavour, poi dal 2006 in via Mazzini – ma un’unica grande certezza è sempre stata la presenza di Sergio Guazzi, scomparso ieri ad 82 anni. Sergio era nato a Colorno il 23 giugno del 1937.

La sua famiglia d’origine era colornese da cinque generazioni. Aveva iniziato a lavorare giovanissimo, a 12 anni come aiutante pasticcere da Otello, in paese. Poi l’impegno come garzone al forno Bonini. «Mi occupavo delle consegne – aveva raccontato alla Gazzetta in un’intervista di quattro anni fa -. Avevo una bici con un grande cassone e con qualsiasi condizione atmosferica, le nevicate di allora e le piogge battenti comprese, partivo da Colorno per poi raggiungere le frazioni dove portare il pane. Prima Copermio, poi Vedole e infine Sacca». Per un breve periodo si era trasferito in Svizzera con il padre dove aveva lavorato per un’impresa di tubazioni. Quindi il rientro in Italia per il servizio di leva e l’esperienza come cameriere allo storico ristorante da Bruno a Sacca. Qualche anno come rappresentante di pennelli e nel 1970 il grande passo: l’apertura del bar in via Cavour, il locale al quale ha legato gran parte della sua vita e della vita della sua famiglia: della moglie Ersilia, incontrata nel 1968 e sposata nel 1971 e al suo fianco nella gestione del bar, e del figlio Gianmarco, da alcuni anni alla guida del locale che dal 2006 si trova in via Mazzini. Sergio era fortemente attaccato alla vita e alla fede in Dio. L’aveva raccontato alla Gazzetta nel 2016 dopo essere stato in coma farmacologico ed essere riuscito a superare una difficile operazione al cuore che l’aveva costretto a trascorrere mesi all’ospedale, rischiando di morire. Sono tanti i colornesi – amici, prima ancora che clienti – che ricordano Sergio in queste ore. «Al bar ci si sentiva a casa – dicono -. Era come essere in famiglia».