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Emergenza

Boom di chiamate al 112: ma cosa sta succedendo alla nostra città?

26 marzo 2020, 05:08

Boom di chiamate al 112: ma cosa sta succedendo alla nostra città?

MICHELE CEPARANO

 

Al telefono con i carabinieri. In questi giorni di grande emergenza tante persone, specie le più anziane o le più deboli, telefonano al 112 e al centralino dell'Arma. Non lo fanno per denunciare qualcosa di cui sono rimasti vittime, ma per avere informazioni, dritte, notizie. Chiamano per essere aiutati a comprendere meglio i decreti e le notizie che si susseguono in tv con un ritmo vertiginoso. A volte, sono soli oppure lontani dai propri cari che magari abitano lontano o in un altro comune, e cercano una parola di conforto. Del resto, la missione di chi porta una divisa non è solo quella di garantire la sicurezza. È anche quella di costituire un punto di riferimento. E la caserma di provincia, più che mai in questi giorni segnati dall'emergenza Coronavirus, è un luogo di trincea, al servizio della collettività.

I numeri forniti dal comando provinciale dei carabinieri di Parma valgono più di tante parole. Dal primo al 20 febbraio di quest'anno, infatti, quindi con l'emergenza Covid-19 non ancora divenuta il «mostro» che sta cambiando la vita e le abitudini degli italiani come accade invece oggi, le telefonate dei cittadini al 112 dei carabinieri erano state 6.677 per una durata media di 43 secondi. Dal primo al 20 marzo, in piena emergenza Coronavirus, il numero delle chiamate è salito invece a 8.995 e si è alzata di moltissimo anche la durata media di queste telefonate: 79 secondi. Da 79 ore si è, inoltre, passati a 196. Senza contare, poi, le telefonate al centralino, in media duecento al giorno.

«Noi ogni giorno siamo presenti sul territorio con un centinaio di pattuglie - spiega il colonnello Salvatore Altavilla, comandante provinciale dei carabinieri - che hanno una funzione sostanzialmente di deterrenza e di impedimento a questa mobilità incondizionata. Ma quello che vogliamo far passare non è un messaggio di guerra, ma un messaggio di soccorso. Un soccorso che noi esprimiamo, ad esempio, nei piccoli comuni offrendo assistenza per la consegna dei farmaci. Penso ai militari della stazione di Santa Maria del Taro che si sono messi a disposizione del farmacista per consegnare i farmaci agli anziani ed evitare loro di uscire». Ma l'assistenza e il soccorso viene anche «dalle centrali operative come dimostrano l'aumento esponenziale di chiamate al 112 e al centralino e la durata delle conversazioni che hanno la finalità di rassicurare e dare indicazioni a chi, magari, in certi momenti può sentirsi abbandonato. Riteniamo che, oltre a tutto quello che stiamo mettendo in campo, come del resto stanno facendo le altre istituzioni, sia fondamentale anche questo aspetto». A volte c'è, infatti, smarrimento anche su come districarsi, oltre che nella situazione di emergenza, nella giungla dei provvedimenti. «Le denunce per i reati ultimamente hanno avuto un calo vertiginoso - conclude il colonnello Altavilla -, tanto che i mattinali che documentano l'andamento delittuoso spesso riportano uno zero. Le telefonate arrivano quindi per avere indicazioni sulle norme di legge ma anche per aiuto o conforto. E l'Arma è sempre a fianco dei cittadini, tanto che ogni stazione del territorio esprime almeno due servizi esterni al giorno. Siamo tutti al lavoro perché questo è uno dei momenti in cui dobbiamo dimostrare concretamente di essere servitori dello Stato».

 

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