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Fidenza

Matteo Villani, medico e olimpionico in prima linea contro il coronavirus

26 marzo 2020, 05:06

Matteo Villani, medico e olimpionico in prima linea contro il coronavirus

VALENTINA CRISTIANI

Dalle Olimpiadi di Pechino nel 2008 alle corsie della terapia intensiva dell’Ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza con lo stesso impegno.

Grazie alla sua preparazione atletica, l’anestesista-rianimatore fidentino Matteo Villani è stato in grado di gestire la pressione improvvisa dell’epidemia del Coronavirus. Ed è proprio nell’emergenza che i campioni, in campo fanno la differenza. «Siamo forti e teniamo botta», spiega Matteo, due volte campione italiano assoluto nei 3000 siepi, laureatosi in medicina due mesi dopo le Olimpiadi di Pechino.

«La prima settimana è stata devastante, abbiamo avuto un urto enorme e inaspettato dovuto alla notizia del paziente di Codogno, paese

a 15 km da Piacenza. In poche ore il reparto si è riempito e non potevamo essere preparati. Abbiamo quindi creato posti letto e percorsi intraospedalieri per prendere in cura i malati, con una continua rincorsa alle possibili cure dei pazienti colpiti dalla polmonite interstiziale provocata dal Covid-19. La terza settimana, nel reparto di terapia intensiva, hanno più che triplicato i ventilatori meccanici per la polmonite, da 14 siamo passati a 45 postazioni di pazienti ventilati per aiutare le casistiche più gravi. La nostra Regione è forte e presente, mettendo a disposizione di tutti i medici le protezioni necessarie: mascherine, tute e caschi. Noi stiamo facendo il massimo con le poche risorse che abbiamo, l’organico purtroppo è dimezzato dato che molti colleghi anestesisti, rianimatori e infermieri si sono infettati risultando positivi al tampone».

Con lo sforzo ed i sacrifici di tutto il personale medico il percorso ospedaliero è funzionale e vi è comunicazione tra i vari reparti, ma questo non basta.

Villani, medico anche della società podistica Ballotta Camp, fa un appello ed una raccomandazione alla popolazione: «Seguite le indicazioni ministeriali, limitando gli spostamenti al minimo indispensabile. Il vostro aiuto è fondamentale. Diluendo nel tempo gli accessi al pronto soccorso i medici avranno il tempo di curare tutti e meglio. Raccomando inoltre a chi corre di dare il buon esempio, allenandosi a casa. Non sappiamo ancora quanto il virus stia sulle superfici. Ed è pericoloso per voi, per i vostri cari, per tutti. Occorre senso civico e buon senso. Invito chi non riesce a fermarsi a venire a vedere nel mio reparto quanti ragazzi intubati ci sono».

Il Covid19 è un virus che cambia, muta nel tempo. «Esattamente - prosegue Villani -, non è più quello della Cina. Si adatta alle condizioni, sopravvive. Ma soprattutto varia da paziente a paziente. E non c’è ancora un antidoto. La maggior parte dei malati sono anziani ma abbiamo anche giovani in piena forma. Un ciclista trentenne ed un rugbista quarantenne per farvi degli esempi. Ventilandoli possiamo aiutare le loro funzioni vitali, ma non tutti ce la fanno».

Vive per il suo lavoro Matteo: «Ho turni di 12-14 ore. Da un mese non vedo i miei famigliari, mia moglie e i miei tre figli sono a casa dei miei suoceri. Io mi sono messo in auto quarantena da solo nella mia casa a Fidenza dove mangio, studio, dormo e l’indomani ricomincio il turno. I medici che non hanno la possibilità di farlo si auto isolano in una stanza della loro abitazione».

Infine, se è vero che ancora non si hanno cure, è pur vero che vi sono consigli per rinforzare le difese immunitarie: «In generale la nutrizione svolge un ruolo essenziale nello sviluppo e mantenimento del sistema immunitario – conclude Villani - I consigli sono uno stile di vita sano e una sana alimentazione ricca di vitamina C, frutta e verdura. E, per quanto concerne i medicinali, in caso di febbre preferire il paracetamolo, quindi la tachipirina, all’ibuprofene».