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San Secondo, il Palio delle contrade perde Marco «Spadino» Bergamaschi

27 marzo 2020, 05:04

San Secondo, il Palio delle contrade perde Marco «Spadino» Bergamaschi

SAN SECONDO Un volontario instancabile, un amico di tutti, un uomo buono. Così chi lo conosceva tratteggia la figura di Marco Bergamaschi, sansecondino doc, scomparso all’età di 65 anni (ne avrebbe compiuti 66 il prossimo 28 maggio).

Molto conosciuto e stimato in tutta San Secondo e anche nei centri limitrofi, ha lavorato per anni alle dipendenze della Sma Serbatoi con l’incarico di verniciatore. E’ stato una «colonna» del celebre Palio delle Contrade di San Secondo, fondatore e volontario instancabile della pluridecorata contrada Dragonda e ha concretamente dato man forte, fin dagli inizi, alla manifestazione e al suo sviluppo. Da tutti conosciuto, simpaticamente, col nomignolo di «Spadino», grazie alla sua straordinaria e non comune manualità ha realizzato per il Palio e per la sua contrada innumerevoli lavori manuali, dal montaggio e smontaggio delle porte all’ingresso del paese alla sistemazione delle scuderie al campo di gara (in particolare si occupava della realizzazione della struttura in ferro, della verniciatura, del montaggio degli assi) per proseguire con la manutenzione degli anelli e dei leoni del porta anelli, la realizzazione dei colori delle contrade sui pali segnapunti e offriva la sua collaborazione nel bilanciamento delle prime lance.

Più in generale era una presenza fissa in tutto quello che riguardava l’organizzazione del Palio e dei vari appuntamenti che lo riguardavano così come non mancava di lavorare incessantemente per le manifestazioni della Dragonda.

Per anni ha anche realizzato scudi, spade e i bastoni per gli allievi degli sbandieratori ed aveva anche fatto parte dell’associazione Corte dei Rossi. Ma anche in tante altre feste e manifestazioni del paese, quando veniva richiesto il suo aiuto lui rispondeva «presente». Lo faceva per amore del paese e della sua gente. Da anni faceva parte anche del gruppo di protezione civile «Roccabianca per il Po», dove si era fatto ulteriormente apprezzare per il suo impegno. Nel piangerne la scomparsa, stringendosi nel cordoglio al figlio Cristian, in tanti ne hanno tenuto a ricordare soprattutto le grandi qualità umane fatte di onestà, bontà, disponibilità, sincerità, entusiasmo e grande competenza in tutto quello che faceva.

Per San Secondo, e per la Bassa, una grande perdita. Ma anche un grande esempio che nemmeno la morte può cancellare.