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CORONAVIRUS

Bufale sulle multe, insulti e minacce alla polizia locale: 8 denunciati

28 marzo 2020, 05:07

Bufale sulle multe, insulti e minacce alla polizia locale: 8 denunciati

PIERLUIGI DALLAPINA

Le bufale viaggiano più veloci del contagio e alla pari del virus possono provocare danni. Solo che a rischiare, in questo caso, non sono i malati bensì chi perde tempo a sparge notizie false a suon di messaggi vocali infarciti di insulti contro le forze dell'ordine, la cui unica colpa sarebbe quella di cercare di far rispettare le regole anti-contagio. Nei giorni scorsi, otto persone che hanno preso di mira sui social gli agenti di via del Taglio con insulti e minacce sono stati denunciati, mentre l'ultimo falso, smentito sia da Cristiano Casa, assessore alla Sicurezza, che dal comandante della polizia locale, Roberto Riva Cambrino, riguarda le multe e le denunce che farebbero i vigili, anche a distanza di un mese dall'infrazione, verso quegli automobilisti scoperti a zonzo in questi giorni di coprifuoco. Scoperti come? Ma è ovvio, grazie alle telecamere posizionate ovunque, comprese quelle dei negozi. Quindi, chi si è messo al volante con un valido motivo, tipo per fare la spesa o andare in farmacia, è meglio che conservi gli scontrini nel caso in cui incappasse in un accertamento sui suoi spostamenti. A garantirlo è l'autore di un messaggio vocale che, per rendere più credibile la «sola» rifilata ai contatti fidati della sua rubrica, tira in ballo un fantomatico amico carabiniere, che avrebbe rivelato questo piano degno del Grande fratello di Orwell.

«L'autore del messaggio vocale propaganda delle falsità incredibili. Gli automobilisti non in regola sono sanzionati solo se fermati ad un posto di blocco. La polizia locale non usa le telecamere a sua disposizione, né tanto meno quelle dei privati, per fare multe a posteriori. Non viene fatto nessun censimento delle auto per risalire a chi era in giro nei giorni scorsi», taglia corto l'assessore, che non nasconde la sua irritazione verso chi accusa i vigili di vessare gli automobilisti, arrivando anche ad insultarli con offese pesantissime.

«E' ora di dare un taglio agli insulti rivolti verso persone che fanno il loro dovere, mettendo a rischio la propria salute pur di aiutare tutta la città a ridurre il numero di contagi da coronavirus».

Come ammette l'assessore, il vocale che attraverso Whatsapp sta circolando su molti cellulari di Parma è solo l'ultimo caso di una lunga serie di attacchi verso la polizia locale, ma ora il Comune ha deciso di smetterla di subire e passare al contrattacco.

«Ho inviato l'audio al comandante della polizia locale e stiamo cercando di risalire all'autore. Ricordo che abbiamo già denunciato otto persone che sui social si sono permesse di offendere agenti la cui unica colpa era quella di svolgere il proprio lavoro».

Queste persone, ricorda Riva Cambrino, sono state denunciate per minacce e diffamazioni a mezzo di strumenti informatici. «Sia chiaro, gli agenti sono impegnati a fermare il contagio ora. A nessuno interessa dare la caccia agli automobilisti a posteriori».

 

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