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Coronavirus

Morti altri due Saveriani: sono 15 dall'inizio dell'emergenza

28 marzo 2020, 05:04

Morti altri due Saveriani: sono 15 dall'inizio dell'emergenza

LUCA MOLINARI

Si aggiungono altri due nomi alla tragica lista dei missionari saveriani morti (quindici) dall’inizio dell’emergenza coronavirus.

Si tratta di padre Angelo Costalonga (88 anni) e fratel Lucio Gregato (79 anni). Il primo, grande fotografo e acquerellista, era molto conosciuto in città. Da quarantacinque anni viveva nella casa madre di viale San Martino, spostandosi di volta in volta in quasi tutte le missioni, in qualità di incaricato alla documentazione fotografica dell’istituto. Fratel Gregato invece ha dedicato tutta la sua vita alla missione dividendosi tra il Burundi e il Congo. Proprio in Congo ha vissuto la sua esperienza di missione anche padre Costalonga, dal 1960 al 1975. Inizialmente come vice parroco a Baraka (1960-1962), poi come economo a Mungombe (1962-1963) e quindi a Uvira (1963-1964). Dopo una parentesi in Italia dal 1964 al 1965, in cui ha svolto il suo ministero ad Alzano Lombardo, è rientrato in Congo diventando parroco a Kiliba per alcuni mesi (1966), vice parroco a Uvira (1967-1968) e procuratore diocesano (1968-1970) sempre a Uvira. Successivamente è stato economo nella casa Regionale di Bukavu (1971-1975).

Rientrato in Italia nel settembre del 1975, a Parma, ha svolto senza interruzione il suo servizio come incaricato della documentazione fotografica, visitando quasi tutte le missioni. Fratel Gregato da alcuni giorni si trovava ricoverato all’ospedale di Parma per problemi respiratori, ma essendo stato trovato negativo al test del covid-19, era stato trasferito all’ospedale di Fidenza, dove è spirato giovedì. Ha speso la sua vita come incaricato delle costruzioni in Burundi e in Congo. Un cuore generoso a servizio dei più poveri e della missione. Partito per il Burundi nell’agosto del 1968, dopo un anno di studio della lingua a Bujumbura, ha iniziato il suo servizio di incaricato delle costruzioni a Kigwena (1969-1971), Rumonge (1971-1972), Rumeza (1972-1973), poi ancora a Rumonge (1973-1976), Mugamba (1976-1977). Nel novembre del 1981, a causa dell’espulsione dal Burundi, ha effettuato un periodo di aggiornamento in Italia per essere destinato poi al Congo, nel 1982. A parte due periodi in cui è stato anche economo locale (1982-1987 a Kakutya, e 2004-2010 a Luvungi), ha continuato sempre il suo lavoro come incaricato delle costruzioni: Kakutya (1982-1987 e 1988-1991), Bukavu (1991-1996), Kasongo Ngene (1997-1999), Bukavu (1999-2004), Luvungi (2004-2013), Kindu-Basoko (2013-2016) e Kilomoni (2016-2019).

Dal luglio dello scorso anno si trovava nella casa madre per cure mediche, nell’attesa di ritornare in Congo.