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Scomparso

Dormio, il professore che sapeva ascoltare

29 marzo 2020, 05:09

Dormio, il professore che sapeva ascoltare

ISABELLA SPAGNOLI

Era un uomo discreto e disponibile, sagace e aperto al futuro, Alberto Dormio, scomparso in questi giorni a soli 57 anni a causa una neoplasia. professore del Dipartimento di Ingegneria e architettura della nostra Università, vantava un curriculum prestigioso.

Apprezzato per le sue qualità umane e professionali, Dormio, era originario di Bari dove si era laureato in Ingegneria meccanica. Nell’Università della Repubblica di San Marino aveva conseguito poi il dottorato di ricerca in Ingegneria economico gestionale e lì ha iniziato la sua carriera accademica.

Successivamente, sempre nella stessa Università, è stato assistent professor al dipartimento di Economia e Tecnologia, successivamente è diventato professore a contratto nella facoltà di Ingeneria nelle Università della Basilicata, di Modena e Reggio Emilia e Parma dove, dal 2006, ricoprì il ruolo di professore associato per il settore scientifico disciplinare di Ingegneria economico gestionale, nel dipartimento di Ingegneria e Architettura della nostra Università, dove ha anche ricoperto, dal 2013 al 2019, il ruolo di presidente del Consiglio di corso di studio in Ingegneria gestionale al quale ha dedicato la sua vita.

I rappresentanti degli studenti di Ingegneria spiegano: «Per chi come noi ha avuto la fortuna di essere suo allievo, o più semplicemente di lavorarci insieme, la notizia della sua scomparsa è di quelle che tolgono il fiato. Il professore è sempre stato attento e accogliente verso tutti gli studenti e disponibile a promuovere le istanze per la loro tutela.

Vogliamo ringraziarlo ancora una volta, anche se non è più fra noi, per la passione che ha saputo trasmetterci e per il rapporto di fiducia che non ha mai fatto mancare verso i nostri rappresentanti».

Luca Boldrocchi, dottore internista e geriatra, suo carissimo amico, aggiunge: «Alberto rispecchiava il motto del «club 41» di cui fu presidente sia a Parma che a livello nazionale, che dice: «Le catene dell’amicizia non arrugginiscono mai».

Disponibile con tutti, attivissimo nel volontariato, cortese e molto colto, era sempre il primo ad accorrere in caso di bisogno: era l’amico su cui ognuno di noi poteva contare».