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CORONAVIRUS

Case protette, come gestiscono l'emergenza

30 marzo 2020, 05:08

Case protette, come gestiscono l'emergenza

CHIARA POZZATI

Vivono in apnea. Senza fermarsi, senza poter crollare. Nemmeno di fronte allo spettro dei contagi fuori controllo che pesa sui loro (nostri) nonni. Cooperativa Proges ed Asp Ad Personam: ecco le nuove trincee. E se la prima – 800 anziani nelle 27 strutture residenziali tra città e provincia - registra l’8% in più di casi di decessi fra gli ospiti delle strutture rispetto alla media degli anni scorsi, ad Asp Ad Personam finora si contano sei morti riconducibili al Covid-19. Di questi quattro sono casi conclamati di Coronavirus e due compatibili, ma non certificati. Parliamo di sei caduti su 421 uomini e donne accolti fra le quattro strutture di Parma e quella di Colorno.

Un quadro che, al netto del dolore per chi se n'è andato, si potrebbe definire più roseo rispetto al resto della Regione, ma il sollievo è lontano anni luce. Anche perché, non è un mistero, è praticamente impossibile avere una fotografia nitida della situazione, vista la mancanza di tamponi. E allora ben venga l’appello, quasi una sferzata del commissario per l’emergenza Coronavirus, Sergio Venturi, a monitorare le residenze per anziani.

«PIÙ TEST? BEN VENGANO»

«Siamo più che felici di entrare nel “sistema” e tutto ciò che può aiutare a inquadrare la situazione (che siano tamponi o altri test deciderà la Regione) diventa uno strumento prezioso per permetterci di proteggere e tutelare i nostri anziani e anche i nostri dipendenti». Parola di Marco Papotti, regional manager di Proges per la zona di Parma. Che precisa: «Quando si parla di aumento di turnover dei nostri ospiti, non ci riferiamo solo ai decessi, ma anche a ricoveri per casi sospetti o che necessitano di cure ospedaliere».

Del tutto favorevole ad entrare fra i «sorvegliati speciali» anche Gianluca Borghi, amministratore unico di Asp Ad Personam e legato da un’amicizia di lungo corso con Venturi: «Proprio per questo so bene come lavora e sono convinto che abbia tracciato una rotta importante. Intanto, già questa settimana, grazie all’intesa raggiunta fra regione Emilia Romagna e Protezione civile, si cercherà di tamponare la penuria di mascherine dei giorni scorsi. Una carenza che io considero archiviata».

322 OPERATORI IN CAMPO

Dunque uno spiraglio di luce, «ma in questa battaglia che affrontiamo giorno dopo giorno, rimangono essenziali cautela e delicatezza». Borghi dosa con cura ogni parola, eccetto per quanto riguarda i complimenti ai suoi «322 operatori impegnati a vario titolo in attività assistenziali».

Ma come si tutelano le case per anziani? Mascherine, guanti, camici monouso per operatori e porte chiuse a familiari ovunque. E se i professionisti di Proges sono tenuti a provarsi la temperatura nei piccoli “triage” allestiti di fronte agli ingressi, Asp ha ricavato una zona dedicata all’isolamento. Si tratta di due piani all’interno della residenza dei Tigli riservati per l’appunto a anziani che manifestano sintomi sospetti o in attesa dell’esito del tampone o del ricovero ospedaliero.

ISOLATI MA NON SOLI

Isolati, ma mai soli: se figli e nipoti sono lontani, ci pensa la tecnologia, ma soprattutto la fantasia degli operatori ad accorciare le distanze. «Professionisti che stanno dando il mille per mille e che sono i veri eroi». Solo per un attimo Giovanna Garsi, 42anni di cui 20 in Proges si lascia andare. Responsabile territoriale di diversi servizi, tra cui la Casa residenza anziani di Alberi e la Val Cedra (a Monchio), odia i personalismi. Insieme al suo braccio destro, la coordinatrice interna del servizio, Elisabetta Scagnelli, «vorremmo ricordare quanto sia fondamentale la dimensione della comunità, anche e soprattutto nei paesini di montagna. Spesso e volentieri familiari degli ospiti e personale sono parenti e dove non arrivano le chiamate video Whatsapp, ci pensa la buona vecchia linea telefonica».

Ma l’affetto viaggia in rete anche nelle strutture Asp, dove sono stati forniti tablet ed esiste una vera e propria agenda delle chiamate che è particolarmente fitta.