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Borgotaro

«Furto di pneumatici»: lo strano caso di via Nervesa

31 marzo 2020, 05:02

«Furto di pneumatici»: lo strano caso di via Nervesa

MONICA ROSSI

BORGOTARO - Pare che le bande Bassotti d’Italia se la stiano passando maluccio: le limitazioni agli spostamenti e i controlli a tappeto su tutto il territorio nazionale da parte delle forze dell’ordine per «pizzicare» chi non rispetta il decreto per il contenimento del Coronavirus, di fatto «legano» le mani ai delinquenti. La conferma è arrivata anche dal primo report elaborato dalla Direzione centrale della polizia criminale del Dipartimento di pubblica sicurezza e pubblicato lo scorso 26 marzo sul sito del Viminale: i furti in genere sarebbero calati del 67,4%.

Resta ancora però significativa la percentuale di chi pianifica un colpo e... potrebbe passarla liscia. Tra questi, chi avrebbe (il condizionale è d’obbligo perché sulla faccenda aleggiano troppi interrogativi) fatto piazza pulita in un deposito di Borgotaro, in pieno centro cittadino: segnalata la sparizione di 180 pneumatici da auto e moto, un potente condizionatore da grandi superfici ancora imballato e finanche tutte le scaffalature. A presentare denuncia (non si è ancora capito se contro ignoti o meno), un imprenditore residente a Pontremoli (ma domiciliato a Lerici, nello Spezzino) attivo in vari settori tra cui appunto il commercio di pneumatici. «Conservavo la merce in un fondo di via Nervesa, al subalterno 14 sotto al numero 6, che ho preso in affitto un paio di anni fa come deposito - ha raccontato quando lo abbiamo raggiunto telefonicamente -. Mi sono recato sul posto lo scorso 17 marzo, dopo un mese che non ci andavo, e l’ho trovato vuoto. Spariti persino gli scaffali!». L.T. (queste le sue iniziali) afferma di aver chiamato il 112, chiedendo un sopralluogo «che però non è avvenuto. Il giorno dopo, ho presentato una segnalazione di reato (intestata alla Procura della Repubblica di Parma) ai carabinieri di Lerici. La mia segnalazione, come dimostra la ricevuta di avvenuta consegna (via pec) datata 18 marzo, è stata consegnata nella casella di destinazione». Cioè al Comando di Borgotaro. Chi conosce il paese, sa che via Nervesa è centralissima. E chi «mastica» la tipologia commerciale conservata nel citato deposito, sa bene che per muovere quel quantitativo di merce occorre un mezzo importante che, peraltro, in una via residenziale non poteva certo passare inosservato.

La presunta vittima del repulisti, che aveva mandato una mail in redazione segnalando il fatto, fa poi sapere: «Ho subito un danno considerevole, stimabile in circa 20mila euro».

Che la denuncia sia stata presentata, lo dimostra la ricevuta rilasciata poi dal Comando di Lerici lo scorso 24 marzo. Vien da chiedersi però se lo scorso 17 marzo, all’entrata del deposito, L.T. avesse notato segni di effrazione. E poi se, trovandosi a Borgotaro, oltre a chiamare il 112, si fosse recato al Comando dei carabinieri, che dal luogo del misfatto dista sì e no 900 metri. «Il deposito ha due entrate: in una, la serratura era stata chiaramente forzata. Certo che sono andato al Comando di Borgotaro. Sono anche andato a cercare un avvocato a Borgotaro, e per la precisione in via Zanrè, ma gli studi legali erano tutti chiusi. Mi attiverò comunque quanto prima per incaricarne uno che mi tuteli. Anche perché sono stato fermato ben tre volte, in questo mio girovagare tra una provincia e l’altra in pieno blocco della circolazione (per l’emergenza Coronavirus, ndr)».

I Carabinieri di Borgotaro a questo punto cosa dicono? Per ora il riserbo sulla vicenda è strettissimo. Il mistero sullo «strano caso di via Nervesa» insomma s’infittisce. Una cosa è certa: ci sarà una «prossima puntata».