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Collecchio, addio all'ex direttore delle Poste

31 marzo 2020, 05:03

Collecchio, addio all'ex direttore delle Poste

GIAN CARLO ZANACCA

COLLECCHIO - Collecchio piange Valentino Capelli, 80 anni, scomparso a seguito di una grave e lunga malattia. Valentino ha rappresentato per i collecchiesi un’istituzione: le Poste; dove ha lavorato per quaranta anni, prima come impiegato, poi come vice direttore e direttore facente funzioni, fino a pensionamento, nel 1998. Ha vissuto in prima persona i profondi cambiamenti che hanno coinvolto anche le poste in tanti anni di attività. Ha iniziato quando tutto si faceva ancora a mano: telegrammi, raccomandate, bollettini. Lettere e cartoline arrivavano con il vagone postale in stazione e venivano caricate su un carretto per essere portate nella vecchia sede delle poste in viale Libertà, dove Valentino ha lavorato tanti anni, prima di spostarsi nella nuova di via Braia.

Erano i tempi in cui non esistevano internet ed i computer e la posta svolgeva ancora una funzione fondamentale: lettere, telegrammi e cartoline venivano spesso attese con ansia e trepidazione. E’ seguita, poi, l’automazione e sono arrivati i primi computer. Valentino ha vissuto tutto questo.

E’ stata una persona dal cuore grande, generosa, attenta alle necessità della gente. «Se qualcuno gli chiedeva un piacere – ricorda un amico – si faceva in quattro per accontentarlo». Quando venivano riscosse le pensioni, lui arrivava presto per aprire gli uffici agli anziani e farli accomodare in posta. Un piccolo gesto che tradisce la sua grande sensibilità.

Anche la madre Emilia Piagentini ed il nonno avevano lavorato in posta. Valentino ha dedicato la sua vita alla famiglia ed al lavoro, si era sposato con Antonietta Saccardi, nel 1964, dal matrimonio è nata la figlia Silvia. Negli ultimi 20 anni, Valentino si è dedicato appieno alle sue passioni: la raccolta dei funghi, la cucina, la pesca, era appassionato di Formula 1 e tifava per la Ferrari, seguiva il Parma, ed amava giocare a scacchi.

Aveva trasformato la sua cantina in un piccolo laboratorio dove dava spazio alla sua creatività; la sua inventiva non si fermava qui: scriveva anche poesie e filastrocche per bambini.

«Era una bella persona, cordiale, garbata – lo ricordano gli amici – ci mancherà, come ci mancheranno i suoi modi gentili, la sua educazione, la sua bontà. Era sostenuto da una solida fede, contrassegnata da altruismo e solidarietà».

Fu donatore Avis: gli assegnarono la medaglia d’oro, ma lui, che non amava apparire, non la ritirò. Era così, semplice ma allo stesso tempo ricco di umanità. «Ha affrontato la malattia con grande forza e dignità, senza mai perdersi d’animo, contraddistinto dal suo grande humour - ricorda la figlia Silvia».