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Scuola e università

I presidi: «Speriamo di rivederci a giugno per gli esami»

31 marzo 2020, 05:05

I presidi: «Speriamo di rivederci a giugno per gli esami»

MARA VAROLI

Tutti al computer e pronti per le lezioni online: una scuola che non si ferma e va avanti a distanza. Per ora niente si sa se verranno ritoccati il calendario e gli esami di stato: «Si aspettano le indicazioni ministeriali che arriveranno a giorni - conferma la preside dell'Itis Leonardo da Vinci Elisabetta Botti -. Speriamo, almeno, di poterci riabbracciare a giugno». Solo la prova Invalsi e le ore di laboratori sono sospese. Per il resto, tutti in classe se pur virtualmente ogni mattina o per appuntamento.

«La scuola è per le famiglie l'unico collegamento con la realtà», suggerisce la preside del polo agroindustriale Galilei-Bocchialini Anna Rita Sicuri. «Sin da subito abbiamo attivato per tutti la didattica a distanza - continua -. E proprio oggi (ieri per chi legge n.d.r.) in occasione del consiglio d'istituto dove sono presenti docenti, studenti, genitori e personale Ata, in molti mi hanno ringraziata per la grande attività che l'istituto ha messo in campo. Le famiglie degli alunni disabili, in particolare, ringraziano i docenti per aver coinvolto i loro ragazzi, in quanto diversamente sarebbero stati completamente isolati dal mondo: questi studenti sono stati coinvolti con i loro compagni, insieme all'insegnante di sostegno». La scuola sempre più punto di riferimento, anche nell'emergenza e centro di una solidarietà spontanea: «Per le famiglie in difficoltà economica - ricorda la preside Sicuri - ma anche per le famiglie che hanno più figli, abbiamo messo a disposizione i computer a uso gratuito. E alcuni pc insieme alle carte sim sono stati acquistati con i fondi del Miur. Inoltre, tramite la protezione civile e il sindaco di Fidenza Andrea Massari abbiamo donato all'ospedale di Vaio diversi dispositivi di protezione che noi utilizziamo nei laboratori e durante gli stage: 525 calzari e 150 camici».

Anche per l'esame di terza media non ci sono novità. Intanto, alle elementari e medie si continua a studiare: «Alla Don Cavalli - spiega Alessandra Melej, dirigente dell'istituto comprensivo Montebello - i ragazzi seguono le video lezioni in quasi tutte le materie. E con l'utilizzo di G-suite ci si scambia il materiale su cui lavorare. Alle primarie Don Milani e Bozzani non si fanno videolezioni, ma stiamo completando l'uso di classroom con piccoli video per le spiegazioni. Inoltre, i docenti organizzano delle video chiamate con piccoli gruppi di alunni per mantenere il contatto». E incredibile a dirsi, persino le scuole d'infanzia non sono in vacanza: «Alla Collodi - racconta la preside Melej - le insegnanti proseguono le attività svolte in aula, con la mediazione delle famiglie, per cui per due o tre volte alla settimana arriva una nuova storia da seguire per tutti i bimbi». Certo, al comprensivo Montebello i docenti erano già tecnologicamente avanti e quindi proti per quest'emergenza. L'unico problema è che non tutti i bambini e i ragazzi hanno in casa un computer e la connessione, per cui anche all'istituto comprensivo Montebello i pc sono stati dati alle famiglie che ne avevano la necessità e per chi era senza internet, schede e fotocopie. «Quella dell'emergenza - prosegue la preside dell'Itis da Vinci Botti - è una scuola da ridisegnare e stiamo lavorando tanto a questo proposito: uno sforzo corale da parte di insegnanti, di tecnici e di animatori digitali. Siamo già alla terza giornata di consigli di classe e i docenti sono costantemente collegati. All'Itis abbiamo una percentuale di lezioni in sincrono molto alta e i ragazzi partecipano volentieri. Chiaramente, classe per classe, stiamo ridefinendo gli obiettivi. Per quanto riguarda l'alternanza scuola-lavoro stiamo portando avanti solo i progetti a distanza, ma non siamo preoccupati perché il nostro lavoro ha già superato il tetto ministeriale».