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Scomparso

Marco Repetti, il videomaker che sapeva cogliere la bellezza

01 aprile 2020, 05:05

Marco Repetti, il videomaker che sapeva cogliere la bellezza

ISABELLA SPAGNOLI

Lui, la bellezza, sapeva coglierla nel profondo. La cercava, la fotografava, la filmava, la faceva circolare in un armonico movimento.
Marco Repetti era un fotografo e un videomaker sensibile e attento, un artista a tutto tondo che ha lasciato quel mondo che ha esplorato e amato tanto a soli 65 anni. Lo ricorda, oggi, il giovane amico, Marco Formato, che si fa portavoce dei tanti ragazzi che gli hanno voluto bene. «Ho conosciuto Marco circa vent’anni fa, quando lavorava al Centro cinema Lino Ventura e collaborava con noi di "Lune Nuove" per i montaggi video che proiettavamo al Festival Controtempi. Era un uomo d’arte che ha fatto della fotografia e della videoripresa le sue armi del mestiere. Spaziava dai matrimoni ai documentari, dai book fotografici ai siti internet (era un grafico straordinario). Negli ultimi anni si era dedicato alle riprese sportive collaborando con il Parma Calcio e altre società. Fra i tanti lavori fatti che gli diedero molta soddisfazione c’era il catalogo monografico dedicato al pittore, poeta e vignettista Giuseppe Fabi, padre dello scomparso Umberto, realizzato per il centenario della nascita, nel 2016. Uno dei suoi ultimi lavori pubblicati è il libro dedicato alla statua di Verdi in piazzale San Francesco».

Persona attiva, piena di interessi, Repetti, adorava la montagna dove scappava appena poteva. «Lo scorso anno si era ripreso un poco dalla leucemia e si levò la soddisfazione di andare per l’ultima volta, da solo, sul Cervino. Ricordo ancora la sua telefonata. Aveva poco fiato ma l’orgoglio di essere salito fino in vetta sprizzava da tutti i pori – continua Formato -. Per me è stato un compagno di avventure, di cene estive nella quiete del suo giardino, di passeggiate in campagna a raccogliere prugnoli o a riscoprire luoghi antichi. Sempre disponibile e attento, non smetteva mai di fare progetti, di inventare nuove cose che avrebbero potuto stimolare la sua creatività». Appassionato di moto, sempre pronto a partire per qualche viaggio, Marco, aveva lavorato anche con il Comune per la realizzazione di diversi progetti, distinguendosi per una creatività e professionalità che hanno arricchito Parma. Il collega videomaker Gianmarco Palese ricorda quando insieme a Repetti aveva lavorato al Teatro Regio in occasione di Danza Storie. «Per me era un onore stare al suo fianco; è stato un maestro straordinario, sia per quanto riguarda la fotografia che per i video. Abbiamo condiviso la passione per la montagna, quante camminate importanti abbiamo fatto insieme. Ogni passo e lo conoscevo un po’ di più scoprendo una persona di spessore unico».

Il musicista e amico Roby Bonardi conclude: «Addio Marco che appena potevi ci sorprendevi con una foto talmente tanto veritiera che ci ritrovavamo molte volte poi a farci domande allo specchio. Regalavi a tutti noi un senso di conoscenza e di equilibrio che spesso sapeva di ponderatezza mista a un’innata discrezione che abbandonavi raramente».