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Bore

Pochi militi e over 65: sospeso il servizio d'emergenza

01 aprile 2020, 05:01

Pochi militi e over 65: sospeso il servizio d'emergenza

BORE Temporaneamente sospeso il servizio di emergenza 118 nel territorio borese. A dare la notizia sono stati il Comune e la Pubblica Assistenza, attraverso un comunicato. «Può sembrare un paradosso sospendere questa attività in un momento come questo, ma non lo è affatto- si legge-. Sappiamo tutti che i militi volontari della Pubblica Assistenza sono sempre meno e sempre più anziani, e che le nuove leve (pochissime, purtroppo) non bastano a sostituire i vecchi militi che lasciano per motivi di salute o per raggiunti limiti di età. Risultato: oggi siamo in grado di coprire il servizio di soccorso in emergenza in media un giorno sì e un giorno no». «Con l’arrivo del Coronavirus- si prosegue- la copertura è crollata a un giorno ogni dieci, perché molti militi sopra i 65 anni (e anche più giovani, ma con familiari anziani in casa) si sono comprensibilmente ritirati dal servizio 118 per evitare rischi. A questo punto, con un servizio così gravemente insufficiente, non aveva più senso lasciare in turno i pochi militi rimasti e aumentare il rischio contagio per loro, per i loro familiari e in definitiva per tutto il paese. E quindi abbiamo deciso di privilegiare l’obiettivo di contenere al massimo la diffusione del virus».

Nessun allarmismo, comunque: «Non c’è da preoccuparsi- sottolineano nel comunicato-: quando si chiama il 118, spesso l’ambulanza arriva da Pellegrino o da Varsi, perché la nostra è ferma in garage per mancanza di militi. Loro invece sono paesi meno “vecchi” del nostro e quindi al momento non hanno carenza di volontari. Cosa succederà? Che ancora più spesso verrà in nostro soccorso la solidarietà delle Pubbliche nostre vicine. E per i casi più gravi e urgenti arriverà sempre l’elicottero». La Pubblica di Bore punta ora rafforzare il trasporto sanitario ordinario (dimissioni e trasferimenti ospedalieri, dialisi, visite specialistiche, ecc.) e i militi liberati dall’emergenza potranno essere dirottati su questo servizio dando una mano, sempre più necessaria, ai colleghi che già lo esercitano. Inoltre per una maggiore protezione dei militi (e quindi di tutti), sarà usata una delle due ambulanze per tutti i trasporti ordinari, anche per le dialisi, perché solo con l’ambulanza è possibile isolare la cabina guida dal vano sanitario. «La seconda ambulanza- si spiega- sarà data in prestito a un’altra Pubblica Assistenza, di quelle che, beate loro, hanno volontari in esubero rispetto ai propri mezzi di trasporto. Perché se godiamo della solidarietà di altre Pubbliche, dobbiamo in qualche modo restituirla. e.m.

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