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Coronavirus

Volpi: «Orgoglioso dei miei giovani medici»

01 aprile 2020, 05:07

Volpi: «Orgoglioso dei miei giovani medici»

ISABELLA SPAGNOLI

Parla dei suoi ragazzi con commozione e orgoglio, Riccardo Volpi, direttore della scuola di specializzazione in medicina interna che, da diverse settimane, sta coordinando il lavoro di specializzandi, medici e paramedici nei quattro piani del Padiglione Ortopedia destinato all’accoglienza dei pazienti affetti da Coronavirus.

I suoi ragazzi, come li chiama affettuosamente, sono i giovani iscritti alla scuola di specializzazione in medicina interna che lavorano sotto la sua guida in clinica medica e che oggi sono quegli eroi che si occupano dei malati di Covid 19.

«Il percorso di crescita di questi ragazzi si distribuisce nel corso di cinque anni- spiega Volpi -. Verso il quarto/quinto anno raggiungono la piena maturità e sono pronti ad affrontare la vita che si svolge in una azienda ospedaliera. La loro crescita avviene adagio, e assume, anno dopo anno, maggiore completezza. Saranno sempre di più le responsabilità che avranno nella gestione dei pazienti e maggiore l’ autonomia decisionale, ma sempre sotto la supervisione di un tutor strutturato».

«Questi giovani - prosegue Volpi - sono stati fondamentali nel tragico momento che stiamo vivendo poiché, quando è scoppiata l’infezione respiratoria prodotta dal Covid 19 si sono messi in gioco sia per la gestione dei pazienti che per il tutoraggio ad altri specializzandi e medici che sono accorsi ad aiutarci. Tutte le scuole di specializzazione, infatti, sono state coinvolte nella gestione dei vari Padiglioni che sono dedicati alla cura di malati Covid19: Ortopedia, Barbieri, Torre delle Medicine. Molti dei medici accorsi in aiuto ai reparti non avevano competenza in medicina interna, così i nostri specializzandi, in collaborazione con i medici strutturati internisti si sono adoperati per affiancarli. Il padiglione ortopedia ha dovuto accollarsi questa pesantissima attività assistenziale e loro hanno avuto il merito di non tirarsi mai indietro nell’attività di tutori dei diversi camici bianchi impegnati in altre specializzazioni».

Volpi spiega che hanno accolto l’appello di aiuto urologi, ortopedici, fisiatri, nefrologi, cardiologi, ginecologi, pediatri, otorinolaringoiatri, dermatologi, medici del lavoro, pneumologi, oculisti e chirurghi maxillo facciali e tutti hanno trovato grande appoggio in questi giovani specializzandi che sono stati umili ma competenti maestri.

«Il mio grazie va ai giovani eroi di tutti i reparti dell’Ospedale, che non si sono solo occupati dei malati ma hanno ricoperto diversi ruoli fondamentali . Non solo quindi ai miei ragazzi, ma anche a tutti gli altri specializzandi che hanno le stesse capacità e competenze. Giovani fortissimi che si sono prestati a turni di lavoro massacranti, senza mai fare un giorno di riposo, vivendo dietro a maschere e tute protettive. Non ho mai sentito nessuno lamentarsi o mollare la presa. Questi sono veri medici: devono essere il nostro vanto».

 

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