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Medesano

Addio a Sincero, «sindaco» della Rocca e oste generoso

Se ne è andato solo 20 giorni dopo il figlio Stefano

02 aprile 2020, 05:10

Addio a Sincero, «sindaco» della Rocca e oste generoso

MARIAGRAZIA MANGHI

 

ROCCALANZONA La Rocca ha perso il suo «Sindaco». Se n’è andato Sincero Cenci, ristoratore, cuore dell’osteria, conosciuta ben oltre la valle del Dordone che porta il suo nome, e centro della vita della piccola frazione del territorio di Medesano. La sua morte, a soli 20 giorni dalla scomparsa del figlio Stefano ha portato nuovo dolore e lacrime per la famiglia e la comunità.

«Erano amati e stimati da tutti – è il sindaco Michele Giovanelli a farsi portavoce del cordoglio di un intero paese – Non riesco ad immaginare il paese di Rocca senza di loro e faccio fatica anche a trattenere la commozione quando penso alla tragedia che stanno vivendo le figlie Barbara e Morena e la signora Gisella. Sincero era un uomo onesto, di gran cuore, che amava il paese e le due Chiese di Rocca e Visiano, a cui aveva dato tanto insieme al fratello Gelmino. All’inizio del mese di marzo la scomparsa di Stefano, era stato un vero colpo al cuore per tutti noi. Eravamo amici da sempre. Era un gigante, dal cuore grande, che viveva in una famiglia di gente per bene».

Sincero aveva ereditato dai genitori Gino e Clementina la trattoria, gestita come un’autentica bottega di sapori genuini e nostrani e condotta con l’intera famiglia.Il salame fritto fumante nei piatti è leggenda, come le interminabili, accese partite a carte, briscola o tresette.

Anche Stefano che aveva iniziato giovanissimo a lavorare con lo zio Gelmino nel caseificio di famiglia da qualche anno aiutava i genitori e le sorelle come cameriere e addetto alla preparazione della torta fritta.

«Una famiglia d’altri tempi: generosi, disponibili, un vero punto di riferimento. Sincero era l’anima dell’osteria con il suo sorriso genuino e il suo fischiettare mentre serviva in tavola - ricorda il cugino Roberto Cerocchi -. Stefano era un ragazzo legato profondamente ai valori della famiglia e dell’amicizia. Aveva un carattere aperto, sempre sorridente e disponibile con tutti. In paese non c’era una manifestazione, piccola o grande che fosse, a cui non partecipasse con entusiasmo. Come tutta la famiglia Cenci era molto religioso, per anni chierichetto nella chiesa di San Michele a Roccalanzona, nelle processioni era lui che portava le statue o la croce».

Insieme, Sincero e Stefano, erano stati protagonisti della tradizionale rappresentazione della Natività a Roccalanzona il giorno dell’Epifania.

«Stefano interpretava come al solito Re Erode e scherzava vedendo suo padre, uno dei Re Magi, inginocchiato davanti a lui – ricorda Andrea Vicini che insieme a Gabriele Albertelli afferma – La Rocca non sarà più la stessa».

Sincero e Stefano, riposano vicini nel cimitero di Roccalanzona.

 

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