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OSPEDALE

Oltre l'emergenza: l'altra faccia del Maggiore

03 aprile 2020, 05:07

Oltre l'emergenza: l'altra faccia del Maggiore

L'ospedale Maggiore, il nostro ospedale, travolto dallo tsunami pandemia, in poco più di un mese ha cambiato completamente la sua fisionomia e organizzazione per accogliere l'ondata di pazienti affetti da covid-19. Ma il Maggiore ha continuato sempre, ogni giorno, a svolgere le «normali», se così si può dire in questo frangente drammatico, attività. Privilegiando, ovviamente, le priorità. Sì certo, sui fronti non covid si lavora a ranghi ridotti, perché parte del personale di ogni dipartimento è stato assorbito, ma senza lasciare sguarnite le attività legate all'emergenza-urgenza né alla cura programmata dei pazienti con patologie gravi. C'è quindi all'ospedale chi ormai lavora a tempo pieno sui casi legati all'infezione, il reparto geriatrico-riabilitativo di Tiziana Meschi, per esempio, situato al padiglione Barbieri, è stato completamente trasformato in reparto covid, e chi ha dovuto continuare il proprio lavoro «prestando» collaborazione ai colleghi in prima linea sull'altro fronte. Non è stato facile per nessuno dei dipendenti dell'Azienda ospedaliero-universitaria nuotare in questa tempesta. Per raccontare l'altra faccia del Maggiore, quella di cui da un po' non si parla più, proponiamo un viaggio nei sette dipartimenti (escluso l'ottavo della prof. Meschi) che hanno continuato, superando intoppi e imprevisti, l'attività consueta e quotidiana. Un viaggio a volo d'uccello sulle strutture di cura extra-covid, che proseguiremo su queste pagine nei prossimi giorni dando voce ai tanti professionisti impegnati anche su un'altra prima linea.

Ecco la fotografia delle strutture di cura dell'ospedale Maggiore e delle squadre che li fanno funzionare a pieno regime oltre l'emergenza pandemica.

ENRICO SESENNA
DIPARTIMENTO TESTA-COLLO

Assicurata tutta l'assistenza necessaria

«E' stata assicurata tutta l'assistenza necessaria sia per quanto riguarda l'emergenza-urgenza, sia le attività oncologiche maligne, sia l'oculistica. Oltre al supporto sul fronte emergenza covid». Il professor Enrico Sesenna, direttore del dipartimento Testa-Collo e della struttura complessa maxillo-facciale dell'Azienda ospedaliero-universitaria, continua a tenere le redini del dipartimento garantendo, al tempo stesso, un consistente aiuto ai reparti esterni impegnati sul fronte dell'emergenza sanitaria in atto e sul fronte dei servizi «canonici», con carattere di urgenza, di tutte le Unità che al suo dipartimento afferiscono. Più nello specifico, sono garantite le attività di neurochirurgia e neurotraumatologia (con Ermanno Giombelli), quelle di otorinolaringoiatria e otorinoneurochirurgia (con Enrico Pasanisi), quelle di oculistica (Stefano Gandolfi), quelle di odontostomatologia (Silvia Pizzi) e naturalmente quelle di chirurgia maxillo-facciale dirette da Sesenna stesso. Certo, i ranghi sono ridotti per via del «prestito» di personale ai colleghi. All'incirca la metà del «team» tra medici e specializzandi è stato dirottato nei nuovi reparti allestiti per fronteggiare l'emergenza coronavirus. Il dipartimento Testa-Collo si è impegnato in questo periodo in maniera consistente non solo inviando medici sia al padiglione Barbieri sia all'ex Ortopedia, ma anche gestendo in toto un'area «soffietto», una trentina di posti letto, per il post-triage respiratorio di pazienti in attesa di trasferimento nelle sedi cliniche più opportune. Sesenna prima di tutto ringrazia i «suoi» giovani medici che hanno scelto di lavorare sulla prima linea: «Non c'è stato bisogno di ordini di servizio. Soprattutto i giovani medici si sono fatti avanti volontariamente per andare in supporto ai reparti di Tiziana Meschi e Riccardo Volpi. Chi ha fatto questa scelta incarna la prova tangibile di una davvero grande dedizione e di un grande amore verso la professione e verso i pazienti. Oltre ad apprezzarne il coraggio - tra loro c'è anche chi si è ammalato e per fortuna sta guarendo - devo dire che il loro impegno mi rende particolarmente orgoglioso». Fatta la premessa, va detto che l'attività chirurgica specialistica è proseguita in queste settimane in base alle direttive della direzione sanitaria, nonostante la squadra ridotta. «Abbiamo garantito e continuiamo a garantire i servizi che non possono essere rinviati, dalle patologie oncologiche maligne ai casi urgenti». Stesse attenzioni ai malati che arrivano da fuori Parma, sempre molto numerosi, soprattutto in maxillo-facciale, riconosciuto come reparto d'eccellenza ben oltre i confini locali. «Anche a loro, ovviamente, è stata garantita l'assistenza dovuta» precisa Sesenna. Per far fronte alle necessità del momento, visto lo spiegamento di forze «prestate» all'esterno del dipartimento, sono arrivati i rinforzi: «Sono state richiamate in servizio due anestesiste in pensione con cui abbiamo a lungo lavorato in passato. E' stato bello, professionalmente e umanamente, ritrovarci insieme. L'ennesima prova della disponibilità e professionalità di chi lavora e ha lavorato in ospedale».

FRANCESCO LEONARDI
AREA MEDICA GENERALE E SPECIALISTICA

Dalle malattie infettive all'oncologia: tutti attivi

Il dipartimento di Medicina generale e Specialistica, diretto da Francesco Leonardi, è fortemente coinvolto nell’emergenza coronavirus: ne fanno parte l'Unità operativa complessa di Malattie infettive ed Epatologia (Carlo Ferrari), la Clinica e Terapia medica (Riccardo Volpi) la Medicina interna (Michele Riva), ad oggi definite ospedali-covid. Detto questo, la forte valenza specialistica rimane normalmente garantita a tutela dei pazienti con patologie gravi, nelle strutture specialistiche dedicate quali le Unità operative complesse di Clinica e Immunologia medica (direttore facente funzione Giuseppe Regolisti), di Nefrologia (direttore Enrico Fiaccadori) con rene acuti e dialisi, di Neurologia (direttore Giovanni Pavesi) con relativo day-hospital e day-service ambulatoriale e Percorso stroke (con Umberto Scoditti), di Ematologia e Centro trapianti di midollo osseo (diretta come facente funzione da Francesco Leonardi con responsabile clinico Daniele Vallisa) con il relativo day-hospital e day service ambulatoriale e l’Oncologia medica (direttore Leonardi) con il relativo day-hospital e day service ambulatoriale e l’hub regionale per i Tumori eredo familiari e la Breast Unit provinciale (diretta da Antonino Musolino). «In tutte queste realtà viene garantita non solo la prosecuzione dei trattamenti in corso - spiega Leonardi -, ma anche la piena disponibilità a prendere in carico normalmente nuovi pazienti con nuove diagnosi per iniziare nuovi percorsi di cura e assistenziali, in molti casi anche accogliendo pazienti da territori limitrofi in difficoltà. Per queste patologie in cui spesso le decisioni terapeutiche richiedono percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali multidisciplinari collegiali, la tecnologia ha consentito tramite riunioni virtuali in videoconferenza, di proseguire tale importante attività indispensabile a garantire l’elevata qualità delle prestazioni offerte al paziente, caratteristico dell’Azienda ospedaliero-universitaria». Anche le attività prevalentemente ambulatoriali dell'Unità di Endocrinologia e Malattie del metabolismo (diretta da Riccardo Bonadonna), della Medicina del lavoro e Tossicologia industriale (direttore Massimo Corradi), Dermatologia (Claudio Feliciani) oltre alle Ssd del centro hub regionale di Emofilia e Malattie emorragiche congenite (Annarita Tagliaferri), di Medicina del sonno (Liborio Parrino), di Medicina interna Onco-endocrinologico (Graziano Ceresini) e il day hospital dipartimentale (qui il ricordo va a Giuseppe Finzi) e l’Ambulatorio reumatologico (guidato da Flavio Mozzani) pur riducendo la propria attività in relazione alle direttive regionali e nazionali, mantengono inalterate le proprie peculiarità per tutte le prestazioni mediche necessarie a garantire i percorsi diagnostici e terapeutici urgenti. «Gli specialisti afferenti a questi ultimi reparti - conclude il direttore -, consapevoli dell’emergenza e delle aumentate necessità assistenziali, in aggiunta alla loro normale attività specialistica, sono fortemente coinvolti nel supportare, sostituire e affiancare, i colleghi degli ospedali-covid del proprio dipartimento oltre agli altri reparti extra dipartimentali, come un'unica grande squadra».

SANDRA ROSSI
EMERGENZA-URGENZA

Terapia intensiva non solo covid

Anche se la maggior parte delle attività è riservata ai pazienti covid, il dipartimento di Emergenza-Urgenza interaziendale, diretto da Sandra Rossi, con l’attività di Chirurgia d'urgenza diretta da Fausto Catena, partecipa con grande spiegamento di forze a garantire le attività chirurgiche, con la cura della patologia addominale chirurgica urgente traumatica e non traumatica e la cura della patologia chirurgica oncologica urgente. Con il percorso dei pazienti non covid, separato da quello covid, sia per la degenza sia per il comparto operatorio.​ I volumi della struttura risultano sensibilmente aumentati dopo la riorganizzazione nel territorio e per  l'aumento delle richieste di centralizzazione dall'Area vasta  Emilia nord. Sempre nel dipartimento prosegue l’attività non covid con le sue strutture e con percorsi separati come il Pronto soccorso e la Medicina d’urgenza, diretto da Francesco Scioscioli, la 1ª Anestesia e rianimazione, diretta dalla stessa Rossi, che garantisce i posti letto di Rianimazione non covid allestiti nella terapia intensiva Cardiochirurgica diretta da Antonella Vezzani, e la centrale operativa, diretta da Adriano Furlan che ogni giorno riceve circa un migliaio di chiamate tra pazienti covid e non.

PAOLO DEL RIO
DIPARTIMENTO CHIRURGICO GENERALE E SPECIALISTICO

Dal Centro ustioni all'urologia: al lavoro

Da quando è iniziata l’emergenza covid il dipartimento Chirurgico, diretto da Paolo Del Rio, che ha in sé l’unità operativa di Clinica chirurgica generale (dallo stesso Del Rio guidata), le strutture di Urologia, diretta da Umberto Maestroni, la Clinica ortopedica, diretta da Enrico Vaienti, la Chirurgia plastica e il Centro ustioni diretti da Edoardo Caleffi, la 2ª Anestesia e rianimazione diretta da Elena Bignami, la Terapia antalgica guidata da Maurizio Leccabue, in accordo con la direzione dell’Azienda ospedaliero-universitaria, ha mantenuto e garantito i percorsi non solo di urgenza e emergenza, ma anche l’attività chirurgica oncologica, riorganizzando continuamente le proprie funzioni assistenziali e logistiche. L’organizzazione, in particolare della Clinica chirurgica generale e dell’Urologia, è stata ridefinita per assicurare una quotidiana attività chirurgica elettiva a vantaggio di tutti i pazienti che necessitano di avere una terapia chirurgica per cura oncologica. Tale attività è stata mantenuta con uno sforzo organizzativo importante da parte di tutte le componenti sanitarie per garantire ai pazienti oncologici il diritto alla cura anche in un momento in cui l’emergenza covid ha modificato l’assetto assistenziale dell’intero ospedale. Tale garanzia è rivolta a tutto il territorio della provincia di Parma. L’Unità operativa di Clinica ortopedica ha da sempre garantito un percorso rivolto all’urgenza ortopedica mantenendo spazi e risorse dedicate, coordinandosi con le altre strutture operative chirurgiche . L’unità operativa di Chirurgia plastica ha mantenuto l’attività oncologica e mantiene le sue funzioni di hub per il centro ustioni. La Terapia antalgica ha rimodulato la sua attività garantendo le prestazioni non procrastinabili a supporto della terapia del dolore. L’unità operativa di Anestesia e rianimazione, dal canto suo, garantisce lo svolgimento delle funzioni chirurgiche ed è impegnata direttamente anche nell’assistenza intensiva e nei reparti con pazienti affetti da infezione covid-19. Gli operatori di tutte le Unità si adoperano a supporto anche delle aree covid. «Abbiamo riscoperto il valore della professione medica, il valore del diritto alla salute, il valore della nostra comunità in tutti i ruoli dagli operatori socio-sanitari (Oss) agli infermieri ai medici tutti. Ognuno sta erogando al meglio e al massimo le proprie energie per uscire al  più presto,  insieme ai nostri pazienti, dall’emergenza» dice Del Rio.

MICHELE RUSCA
DIP. CARDIO-TORACICO-VASCOLARE

Il team di chirurgia del cuore

Ci sono emergenze che non riguardano la pandemia, ma hanno bisogno di interventi anche più urgenti. Proprio per questo le attività del dipartimento Cardio-toracico-vascolare, diretto da Michele Rusca, oltre a fornire personale alle attività covid, continuano in diversi campi. L’attività chirurgica non covid della Chirurgia toracica (sotto la direzione dello stesso Rusca), assicura la continuità della chirurgia oncologica. La Cardiochirurgia, diretta da Francesco Nicolini, a sua volta continua a ricoverare ed operare pazienti per urgenze o emergenze chirurgiche cardiache. Lo stesso vale per l'Unità operativa complessa di Chirurgia vascolare, diretta da Antonio Freyrie, dove si continuano ad assicurare gli interventi di ischemia critica degli arti inferiori. Assicurati gli interventi anche in tempo pandemia, è dal 18 marzo che le attività di cardiochirurgia, chirurgia toracica e chirurgia vascolare si svolgono tutte nelle sale operatorie della cardiochirurgia in modo da essere organizzate e modulate al fine di ottimizzare le disponibilità della sala operatoria. I pazienti che necessitano di assistenza intensiva postoperatoria, vengono accolti nella terapia intensiva cardiochirurgica. All'interno del dipartimento prosegue la sua attività la Chirurgia senologica, diretta da Leonardo Cattelani, che sta operando alla Città di Parma quattro giorni alla settimana. La Cardiologia interventistica, di cui è responsabile Luigi Vignali, continua l'attività per emergenza e urgenza (infarto miocardico acuto e sindrome coronarica acuta) fungendo da hub provinciale nell'ambito del percorso e network stemi; inoltre continua l'attività interventistica per i pazienti afferenti al prericovero cardiologico con le caratteristiche dell'urgenza clinica. E' mantenuta inoltre l'attività interventistica per pacemaker urgenti. Anche in Terapia intensiva coronarica (responsabile Giorgia Paoli) si prosegue con l'assistenza necessaria ai pazienti con infarto acuto. A regime anche l’attività diagnostica d’urgenza e d’urgenza differibile della specialistica ambulatoriale cardiologica, guidata da Nicola Gaibazzi, e le visite in urgenza per la Cardiologia, diretta da Diego Ardissino. La Clinica pneumologica diretta da Alfredo Antonio Chetta e la Pneumologia ed endoscopia toracica, guidata da Maria Majori, continuano la diagnostica broncologica per i tumori polmonari, la cura e ricoveri dei pazienti pneumologici non covid positivi, oltre all'attività ambulatoriale dell’oncologia toracica.

GIROLAMO CRISI
DIPARTIMENTO DIAGNOSTICO

Radiologia: abnegazione e impegno moltiplicato

A seguito dell'emergenza sanitaria, il dipartimento Diagnostico ha riorganizzato tutte le sue attività in coerenza con le misure adottate dall’Azienda ospedaliero-universitaria e dall'Ausl, volte al contenimento dell'infezione da covid-19 e al trattamento dei pazienti che ne risultano colpiti. La Diagnostica radiologica e laboratoristica stanno svolgendo un ruolo determinante nella diagnosi rapida di questi pazienti. «Ma non rimane certamente “invisibile” il resto dell’ospedale che accoglie tutti i casi ordinari e di urgenza per le quali il dipartimento continua a prestare le proprie precipue attività di diagnosi e di terapia» spiega Crisi. In accordo con l’Azienda Usl, le attività ordinarie di specialistica ambulatoriale sono sospese sino al 31 maggio ad eccezione delle Urgenze h72, delle Urgenze differibili e i percorsi di presa in carico per gravidanza e oncologia. «L’efficientamento organizzativo nei confronti dell’emergenza covid e il mantenimento delle attività a favore dei ricoveri ospedalieri ordinari e ambulatoriali - spiega ancora il direttore -, hanno coralmente coinvolto tutti gli operatori del dipartimento Diagnostico i quali hanno saputo coniugare alle competenze di base espressioni di resilienza, motivazione forte ed abnegazione». Le diverse Unità operative complesse e semplici afferenti al dipartimento Diagnostico garantiscono tutti i principali servizi. L'elenco è lungo. A partire dall'Anatomia e Istologia patologica, diretta da Enrico Maria Silini, la cui attività diagnostica procede come di consueto. Non ci sono variazioni o limitazioni di sorta. Per la Biochimica ad elevata automazione e Diagnostica ematochimica, dirette da Rosalia Aloè, si erogano e garantiscono ai pazienti tutti gli esami che si rendono necessari per l’iter diagnostico. La Genetica medica, diretta da Antonio Percesepe, garantite consulenze e test per la caratterizzazione del rischio e la diagnosi prenatale di malattie genetiche in corso di gravidanza e i test oncogenetici per le indicazione a trattamenti chemioterapici. La Immunogenetica dei trapianti, diretta da Paola Zanella, ha mantenuto la sua attività in particolare la funzione di hub regionale per l’Immunogenetica del trapianto renale. Prosegue a pieno ritmo anche l'attività istituzionale dell'Immunoematologia e Medicina trasfusionale, diretta da Maurizio Soli. Via libera quindi alle attività di accettazione donatori di sangue; lavorazione, qualificazione e distribuzione componenti del sangue; diagnostica immunoematologica. Anche la Medicina nucleare, diretta da Livia Ruffini, mantiene invariata la complessa articolazione e offerta diagnostica in particolare Pet/Ct (tutti i traccianti) per la casistica oncologica. Microbiologia e Virologia, dirette da Adriana Calderaro, continuano a svolgere l’intero complesso d’indagini inerenti la diagnosi di infezioni/malattie a eziologia batterica, virale, micotica e parassitaria, fornendo indicazioni per la terapia mirata delle stesse. La Neuroradiologia diretta dal dottor Crisi, svolge interamente la propria attività istituzionale anche sul versante interventistico a favore del trattamento terapeutico per via arteriosa dello Stroke. Lo stesso per la Radiologia, diretta da Massimo De Filippo, che procede nell'attività istituzionale anche sul versante interventistico e terapeutico. Inoltre sostiene correntemente tutta l’attività di Tomografia computerizzata a favore della casistica non covid-19 del Pronto soccorso. L'Unità di Scienze radiologiche, diretta da Nicola Sverzellati, è dedicata prevalentemente alla patologia covid-19, mentre quella di Radiologia di emergenza/urgenza, diretta da Paolo Bresciani, garantisce tutte le attività diagnostiche relative ai casi di Pronto soccorso. La Tomografia computerizzata in dotazione è esclusivamente dedicata al percorso covid-19. Per quanto concerne la Radioterapia diretta da Nunziata D’Abbiero sono assicurati tutti i trattamenti per malati oncologici di Parma e provincia anche in regime di urgenza.

GIAN LUIGI DE' ANGELIS
MATERNO-INFANTILE

All'ospedale dei bambini tutto regolare

Il dipartimento Materno-Infantile, diretto da Gian Luigi de' Angelis, è caratterizzato da un'organizzazione che si articola in più ambiti. L’ospedale dei bambini «Pietro Barilla» svolge con regolarità le sue funzioni. L’attività pediatrica di urgenza e degenza continua regolarmente anche se si è assistito ad un'importante riduzione del numero dei ricoveri. Sono state prese precauzioni per i medici che lavorano in neonatologia ed oncologia pediatrica, per evitare il più possibile contatti con potenziali portatori, eliminandoli dai cosiddetti turni di accettazione. Continuano inoltre le visite per urgenze ed emergenze dei vari ambulatori specialistici, mentre sono stati attivati dei percorsi telefonici o informatici per pazienti cronici seguiti, con problemi facilmente risolvibili tramite colloquio con il medico. Non manca infine l’impegno in senso infettivologico per cercare di individuare casi di infezione pediatrica. La chirurgia pediatrica continua ad assicurare tutte le urgenze e le terapie chirurgiche non procrastinabili. Grazie alla collaborazione dell’équipe di anestesisti pediatrici, fornisce un importate supporto ai vari specialisti che abbiano bisogno della sala operatoria in urgenza. Per quanto riguarda Ostetricia e ginecologia, il reparto ha preso in carico anche le pazienti afferenti al punto nascita di Fidenza, chiuso in funzione della trasformazione dell’ospedale di Vaio in ospedale covid. L’équipe dei neonatologi fidentini è stata trasferita con apposita convenzione a prestare servizio nella nursery dell’ospedale di Parma. La Gastroenterologia ed endoscopia digestiva ha ridotto la sua attività seguendo le direttive regionali e della direzione dell’ospedale sulle endoscopie di elezione, mantenendo l’emergenza/urgenza e la reperibilità sulle 24 ore sia per adulti, che per bambini. Non è mai stata interrotta l’attività di screening di secondo livello per i pazienti con sangue occulto positivo nelle feci ed è stata attivata, in accordo con la direzione, un’agenda per gastroscopie e colonscopie urgenti. È continuata inoltre la somministrazione di farmaci biologici ai pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali seguiti dal centro, anche in questo campo, su pazienti adulti e pediatrici. Ai pazienti e agli operatori sanitari che operano all’interno del dipartimento è stata garantita la regolare fornitura di dispositivi di protezione individuale a seconda del rischio di esposizione. Il sintesi, il dipartimento Materno-Infantile, per le sue caratteristiche, ha mantenuto le principali linee di attività, pur diminuendo quantitativamente le sue prestazioni in relazione all’attuale epidemia. Le strutture afferenti al dipartimento sono: Gastroenterologia ed endoscopia digestiva, diretta dal professor de’ Angelis; Pediatria generale e d’urgenza, diretta da Icilio Dodi; Chirurgia pediatrica, da Emilio Casolari; Oncoematologia, da Patriza Bertolini; Clinica pediatrica, da Susanna Esposito; Cardiologia pediatrica, da Bertrand Tchana; Neonatologia, da Serafina Perrone; Terapia intensiva neonatale, da Enzo Romanini; Ostetricia e ginecologia, da Tiziana Frusca.