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CORONAVIRUS

Esposito: «Il virus sopravvive nell'aria? Un'ipotesi. Attenti a tosse e starnuti»

04 aprile 2020, 05:08

Esposito: «Il virus sopravvive nell'aria? Un'ipotesi. Attenti a tosse e starnuti»

PIERLUIGI DALLAPINA

Basterebbe respirare aria contaminata per ammalarsi di coronavirus. L'Oms ha ipotizzato che il Covid-19 possa restare sospeso in aria e che quindi il contagio possa avvenire anche per via aerea e non solo per contatto. L'affermazione va confermata, ma intanto Susanna Esposito, direttore della clinica pediatrica, Ospedale dei Bambini «Pietro Barilla» afferma che «Le mascherine dovranno entrare a far parte del nostro guardaroba».

Come valuta l'affermazione dell'Oms? 

«È un’ipotesi. L'Oms ha sempre affermato e ribadito che la trasmissione del virus avviene solo attraverso le goccioline di saliva emesse con la tosse e gli starnuti o per contatto con superfici in precedenza contaminate dal virus. La trasmissione respirando l'aria emessa da un soggetto infetto è considerata possibile solo in casi particolari quali quelli che si verificano in ospedale durante le manovre di intubazione o di estubazione degli ammalati di Covid-19 e non nella popolazione generale».

Esistono conferme per questo nuovo allarme? 

«In uno studio recente è stato dimostrato che, ricreando in laboratorio un aerosol infetto con caratteristiche simili a quelle che si riproducono nell'uomo quando respira normalmente, Covid-19 persiste nell'aria per circa 3 ore, divenendo, quindi, possibile causa di infezione. Altri studi avrebbero dimostrato la possibilità che soggetti distanti anche 6-8 metri da un individuo infettante si siano infettati anch'essi. Si tratta, però, di studi che non riproducono esattamente quello che succede nella vita di tutti i giorni e che richiedono conferma».

Le mascherine diventeranno obbligatorie per tutti? Se sì, come orientarsi tra i vari prodotti in commercio?

«La mascherina chirurgica è fondamentale per prevenire la potenziale trasmissione asintomatica o presintomatica. È stato dimostrato, infatti, che alcuni pazienti affetti da Covid-19 possono presentare sintomi lievi o essere persino asintomatici contagiando le persone con cui vengono a contatto. Dal momento che non sempre è possibile rispettare la cosiddetta “distanza sociale” e considerato che Covid-19 persiste per alcune ore sulle superfici, a rivelarsi di primaria importanza è proprio la mascherina che garantisce la propria efficacia per un tempo massimo di 4 ore. Pensando al futuro e alla nuova normalità, è necessario considerare che le mascherine chirurgiche dovranno fare parte del nostro guardaroba quotidiano».

Può fare qualche esempio di utilizzo?

«La mascherina chirurgica deve essere utilizzata da tutta la popolazione. Nello specifico, quando si ha necessità di fare la spesa, andare in farmacia, per situazioni di emergenza e per recarsi a lavoro. La mascherina Ffp3 con valvola di esalazione è necessaria per proteggere il personale sanitario che opera nei reparti Covid perché a contatto con pazienti certamente contagiati. La Ffp2 con valvola è necessaria per i soccorritori e il personale del Triage perché a contatto con persone potenzialmente contagiate. La valvola è di supporto a chi è costretto ad utilizzarla a lungo in presenza di pazienti potenzialmente malati. La mascherina Ffp2 senza valvola è adatta a proteggere i medici di medicina generale e guardia medica. Deve essere inoltre indossata dalle forze dell’ordine in caso di emergenza e ausilio ai soccorritori».