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Coronavirus

Ostetricia, nascere ai tempi del covid-19

04 aprile 2020, 05:05

Ostetricia, nascere ai tempi del covid-19

ISABELLA SPAGNOLI

Il reparto di Maternità (e il Punto nascite dell’ospedale Maggiore) è attualmente l’unico attivo in tutta la provincia. Il primario di Ostetricia e Ginecologia, Tiziana Frusca, spiega che cosa sia accaduto in queste ultime settimane, dall'inizio dell’emergenza Covid-19. «Abbiamo attraversato due fasi importanti: la prima è stata l’organizzazione del reparto nell’evenienza che arrivassero pazienti covid-19 positive. Ci siamo impegnati per seguire le disposizioni della Direzione sanitaria, limitando, da fine febbraio, l’attività chirurgica per le pazienti urgenti e quelle oncologiche. Subito dopo abbiamo provveduto a riorganizzare i percorsi interni creando un’area di pre-triage dove valutare tutte le persone che entrano nel nostro padiglione, allestendo, quindi, un’area covid-19, dove le pazienti con sintomi vengono visitate, con opportune precauzioni, in aree dedicate a pazienti malate di coronavirus. Questo ha comportato un grande cambiamento interno che ha consentito di mettere in sicurezza le donne non positive che accedevano al Pronto soccorso ginecologico e alla sala parto normale, dalla donne positive (o sospette) che accedevano al pronto soccorso covid-19. Grazie a ciò siamo riusciti a individuare alcune gravide che erano positive al virus, in un secondo momento ricoverate negli appositi reparti».

«TUTTI IN MASCHERINA»

Il primario spiega che è stato fatto un importante lavoro di screening della popolazione, evitando la fusione tra gruppi di pazienti potenzialmente positive e sane. «Abbiamo poi garantito la sicurezza del personale con dispositivi appositi. Tutti quanti, ora, giriamo in reparto con mascherine chirurgiche; chi è a contatto con aree esposte o pazienti infette usa protezioni maggiori». Ultimamente è stato chiuso l’ospedale di Fidenza e la Maternità del Maggiore ha dovuto organizzare il passaggio di tutte le gravide che avevano appuntamenti in quella struttura. «Le donne che erano destinate alla presa in carico a Fidenza ora vengono da noi, così come le partorienti. Abbiamo garantito loro il percorso della partoanalgesia e i cesarei che avevano già programmato. Poi è stato chiuso anche Montecchio e quindi, un certo numero di donne in cura in quell’ospedale si è rivolto a noi. C’è stato, dunque, un incremento di parti molto importante. Avendo ridotto drasticamente l’attività chirurgica, abbiamo riservato i letti all’ostetricia e al puerperio».

INFORMATIVA SUL SITO

Tiziana Frusca comunica che è stata chiusa l'attività di Day hospital e Day surgery. «L’Azienda ospedaliera ha fatto una convenzione con la Casa di cura Città di Parma grazie alla quale le pazienti in lista da noi sono state indirizzate là». Il primario con soddisfazione spiega che nonostante le difficoltà iniziali per organizzare tutto, non si sono creati particolari problemi. «Abbiamo gestito la nuova "macchina" in collaborazione con i consultori e con il territorio con i quali si è sviluppata un’ ottima interazione». La dottoressa spiega che tutte le gravide affette da Il covid-19 in travaglio di parto devono recarsi direttamente in Maternità. «Una volta arrivate nel nostro padiglione saranno accolte da un'infermiera che chiederà loro i sintomi, una volta appurato che sono tampone positive o sintomatiche saranno visitate in un’area istituita come pronto soccorso covid-19. Quando le donne telefonano per prendere appuntamento facciano presente che sono affette da coronavirus in quanto noi sapremo regolarci di conseguenza per visitarle. I medici le riceveranno separatamente dalle altre pazienti con tutte le garanzie per non mettere a rischio le donne sane». L’Azienda ospedaliera ha inserito nel sito dell’Unita operativa di ostetricia e ginecologia un’informativa dedicata a tutte le gravide, che illustra come comportarsi in determinate situazioni. «Siccome ci sono molti positivi asintomatici abbiamo condiviso con la Regione e la Direzione sanitaria una limitazione agli accessi in reparto. I mariti possono entrare in sala parto se sono asintomatici e non covid-19 positivi, indossando mascherine e camici. Possono restare accanto alla moglie per alcune ore dopo il parto e tornare solo negli orari di visita. Gli altri pazienti non sono ammessi: occorre limitare al massimo eventuali contagi». Attualmente non ci sono stati parti di donne Covid-19 positive, ma se ciò dovesse accadere, l’allattamento, è consentito ma non è permesso il contatto pelle a pelle con il neonato. «L’allettamento verrà fatto con spremitura del capezzolo, finché non si capirà bene come evolverà la situazione».