Sei in Gweb+

CORONAVIRUS

Addio al salsese Umberto Sala, era l'anima degli appassionati di enduro

05 aprile 2020, 05:02

Addio al salsese Umberto Sala, era l'anima degli appassionati di enduro

«Umberto non ce l'ha fatta». Quando il messaggio ha girato sui cellulari, nelle chat, ha colpito tutti come una fucilata. Più di venti giorni in ospedale lontano dai famigliari, poi la speranza di un miglioramento. Insomma che «ci potesse saltare fuori». Dal letto del Maggiore di Parma in cui l'aveva cacciato questo tremendo virus. Una speranza, svanita in quel messaggio.

Tanti conoscevano Umberto Sala, 72 anni, imprenditore salsese molto impegnato anche nel mondo degli appassionati delle moto da enduro.

Era nonno da due mesi. E vederlo cullare la piccola Sveva in una recente foto fa stringere il cuore. Ha lasciato la moglie Maura, la figlia Stefania con il marito Giuseppe e la nipotina, che vivono a Milano.

Sempre entusiasta. Vulcanico. Altruista e generoso. Simpaticissimo. Appassionato. Inesauribile. Sono tanti gli aggettivi che usano gli amici per raccontarlo in queste ore di dolore. Tanti, ma troppo pochi per descriverlo veramente.

Nato a Salso, fin da ragazzo si era avvicinato al mondo dell'abbigliamento. Aveva studiato in una scuola specializzata, diplomandosi perito tessile. Dopo i primi tempi ad aiutare il papà e lo zio nella gestione dell'albergo «La Moresca», nel quartiere dei villini, la prima società con il cugino Enrico: con il marchio di moda «Racing creazioni» avevano ideato prodotti legati al mondo dei motori e dell'allora pilota Ferrari Arturo Merzario. Poi per anni la stampa di capi tessili.

Quindi si era messo in proprio, lavorando - fino ad oggi - come intermediario nel campo dell'abbigliamento per i grandi marchi di moda italiani, facendosi conoscere e apprezzare in tutto l'ambiente per le sue grandi capacità sia professionali che relazionali. Dalla sede della sua società, a Modena, viaggiava spesso in Europa, in Nord Africa, Turchia e poi in Portogallo, quella che ormai da anni era un po' diventata la sua seconda casa, anche per le amicizie che aveva saputo coltivare.

Una delle sue grandi passioni negli anni giovanili è stata la barca a vela. Dal primo scafo realizzato con gli amici nel capannone dell'azienda, ai corsi da velista a Caprera. Fino alle tante regate alle quali ha partecipato. Ma negli ultimi decenni della sua vita gran parte del tempo libero se l'erano preso le moto fuoristrada. Una passione che lo aveva «travolto», raccontano gli amici, e che lo aveva visto diventare un punto di riferimento per i tanti appassionati della nostra zona.

Il gruppo degli amici del Motosalone Bravini e le escursioni sulle nostre colline, poi la partecipazione alle prime motocavalcate in Italia e all'estero, fino a fondare il «Chapal Chapal», sezione enduro del Moto Club Salso, confluito di recente nel Moto club Valstirone.

Fra i tanti eventi ideati da Umberto la «Vigilia in moto», escursione enduristica che si svolge ogni anno la Vigilia di Natale finalizzata alla raccolta fondi per le sezioni delle pubbliche assistenze di Pellegrino, Varsi, Bardi, Bore e Morfasso. Ma è solo un esempio.

Era un trascinatore, non c'è dubbio. Ed era infaticabile, spronando gli amici a salire in sella (non sono bastati alcuni incidenti di percorso a fermarlo: lo hanno tenuto fermo solo lo stretto necessario per rimettersi in forma), organizzando avventure ogni volta sempre più belle. Che erano anche (o soprattutto) l'occasione per stare tra amici. Dalla Sardegna al Portogallo, dove ogni anno portava alla manifestazione organizzata dal Moto Club Arcos de Valdevez (grazie a lui «gemellato» con quello salsese) tanti motociclisti. Era anche diventato amico di campioni dell'enduro che aveva conosciuto e poi «conquistato». «Per noi Umby era un punto di riferimento - testimonia un amico -, un esempio di passione e di vera amicizia. Un trascinatore, sempre entusiasta. Sempre pronto ad aiutare, a risolvere un problema senza mai chiedere nulla in cambio, senza secondi fini. Era la nostra anima e sarà insostituibile. Siamo tutti sconvolti e siamo vicini alla sua famiglia. Ci mancherà molto».

Mancherà davvero il suo entusiasmo per la vita: alla sua famiglia, che amava tanto, agli amici di sempre e a tutti quelli che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. L.Soz.