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PIRATERIA

Giornali gratis sui social? Multe salate e fedina penale sporcata

05 aprile 2020, 05:03

Giornali gratis sui social? Multe salate e fedina penale sporcata

GEORGIA AZZALI

Copie di quotidiani e riviste che vengono direttamente recapitate sul telefonino gratis (o per pochi euro al mese) grazie ai social. Eppure non è così difficile essere beccati, e a quel punto per la lettura a sbafo non solo si rischia una multa (spesso anche abbastanza salata), ma anche una condanna. Un click pericoloso. E pure dannoso per le aziende editoriali, oltre che per chi ci ha messo impegno e tempo per cercarle e scriverle quelle notizie.

Le indagini su tutto il territorio nazionale ormai si sommano, con in prima linea soprattutto Guardia di finanza e Polizia postale. «Vengono fatti dei veri e propri "pedinamenti digitali", ossia delle attività che ricostruiscono il percorso della copia digitale del giornale, per identificare gli hacker che acquisiscono indebitamente le copie in formato digitale di giornali appena realizzati dai vari quotidiani e non ancora mandati in stampa, per poi creare delle edicole illegali online - spiega il capitano Chiara Mezzone, comandante del Gruppo tutela economia della Finanza di Parma -. Lo scopo delle indagini è quello di individuare i siti/domini che, utilizzando appositi servizi telematici in grado di assicurare l’anonimato, risultano apparentemente ubicati fuori dal territorio nazionale».

La «via dei soldi». Per arrivare a sequestrare i proventi illeciti. Oscurando anche i siti pirata, come nell'indagine «Odissea 2» del 2017, coordinata dalla procura di Roma, quando furono sequestrati 52 domini pirata che diffondevano illegalmente le copie di quotidiani e riviste. Ed è di pochi giorni fa la notizia della chiusura di un'inchiesta della Polizia postale, coordinata dalla procura di Cagliari, che ha denunciato tre amministratori di chat in cui era possibile «sfogliare» giornali e riviste.

Insomma, alla fine anche le più ingegnose barriere costruite per custodire l'anonimato possono cadere. E allora, visto che quotidiani e riviste sono tutelati dalla legge sul diritto d'autore, per chiunque li riproduca o li diffonda (anche online) è prevista una multa che va da 51 a 2.065 euro. Una sanzione pecuniaria, certo, ma il reato è penale, e in caso di condanna si potrebbe poi arrivare anche al risarcimento in sede civile. «A tutto ciò va incontro anche la persona che diffonde tramite Telegram o WhatsApp, pur avendoli a sua volta ricevuti, e pur essendo in buona fede, le copie digitali - spiega il capitano Mezzone -. Non solo. È potenzialmente sanzionabile anche chi, avendo ricevuto una copia la utilizza, leggendola. È anche accaduto che, sequestrando telefonini nell'ambito di inchieste di tutt'altro genere, venissero poi denunciati i membri di gruppi WhatsApp che avevano giornali scaricati illegalmente».

Pene ancora più pesanti, poi, per chi diffonde copie pirata per guadagnarci: da 1 a 4 anni di carcere e una multa da 2.500 a 15.400 euro. Insomma, sia da «semplici» lettori sia nel caso decidiate di farne un business, rischiate di finire sotto processo.