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CORONAVIRUS

Il dramma di Zoni: «Bloccato in Iran e il padre malato a Fidenza»

05 aprile 2020, 05:05

Il dramma di Zoni: «Bloccato in Iran e il padre malato a Fidenza»

VALENTINA CRISTIANI

Dopo aver fatto diversi lavori nel mondo dello spettacolo in giro per l’Italia e in Europa, l’attore ventinovenne fidentino Alberto Zoni, per sconfiggere la depressione, lo scorso novembre ha deciso di partire per un viaggio in giro per il mondo, senza scadenza, con tremila euro in tasca ed uno zaino. Spagna, Georgia, Azerbaigian, Armenia e Iran le sue tappe principali, tutte documentate nel blog «scappatodicasa17».

Alberto si trova attualmente a Teheran dove ha ricevuto una brutta notizia: suo padre è stato contagiato dal coronavirus ed è ricoverato a Vaio in una situazione altalenante, compromessa da altre patologie pregresse. In quarantena in casa, la mamma e la sorella sono state sottoposte a tampone. A peggiorare la situazione il fatto che, dall’Iran, Zoni non riesce a tornare in Italia, nella sua Fidenza dai famigliari.

Perché non la lasciano tornare a Fidenza, nella sua città natale? «Ora il mio viaggio passa in secondo piano, conta la salute dei miei cari e tornare presto da loro. Mi sono rivolto all’Ambasciata e alla Farnesina. Entrambe mi hanno detto che da qua non possono fare niente, non hanno contatti, non hanno organizzato voli di rientro per gli italiani, perché non ce ne sono».

Nessun aiuto, nessun contatto quindi... «Mi hanno dato solo il contatto di una agenzia viaggi che è collegata con loro, ma nulla di più. Bisogna arrangiarsi da soli ma i voli sono improponibili e non hanno garanzie». Nessun volo diretto o con scali che la porti in Italia? «In Italia diretti non si atterra, bisogna fare degli scali assurdi e lunghissimi, ad esempio in Qatar a Doha, oppure atterrare in Europa con possibilità di stare meno di 24 ore altrimenti ti rimandano indietro. Ma da lì poi non si è sicuri di rientrare in Italia tramite altri collegamenti. Il tutto a prezzi esorbitanti, super gonfiati dalle compagnie (dai 2000 euro in su), e senza garanzie. Tu paghi ma non è detto che parti dato che cambiano regolamenti ogni giorno».

In attesa che l’agenzia le fornisca il nuovo piano-voli facciamo un breve excursus di questi cinque mesi di viaggio. Da che cosa era in fuga? «Un anno fa mi è andato tutto storto: lavoro, passioni, fidanzata, amici. Nel giro di un mese sono caduto in depressione. Dopo settimane senza uscire di casa decisi di reagire. L’idea me l’ha data un cammino, una sfida con me stesso: da Canterbury a Roma a piedi, con mille euro e uno zaino. Quel cammino mi ha cambiato, mi ha ridato forze, mi ha fatto credere di nuovo in me stesso e nei miei sogni. E così sono partito per una sfida più grande».

Come si sta difendendo dall’emergenza sanitaria del Coronavirus in giro per il mondo? «La situazione è surreale, tutte le città visitate sono diventate immobili e silenziose. Io ho cercato di non farmi schiacciare dalla paura: sono uscito, ho esplorato, facendo un po’ più attenzione a microbi e batteri».

Sfida documentata nel diario blog «Scappatodicasa17». Di cosa si tratta? «È una provocazione e uno stimolo al tempo stesso. Provocazione perché quando avevo diciannove anni, finite le scuole, sono veramente scappato di casa e sono andato a fare l’animatore turistico in Grecia. Inoltre non amo vestire elegante, quindi spesso le persone mi prendevano in giro dandomi dello “scappato di casa”. Si è poi trasformata in stimolo a inseguire i propri sogni, a viaggiare, a non uniformarsi al sistema che ci vuole tutti uguali. Ogni giorno ho condiviso le avventure della mia sfida: fare il giro del mondo con tremila euro».