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Coronavirus

Hotel, presenze azzerate: chiuso il 90% delle strutture

06 aprile 2020, 05:08

Hotel, presenze azzerate: chiuso il 90% delle strutture

GIAN LUCA ZURLINI

La primavera è sempre stato il periodo di maggior lavoro per gli alberghi della nostra città e del nostro territorio, con il «tutto esaurito» spesso presente.

E in questo 2020 avrebbe dovuto portare come valore aggiunto, oltre alle tante fiere, anche le tante iniziative collegate all'anno da capitale della cultura italiana.

La realtà, purtroppo, è oggi totalmente diversa e a fare il punto della situazione è Emio Incerti, storico albergatore cittadino e presidente di Federalberghi di Parma e vicepresidente regionale della categoria.

LAVORO QUASI AZZERATO

«Guardi, per spiegare cosa significa per Parma questa situazione di emergenza dovuta all'epidemia è sufficiente un numero: abbiamo calcolato, facendo riferimento alle presenze medie di questo periodo negli anni scorsi, vengono a mancare 300mila euro al giorno di entrate negli alberghi».

Una situazione grave, che in pratica non ha neppure fatto iniziare il 2020 alle strutture ricettive del nostro territorio.

«Il crollo verticale di presenze era già partito da fine gennaio, con le prime notizie sull'epidemia in Cina, seguite, se ricorderete, dal passaggio della coppia cinese che si è ammalata nel nostro Paese e che aveva soggiornato anche a Parma».

Da quel momento in poi le disdette hanno iniziato a fioccare, fino ad arrivare al momento dell'8 marzo, con la dichiarazione della provincia di Parma come «zona arancione» e di fatto l'inizio della quarantena, estesa qualche giorno dopo al resto dell'Italia.

ALBERGHI, CHIUSO IL 90%

«Da allora circa il 90% delle strutture ricettive ha chiuso, mettendo in cassa integrazione i dipendenti - prosegue Incerti - mentre io ho tenuto aperto solo il "Farnese" in quanto è lì che ha sede amministrativa la società. È una situazione senza precedenti cui la categoria riuscirà a far fronte soltanto grazie ai provvedimenti annunciati dal Governo, come la proroga di tutti gli obblighi fiscali e degli affitti oltre alla cassa integrazione. Non va infatti dimenticato che, a differenza di quanto potrebbe avvenire in altri settori, nel nostro caso le presenze perse sono una perdita secca».

Incerti ringrazia poi «il Comune di Parma, che ci ha già garantito la possibilità di posticipare il pagamento della tassa di soggiorno a tempi migliori, garantendo così anche più liquidità agli hotel in un periodo così pesante».

SGUARDO ALL'AUTUNNO

Elencati i problemi e le difficoltà, Incerti guarda però già al futuro: «Per Parma la vera ripresa dell'attività alberghiera sarà in autunno perché l'estate è una stagione difficile anche in tempi normali e quest'anno non pensiamo che ci possa essere un flusso di turismo e comunque i numeri saranno di certo molto bassi».

PARMA PRONTA ALLA RIPRESA

Emio Incerti si dice comunque convinto che la nostra città ritroverà le sue strutture ricettive pronte a raccogliere la sfida della ripartenza, quando sarà il momento: «Ritengo che non ci saranno chiusure definitive o saranno eventualmente casi isolati. La presenza sul territorio delle maggiori catene alberghiere e strutture relativamente recenti e dunque anche in grado di potersi adeguare alle nuove e inevitabili necessità di sicurezza sanitaria mi fanno ritenere che la ricettività non subirà grandi diminuzioni nonostante questa crisi. Certo, non sarà una ripresa indolore, anche perché fino al 2021 avremo certamente arrivi quasi azzerati dall'estero, ma mi auguro che il settore riesca a uscire da questo momento pesante grazie alla professionalità degli operatori e alla capacità di saper rimodulare l'offerta».

 

 

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