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Inchiesta

«L'appalto per i bus? Pilotato» La procura chiede 11 rinvii a giudizio

07 aprile 2020, 05:05

«L'appalto per i bus? Pilotato» La procura chiede 11 rinvii a giudizio

GEORGIA AZZALI

Questione di soldi, perché sul piatto c'erano 289 milioni. Ma forse anche questione di potere, perché dopo Parma sarebbero potute arrivare altre piazze importanti per cui mettersi in gara. Certo è, secondo la procura, che nell'appalto per il trasporto pubblico locale vinto nel 2017 da Busitalia-Autoguidovie (unite in Ati, Associazione temporanea d'impresa), ci fu ben poco di regolare. Una storia fatta di «promesse, collusioni, mezzi fraudolenti e violazioni», per i quali i pm Umberto Ausiello e Paola Dal Monte hanno chiesto il rinvio a giudizio di 11 persone. Nessuna richiesta d'archiviazione, dunque, rispetto alla chiusura delle indagini della scorsa estate: per tutti la procura ha deciso di andare avanti. La richiesta è già arrivata nell'ufficio gup, ma l'udienza preliminare non è ancora stata fissata, e solo in quel momento gli imputati riceveranno l'atto.

RUOLI E ACCUSE

I giudici amministrativi avevano già ridotto a carta straccia l'assegnazione della gara, ma la procura ha messo in fila una serie di reati. E tra gli imputati figurano Pierdomenico Belli, ex amministratore unico di Smtp, la società per il trasporto e la mobilità di Comune e Provincia che aveva bandito la gara, ma anche Raimondo Brizzi Albertelli, il direttore generale tuttora in carica. Nella lista spiccano i nomi di Stefano Rossi e Daniele Diaz, rispettivamente amministratore delegato e responsabile Strategie, sviluppo mercati e commerciale di Busitalia (Gruppo Ferrovie dello Stato), oltre che quello di Renato Mazzoncini, ex ad di Ferrovie dello Stato. Tra gli imputati anche Mauro Piazza, ex dirigente di Tep Service, e Natalia Ranza, milanese, consigliere delegato di Autoguidovie. Ma rischiano di finire sotto processo anche tutti i membri della commissione costituita da Smtp. Tutti sono indagati per turbativa d'asta, ma a Brizzi Albertelli e a Marco Allegrini, il consulente che era stato incaricato da Smtp, sono contestati anche il falso ideologico e materiale. Piazza, Diaz, Mazzoncini, Rossi e Ranza devono inoltre fare i conti con le accuse di corruzione tra privati e rivelazione di documenti segreti.

I PUNTEGGI «ANOMALI»

Insieme, le due società avevano messo all'angolo Tep. che per quasi 70 anni aveva gestito il servizio di trasporto pubblico in tutta la provincia. Ma era stato l'allora presidente della storica azienda parmigiana, Antonio Rizzi, a far accendere i riflettori degli inquirenti con una denuncia depositata già nel novembre del 2016 e focalizzata sui punteggi «anomali» assegnati dalla commissione alle società in gara, tra cui anche Tper-Seta. E l'indagine, portata avanti dalla Finanza, ha fatto emergere i retroscena.

LE INFORMAZIONI RISERVATE

Una serie di manovre e accordi per sbarazzarsi della concorrenza di Tep, secondo la procura. Con al centro la figura di Diaz fino alla fine del 2015 ad della Lem Reply, la società designata da Smtp come advisor tecnico per redigere il bando di gara. Diaz viene ingaggiato da Mazzoncini e Rossi e coinvolto nel gruppo di lavoro che deve preparare l'offerta dell'Ati Busitalia-Autoguidovie. Ed è chiaro, si legge nel capo d'imputazione, che in questo modo può «indebitamente acquisire e impiegare nella formulazione dell'offerta il bagaglio di informazioni privilegiate riservate e/o segrete acquisite nel corso del mandato per la stazione appaltante (Smtp, ndr)». Un lavoro fatto da Diaz, in cambio dell'assunzione in Busitalia, secondo la procura, che infatti scatta il primo febbraio 2016.

I DATI MODIFICATI

Eppure già da mesi sia i vertici di Smtp che i membri della commissione sarebbero stati a conoscenza della collaborazione di Diaz con Busitalia-Autoguidovie, ma nulla accade. Brizzi Albertelli, in particolare, responsabile unico della procedura, avrebbe anche convinto il consulente Allegrini a modificare data e contenuto delle sue relazioni tecniche. Date che non tornano, eppure non si sarebbe trattato di una svista. E sfasamenti che cambiano il corso degli eventi. Secondo la ricostruzione della procura, infatti, il documento sui dati economico-finanziari di Busitalia-Autoguidovie solo apparentemente sarebbe arrivato a Smtp il 15/12/2016, ma in realtà sarebbe stato inviato via mail a Brizzi Albertelli il 3 gennaio 2017. Inoltre, Allegrini, dopo una telefonata di Brizzi Albertelli, avrebbe cambiato il giudizio su Busitalia-Autoguidovie: alle 14,40 del 17 febbraio 2017 definisce la situazione economico-finanziaria «sostanzialmente equilibrata» e due ore dopo scrive «sostanzialmente sostenibile».

Ma anche Piazza, secondo l'accusa, avrebbe tramato per favorire Busitalia-Autoguidovie rivelando a Diaz informazioni riservate e segrete sull'offerta di Tep. La ricompensa in cambio delle soffiate? La promessa di un incarico prestigioso.