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Scuola

I presidi: «Il decreto? Un'operazione di buon senso». Critiche all'elaborato per le medie

di Mara Varoli -

07 aprile 2020, 05:04

I presidi: «Il decreto? Un'operazione di buon senso». Critiche all'elaborato per le medie

«Questo decreto definisce i possibili scenari e rispetto agli stessi fissa alcune linee guida demandando poi al ministro di agire con i propri decreti - commenta il preside del liceo scientifico e musicale Bertolucci Aluisi Tosolini -. È un'operazione di buon senso, perché comunque se a fondamento dell'impegno degli studenti si mette lo spauracchio del voto non  si capirebbe onestamente il senso educativo della scuola. L'autorevolezza dei docenti deriva  dall'essere appassionati intellettuali non addetti a gestire la paura del voto. Se parliamo degli esami di stato, poi, normalmente gli ammessi sono oltre il 95 per cento e i promossi all'esame oltre il 99 per cento. Per cui, non è il problema dell'esame. E  per le altre classi intermedie - ricorda Tosolini - il decreto prevede il recupero a settembre. Tanto vale lavorare ora».
Pier Paolo Eramo, dirigente scolastico dell'istituto comprensivo Parma Centro, non è però d'accordo con l'elaborato per i ragazzi di terza  media: «L'elaborato non serve  a valutare nulla. Quello che conta - ribadisce il preside Eramo - è il processo e cioè come lo hai fatto l'elaborato, piuttosto che il prodotto finale. In questa situazione chi farà l'elaborato sarà la famiglia e come ben sappiamo ci sono molte differenze socio-culturali tra famiglia e famiglia, oltre agli impegni di lavoro di entrambi i genitori. Per cui, spero che l'elaborato venga eliminato, in quanto sarebbe invalutabile: a quel punto sarebbe meglio trovare il modo di sostituire l'esame di terza media, nel rispetto della Costituzione. Se poi è possibile fare un esame orale questo dovrà avere un programma limitato e per i ragazzi sarà un modo per valorizzare quello che si è fatto in questi mesi. La valutazione finale? Bisognerebbe dare un peso maggiore al primo quadrimestre e un giudizio su quello che si è fatto nel periodo di sospensione, ma con molta attenzione. Ricordiamoci che le videolezioni non sono paragonabili alle lezioni in presenza».
Il preside del liceo scientifico Ulivi Giovanni  Brunazzi coglie l'occasione per fare delle proposte: «Ritengo che in questa situazione nuova e imprevedibile questo decreto dia punti fermi e sicurezze operative nelle scuole. I docenti devono essere pronti a valutare secondo i dettami del decreto facendo trasparire ancor di più l'aspetto formativo, che non è solo trasmissione di contenuti. Per quanto riguarda l'esame di stato è stata presa una decisione ottimale per la situazione attuale, dando la responsabilità al consiglio di classe che solitamente valuta lo studente e lo conosce e quindi è in grado di valutare il raggiungimento di un obiettivo in un percorso di formazione. Tra l'altro la modalità della commissione interna è già stata sperimentata più di vent'anni fa. Sono d'accordo anche sul discorso di un percorso di riallineamento che andrà svolto all'inizio dell'anno scolastico prossimo. Questa è la grande sfida - conclude il dirigente dell'Ulivi - e cioè il recupero didattico e pensando alle scuole superiori delle future classi prime: questo impegnerà le scuole in una rivisitazione delle programmazioni più per competenze, ancor più agili, non dimenticando e cercando di recuperare anche tutto quello che è stato fatto con la modalità a distanza. Tutto quello che è stato messo in campo in queste settimane per necessità dovrà diventare normalità. Ad esempio, perché non fare in futuro corsi di recupero pomeridiani e a distanza?».

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IL NUOVO DECRETO

Un’unica prova orale telematica per i quasi 500 mila maturandi e niente esame di terza media ma solo una valutazione del consiglio di classe che tenga conto anche di un elaborato del candidato. Gli scrutini, comunque, saranno a distanza e per tutti gli studenti degli anni intermedi è prevista la promozione all’anno successivo.

E’ questo lo scenario che si profila qualora non si tornerà in classe entro il 18 maggio, come previsto dal decreto sulla scuola approvato dal Consiglio dei ministri che verrà poi applicato grazie ad una o più ordinanze che devono essere emanate dal ministero dell’Istruzione.

In caso si rientri in classe per metà maggio, la maturità - quest’anno ad esaminare i ragazzi saranno commissioni interne con un presidente esterno - sarà composta da una prova nazionale di italiano gestita dal Ministero dell’Istruzione e da una seconda prova preparata dalla commissione interna, oltre all’orale; le competenze acquisite nei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento costituiscono parte del colloquio. I candidati esterni svolgeranno le prove tradizionali alla fine dell’emergenza Covid. Tutti gli alunni dell’ultimo anno saranno ammessi agli esami; quelli delle classi intermedie saranno promossi, ma gli eventuali crediti andranno recuperati nel prossimo anno scolastico.

La scuola potrà riprendere a settembre prima di quanto stabilito oggi dal calendario scolastico, salvo intese in Conferenza Stato-Regioni, anche per consentire il recupero degli apprendimenti.

Restano valide le graduatorie di istituto attualmente vigenti così come i libri adottati quest’anno lo saranno anche per il prossimo; fino a fine anno scolastico sono sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche. Il Consiglio superiore della Pubblica Istruzione avrà - in questo periodo di emergenza - 7 giorni per dare i propri pareri mentre la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina potrà bandire i concorsi per la scuola; tuttavia lo svolgimento delle procedure concorsuali per l’accesso al pubblico impiego è sospeso per 60 giorni. Il decreto prevede che se si protrarrà l'emergenza il ministro dell’Università può prevedere che tirocini e abilitazioni alle professioni di odontoiatra, farmacista, veterinario, tecnologo alimentare, dottore commercialista ed esperto contabile, nonché delle prove per l'abilitazione all’esercizio della revisione legale, possano svolgersi con modalità a distanza. E’ valido il semestre di tirocinio professionale per il praticante che, a causa della sospensione dell’attività giudiziaria nei tribunali, non abbia assistito al numero minimo di udienze previste. Sempre ieri il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alle assunzioni per recuperare parte dei posti liberati nell’estate del 2019 da quota 100: si tratta di 4500 prof. E se in autunno dovessero esserci ancora pericoli legati al Covid, la ministra Azzolina ha spiegato che si sta lavorando ad un piano per una ripresa delle scuole, a settembre, con un maggiore distanziamento in classe.

Soddisfatti gli studenti. «Ora bisogna garantire a tutti di poter recuperare le insufficienze a settembre», dice l’Uds. Critica l’opposizione. «L'esame di maturità deve essere svolto in modo serio e inequivocabile, la presenza degli studenti nella prova orale è indispensabile. Fratelli d’Italia è contraria anche all’abolizione dell’esame di terza media che potrebbe benissimo essere posticipato a fine agosto», dicono i deputati Paola Frassinetti ed Ella Bucalo.

Anche la Gilda esprime «perplessità sul merito e il metodo».

«Il prossimo anno scolastico siano sono confermati gli organici attuali. L’anno prossimo ci sarà bisogno di distanziare. Ogni posto in meno produce a cascata lo spostamento di almeno altri due prof», chiede Pino Turi della Uil Scuola. Save The Children invita a «raggiungere subito centinaia di migliaia di ragazzi disconnessi a rischio deficit apprendimento e motivazione allo studio».

r.c.