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Coronavirus

Maggiore, liberati cento letti Covid. I medici: «Non abbassiamo la guardia»

07 aprile 2020, 05:08

Maggiore, liberati cento letti Covid. I medici: «Non abbassiamo la guardia»

MONICA TIEZZI

Sono un centinaio in meno, rispetto al picco di contagi registrato un paio di settimane fa, i posti letto occupati nei tre reparti Covid allestiti all'ospedale Maggiore. Ed è questa - forse più ancora dei dati quotidiani sui nuovi contagi, a volte influenzati dai tempi delle risposte dei tamponi - un'importante cartina di tornasole sull'andamento della pandemia.

Negli ultimi giorni i pazienti Covid ospedalizzati sono diventati 551, a fronte dei circa 650 del picco. In particolare, oggi ci sono: 240 pazienti al padiglione Barbieri, 128 nella Torre delle medicine, 90 in Ortopedia, 52 in terapia intensiva, 24 nel reparto di malattie infettive, 17 nella sub intensiva respiratoria.

Tirano (ma solo un po') il fiato i medici che gestiscono i letti legati all'emergenza Covid-19: Tiziana Meschi che gestisce, oltre al padiglione Barbieri, 53 letti nell'ex clinica medica: Michele Riva con 125 letti nella Torre delle medicine; Riccardo Volpi con 90 posti nel terzo, quarto e quinto piano del padiglione Ortopedia.

Tiziana Meschi spiega che negli ultimi giorni della scorsa settimana si sono liberati i 24 letti della palestra del Barbieri e i 33 della ex pediatria. «Più che liberati, direi congelati - precisa - La logistica resta intatta, così come le postazioni per l'ossigeno, in caso ce ne fosse di nuovo bisogno. Ma intanto, con il "risparmio" di 57 letti, abbiamo recuperato una ventina di infermieri e cinque medici che ora andranno ad occuparsi della terapia intensiva».

Nel secondo piano dell'Ortopedia, dice Volpi, si sono da poco concluse le operazioni di sanificazione dei 22 letti finora dedicati ai pazienti Covid. «Questo piano diverrà un reparto "grigio" - spiega Volpi - con casi sospetti ma non chiaramente Covid-positivi in base ai risultati delle tac, in attesa che si conoscano i risultati dei tamponi». Una decina di malati con queste caratteristiche è già stata ricoverata ieri e il primario conta di occupare di nuovo tutti i 22 letti in pochi giorni.

In meno di quattro giorni sono scesi a 125 i letti occupati nella Torre delle medicine, a fronte dei 137 disponibili. «Il flusso dei ricoveri dal pronto soccorso negli ultimi giorni è lievemente ma costantemente diminuito - spiega Michele Riva - La situazione oggi è più tranquilla, ed è senz'altro frutto delle restrizioni imposte dal governo, ma la curva dell'epidemia non è ancora in chiara discesa».

Con il lieve allentamento dei contagi, è cambiata anche l'età e la gravità dei sintomi dei malati. «Si è alzata l'età media, entrano meno giovani», dice Meschi. «Vediamo pazienti meno gravi al momento del ricovero. Forse perché la minore pressione sul pronto soccorso porta i malati a presentarsi prima in ospedale, piuttosto che attendere a casa che la situazioni diventi compromessa», dice Riva.

L'ottimismo resta comunque molto cauto. Anche perché, dicono gli intervistati, all'orizzonte ci sono le giornate pasquali, con previsioni di bel tempo. E con i rischi di un allentamento dell'isolamento.

«Spero di sbagliarmi, ma temo plausibile una ripresa dei contagi dopo Pasqua. Questo è il momento di non abbassare la guardia, restare responsabili e concentrati sull'obiettivo di uscire dalla prima fase dell'emergenza», dice Riva.

«Devo essere sincera? Sono terrorizzata di cosa potrebbe succedere in questa settimana: spostamenti nelle seconde case, gite, riunioni familiari - dice la Meschi - Comprendo la difficoltà di trascorrere una Pasqua così particolare, ma dobbiamo ancora restare a casa. Non roviniamo tutto. Anch'io ho una figlia e un nipotino e una mamma anziana che vive sola. Ma la mia Pasqua sarà in ospedale, some da 40 giorni. Ognuno faccia la sua parte di sacrifici, solo così ne verremo fuori».