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CORONAVIRUS

Pazienti-covid in sala operatoria: ecco le regole

07 aprile 2020, 05:07

Pazienti-covid in sala operatoria: ecco le regole

KATIA GOLINI

 Gli interventi chirurgici d'urgenza ai tempi del coronavirus? Tutto molto, molto più complicato. Sono infatti necessarie procedure di preparazione dei pazienti, degli operatori e degli spazi del tutto inedite finora. Il primo protocollo di comportamento prima, durante e dopo l'ingresso dei pazienti covid in sala operatoria sta per essere pubblicato sul World Journal of Emergency Surgery, autorevole rivista scientifica specializzata «open access». E arriva da Parma. In particolare dalla Chirurgia d'urgenza dell'ospedale Maggiore diretta da Fausto Catena.

Il reparto, punto di riferimento per la Chirurgia d'urgenza e Centro traumi per un'ampia zona che va da Lodi a Reggio Emilia, si è trovato in queste settimane a fronteggiare le emergenze quotidiane - che non hanno affatto rallentato la presa nonostante la pandemia - nell'emergenza sanitaria generale che stiamo vivendo. Un'impresa senza precedenti.

Assodato che il virus ha una capacità di infettare l'uomo elevatissima, sono stati diversi gli aspetti da prendere in considerazione. «Non si può pensare di intervenire su un paziente covid come su tutti gli altri - spiega Catena -. Il problema ha molte sfaccettature: come intervenire, come preparare il paziente, a quali esami sottoporlo, come modificare i percorsi di arrivo e uscita dalla sala operatoria. Con Elena Bignami, direttrice della 2ª Anestesia, rianimazione e terapia antalgica dell'Azienda ospedaliero-universitaria, abbiamo messo a punto alcune linee di intervento molto importanti. Poi, c'è tutto il capitolo della protezione degli operatori, medici e infermieri che devono lavorare all'intervento. Si capisce subito che la situazione è complessa». Come a dire: lungi dalla routine testata, ogni passo va calibrato di nuovo e ponderato alla perfezione. A tutela dei pazienti e del personale.

Il problema numero uno riguarda la verifica dell'eventuale presenza dell'infezione nel paziente che necessita di intervento chirurgico d'urgenza. «Prima di tutto quello che abbiamo definito "depistaggio", ossia il controllo per capire se la persona è affetta da covid-19 - spiega Catena -. Vista l'incidenza della malattia i casi che abbiamo affrontato in queste settimane sono stati molto numerosi tra chi arrivava da fuori e non sa di esserne affetto e anche chi è già ricoverato in ospedale. A seguire, l'avvio dell'iter a seconda del responso».

Veniamo quindi al nocciolo delle direttive: «Abbiamo messo per iscritto quello che l'esperienza ci ha insegnato e le modalità di approccio messe in atto per garantire sicurezza a tutti. Dato il numero altissimo di pazienti infetti e l'alta affluenza in ospedale possiamo contare su una casistica ricca. Spieghiamo come ci si deve vestire e soprattutto come ci si deve svestire e seguendo quali fasi per evitare che superfici e materiali potenzialmente infetti possano essere vettori del virus. Forniremo ai colleghi chirurghi un dettagliato report, elaborato insieme al direttore delll’Igiene ospedaliera Pietro Vitali, sui gesti da seguire con attenzione per non correre rischi anche per lo stoccaggio dei dispositivi di protezione indossati durante l'intervento. Affrontiamo inoltre il tema delle sale operatorie e dei percorsi da seguire per accedervi. Un paziente covid che deve essere trasportato in sala operatoria non può assolutamente incontrare durante il tragitto altri malati o operatori non adeguatamente protetti. Spieghiamo inoltre che anche le sale operatorie limitrofe a quella in cui si opera vanno tenute libere. Un altro tema molto importante è quello della sterilizzazione degli spazi e degli strumenti utilizzati».

Arrivare per primi - nemmeno i cinesi l'hanno ancora fatto - non è la principale soddisfazione di Catena. «Con la pubblicazione sul World Journal of Emergency Surgery, rivista scientifica specializzata e consultabile da tutti senza oneri darà la possibilità ai colleghi di tutto il mondo, anche di Paesi meno sviluppati, di leggere il nostro studio e prendere spunti utili ad affrontare l'emergenza pandemia con qualche strumento i più».