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Lutto

Colorno piange don Giuseppe Canetti

09 aprile 2020, 05:03

Colorno piange don Giuseppe Canetti

CRISTIAN CALESTANI

COLORNO - Una presenza pacata, ma molto salda, al fianco dei parrocchiani per le confessioni e al fianco dei malati nella preghiera. Sono stati questi i tratti distintivi della missione di don Giuseppe Canetti, sacerdote della diocesi di Parma scomparso ieri ad 89 anni e per 14 anni, sino al 2018, vicario della parrocchia Santa Maria Madre della Chiesa di Colorno.

Don Canetti era nato il 17 agosto del 1930 ad Orìo di Castione Baratti da una umile famiglia contadina. Fu ordinato sacerdote il 26 giugno 1957. Arrivò nella sua prima parrocchia, Rimagna, il 13 agosto 1957 e vi rimase fino al 1960. Il 30 ottobre 1960 fu trasferito a Monchio delle Corti, dove rimase fino al 1967. Poi operò dieci anni a Mozzano ed Antreola (1967-77), sette anni a San Pancrazio (1977-84), sei anni a Corniglio (1984-90), undici anni a Mulazzano, Badia Cavana e Faviano (1990-2001) e poi ancora tre anni tra Marzolara e Calestano. Nel 2004 arrivò a Colorno come vicario parrocchiale a fianco del prevosto don Stefano Rosati che ha ricordato i tratti caratteristici del suo ministero: «Si è sempre messo a disposizione per i bisogni della diocesi e negli anni di Colorno in particolare per il sacramento della penitenza, la visita alle famiglie e l’accompagnamento dei malati e delle persone in lutto».

Il 23 giugno 2017 nel duomo di Colorno fu festeggiato il suo 60° anniversario di sacerdozio alla presenza della venerata immagine del Santuario della Beata Vergine del Sasso di Rimagna. «Ringraziamo commossi don Giuseppe - ha dichiarato l’attuale prevosto di Colorno don Marcello Benedini - per la sua splendida testimonianza di vita presbiterale, il suo zelo evangelico, l’umile assiduità nella visita ai malati e alle famiglie, la forza spirituale e la costanza tenace nell’amministrare il sacramento della Penitenza, le belle messe con l’omelia attenta alla dimensione liturgica, la cura del duomo e la preparazione dell’altare, la vicinanza alle persone colpite da lutti nelle veglie funebri, la puntuale presenza in chiesa con ampio anticipo rispetto all’inizio delle celebrazioni».

Il 6 ottobre del 2018, per il suo saluto alla parrocchia prima del trasferimento a Villa Sant’Ilario a Porporano, fu fatta arrivare a Colorno, su iniziativa della fabbriceria del Duomo, la statua della Madonna di Caravaggio. Appena finita l’emergenza sanitaria, sarà celebrata una messa in suo suffragio nel duomo di Colorno.