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EFSA

Sicurezza alimentare al tempo del coronavirus

09 aprile 2020, 05:05

Sicurezza alimentare al tempo del coronavirus

KATIA GOLINI

L'importante, come per le mani, è lavare tutto con accuratezza. Meglio cotto o crudo? Semplice o elaborato? E i prodotti confezionati o comprati pronti, magari recapitati a domicilio? Attenti all'igiene massima e poi utilizzare il buon senso, ecco la regola numero uno. In sintesi: come dobbiamo comportarci col cibo nell'era del coronavirus? Ne parla Marta Hugas, direttore scientifico dell'Efsa, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare.

Per quanto ne sappiamo ad ora, il virus si può trasmettere attraverso il cibo?

Scienziati di tutto il mondo stanno monitorando la diffusione del virus e non si registrano segnalazioni di trasmissione tramite il cibo. Gli studi condotti su precedenti focolai epidemici simili, come la Sars, hanno dimostrato che la trasmissione avviene per via respiratoria. Alla luce delle conoscenze attuali, non abbiamo ragione di pensare che questo coronavirus si comporti diversamente.

Meglio consumare cibi cotti ad alte temperature?

Ripeto, non ci sono evidenze scientifiche che indichino che il cibo sia una fonte o una via di trasmissione del virus. Quello che è davvero fondamentale e di cui non si parla abbastanza è invece il rispetto delle usuali norme di buona igiene in cucina durante la manipolazione e preparazione degli alimenti. Bisogna evitare, ad esempio, potenziali contaminazioni tra cibi cotti e cibi crudi. E bisogna lavarsi le mani spesso. Come informazione generale, aggiungo comunque che alcuni studi confermano che, come per altre forme di coronavirus, temperature al di sopra dei 60 gradi possono eliminare il virus.

Come consiglia di conservare le confezioni acquistate al supermercato?

E’ vero che una persona infetta potrebbe in teoria contaminare gli alimenti o il packaging di tali alimenti, se ad esempio ci tossisce o starnutisce sopra durante la preparazione. Oppure manipolando il cibo con mani non lavate e infette. Tuttavia, le norme di sicurezza alimentare in vigore nell’Unione Europea garantiscono un elevato livello di protezione: rigide misure di biosicurezza e pratiche di igiene sono applicate lungo tutta la catena alimentare. E queste regole garantiscono sicurezza e protezione anche da altri tipi di contaminazione.

E la verdura? C’è un modo sicuro per il lavaggio di quella che tendiamo a consumare cruda?

Esistono una serie di accorgimenti consigliati da diversi organismi a livello mondiale, gesti che ognuno di noi può fare nella propria cucina. Ad esempio, lavarsi le mani per 20 secondi con acqua calda e sapone prima e dopo la preparazione di prodotti freschi; sciacquare i prodotti prima di sbucciarli, in modo che lo sporco ed eventuali batteri non vengano trasferiti dal coltello sulla frutta o sulla verdura; asciugare i prodotti con un panno pulito o un tovagliolo di carta per ridurre ulteriormente i batteri che possono essere presenti; rimuovere le foglie più esterne di un cespo di lattuga o di cavolo.

 

Fare ordinazioni di pietanze cucinate all’esterno è sicuro?

Vorrei ribadire che gli alimenti non sono a oggi riconosciuti come una fonte di contagio da coronavirus, e che l’attuale chiusura dei locali di ristorazione è volta ad evitare il contatto ravvicinato tra le persone. Per cui direi di sì, facendo attenzione a rispettare le distanze e utilizzando sempre guanti e mascherine.