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Turismo in crisi

Valtaro e Valceno, per ristoranti e bar le lacrime sono amare

09 aprile 2020, 05:02

Valtaro e Valceno, per ristoranti e bar le lacrime sono amare

MONICA ROSSI

Non è Rimini. Non vanta l’attrattiva delle coste o delle isole. Non ha l’offerta di Roma, Firenze, Venezia... È «semplicemente» la montagna del nostro Appennino, paradiso di boschi e monti, laghi e cascate, fiumi (con belle spiagge) e borghi storici che d’estate (ma non solo) offrono svago, ottima cucina, sport e tranquillità: Valtaro e Valceno vivono di turismo tanto quanto le mete che hanno reso e continueranno a rendere celebre il Bel Paese.

TESSUTO HORECA

Ed esattamente come loro, anche le vallate parmensi hanno un ricco tessuto Horeca (acronimo di Hotellerie-Restaurant-Café) che ora, con il lockdown sine die, verserà lacrime amare. Bar, ristoranti e pizzerie saranno infatti le ultime attività ad aprire. Si sa già. Quanti però sanno che a Bedonia quasi tutti gli esercizi pubblici hanno investito un mucchio di soldi per rinnovare i loro locali? O che l’amministrazione di Compiano stava lavorando perché la piazza del borgo potesse nuovamente avere un locale pubblico e che una trattativa in particolare era in dirittura d’arrivo? E Borgotaro? Via Nazionale tornerà a essere il salotto del «sabato del villaggio»? Chissà.

PROGETTI RINVIATI

Intanto, i sindaci si raccontano e ai loro cittadini fanno sapere che «spiace che il progetto per la “Vecchia Compiano” si sia arenato: se tutto fosse filato liscio, quest’estate avrebbe potuto riaprire. Ma voglio credere e sperare che sia solo rimandato! La voglia di ricominciare c’è», dichiara Francesco Mariani. Mariani che poi ricorda: «È chiaro che le aperture delle attività in generale saranno graduali: considerato che sono aggregatori sociali, va da sé che bar e ristoranti saranno gli ultimi ad aprire. Quando lo faranno, però, dovremo aiutare chi ha subito perdite: come posso ad esempio chiedere la Tari a un ristorante che ha dovuto chiudere per diversi mesi?».

Stessa musica anche per Bardi, da dove Giancarlo Mandelli fa sapere: «Ancora non ci siamo posti il problema delle riaperture essendo non imminente. Certamente, non appena l’emergenza finirà, dovrò incontrare le varie realtà e analizzare le singole esigenze».

BANDI E FONDI

«Per ora siamo ancora in una fase di incertezza - fa invece sapere Gianpaolo Serpagli -. Posso anticipare che per Bedonia stiamo lavorando su un bando per commercianti e artigiani in difficoltà, ma non sappiamo per ora quanto riusciremo a fare con i fondi. In questa fase ci limitiamo a gestire l’emergenza». «A Borgotaro, come in tutta la vallata, il settore che ha accusato il colpo peggiore è senza dubbio quello degli esercizi pubblici: perso non solo il turismo a lungo termine, ma anche la quotidianità - dichiara Diego Rossi -. Come giunta stiamo elaborando un piano di riduzione della tassa sui rifiuti e una rimodulazione della tassa sull’occupazione di suolo pubblico. Dobbiamo guardare oltre e studiare una campagna di promozione territoriale».

FIERA E CIBUS

E continuare a lavorare e progettare la prossima Fiera del Fungo come se si facesse. Appuntamento che, se saremo fuori dall’emergenza, potremo pensare di sfruttare anche - perché no? - in sinergia con Cibus, slittato a settembre. Potrebbe essere, questa, la prima occasione di rilancio dei nostri prodotti autunnali». E Albareto? Davide Riccoboni«Abbiamo già predisposto molte misure . Poi, speriamo di poter dare il via all’organizzazione della Fiera nazionale del fungo porcino: è in calendario per ottobre, quindi speriamo».